A meno di tre settimane dalla scadenza fissata per il 24 novembre, resta drammaticamente incerto il futuro lavorativo dei 321 precari ex tirocinanti calabresi impiegati presso le strutture del Ministero della Cultura. Una situazione di stallo operativo denunciata dal consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Alecci, il quale richiama l’attenzione sulle ricadute occupazionali e gestionali derivanti dal mancato rinnovo dei tesseramenti a tempo determinato.
Ad oggi non risulta formalizzata alcuna proroga dei contratti in essere, con la concreta prospettiva di privare del posto di lavoro centinaia di operatori che per anni hanno garantito la continuità operativa dei presidi culturali dislocati nelle cinque province della regione.
“Queste figure sono importanti per la valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale. Occorre trovare loro una occupazione dignitosa e duratura. Il Governo regionale deve fare tutto il possibile. Una Regione che non investe in cultura, ha perso in partenza!”, sostiene fermamente il capogruppo dem Ernesto Alecci.
Le ripercussioni sul sistema museale e sulla destagionalizzazione turistica
La mancata risoluzione della vertenza rischia di produrre un impatto devastante sulla tenuta dell’intera offerta turistico-culturale della Calabria. L’eventuale uscita dei lavoratori dal circuito operativo potrebbe infatti determinare il blocco o la drastica ridimensionamento delle attività all’interno dei principali musei e parchi archeologici del territorio.
Secondo l’analisi dell’esponente dem, la perdita di tali professionalità andrebbe a deprimere proprio quel patrimonio storico che rappresenta la leva principale per diversificare i flussi turistici, superando la dipendenza dalle sole presenze balneari nei mesi estivi. Anche la stessa offerta estiva, in assenza di un’adeguata programmazione culturale, rischierebbe di rimanere confinata nelle sole località costiere.
L’appello alle istituzioni regionali e nazionali
Di fronte all’imminente scadenza del 24 novembre, la richiesta rivolta alla Giunta regionale è quella di attivare immediatamente ogni canale istituzionale utile, sia a livello locale che nei confronti dei ministeri competenti a Roma.
La stabilizzazione o la proroga dei contratti viene indicata da Alecci come un atto indispensabile per tutelare la dignità delle famiglie coinvolte e, contestualmente, per assicurare la fruibilità continua dei beni culturali calabresi, elemento cardine per le prospettive di sviluppo economico dell’intera regione.














