6 Novembre 2026
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Bandiera Verde Agricoltura 2026, il Mulinum di San Floro sul podio nazionale: assegnato il premio Agri Young

Il riconoscimento promosso da Cia premia l'innovazione e la resilienza dell'impresa calabrese, dalla coltivazione biologica dei grani antichi alla filiera corta e controllata, capace di trasformare la tradizione agricola in una leva di sviluppo per il territorio

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A coronare il primo decennio di vita di Mulinum arriva il premio Bandiera Verde Agricoltura 2026, il riconoscimento promosso da Cia-Agricoltori Italiani che valorizza le esperienze più virtuose del settore primario. L’azienda agricola con sede a San Floro, in provincia di Catanzaro, si è aggiudicata il premio nella categoria Agri Young, dedicata alle realtà imprenditoriali capaci di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio agricolo. A ritirare il riconoscimento, questa mattina, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, sono stati il fondatore Stefano Caccavari, nominato Cavaliere della Repubblica nel 2021 dal presidente Sergio Mattarella, e il socio Massimiliano Leonardi, nel corso della XXIV edizione della manifestazione. Alla cerimonia erano presenti anche la socia Marisa Bellino e i rappresentanti di Cia Calabria, che hanno accolto con orgoglio il premio assegnato all’azienda calabrese.

Il ruolo strategico dell’impresa agricola

La cerimonia romana ha premiato complessivamente 10 aziende agricole, 2 Comuni, 3 iniziative extra-aziendali e un Premio Speciale, confermando la vocazione di Bandiera Verde a raccontare un’agricoltura capace di andare oltre la produzione, generando valore economico, occupazione e coesione sociale. Il filo conduttore dell’edizione 2026 è stato, infatti, il ruolo strategico dell’impresa agricola nella tenuta economica e sociale delle aree interne: territori nei quali le aziende rappresentano presidi produttivi, ambientali e comunitari, contribuendo a mantenere vive le economie locali e a contrastare lo spopolamento.

Un tema che trova una significativa corrispondenza proprio nell’esperienza di Mulinum, indicata dall’organizzazione come esempio di una sfida imprenditoriale nata dalla mobilitazione sui social e culminata nel recupero di un antico mulino a San Floro, con l’obiettivo di trasformare i grani della tradizione in un progetto di sviluppo locale. Il premio arriva in un momento particolarmente significativo per l’azienda calabrese, che proprio nel 2026 celebra dieci anni dalla sua fondazione. Un percorso imprenditoriale nato da una scelta coraggiosa: tornare alla terra e trasformare una battaglia per la difesa del territorio in un progetto concreto di sviluppo.

“Difendere il territorio coltivandolo”

“Dieci anni fa ho lasciato il mondo dell’informatica per dedicarmi a quella che poi è diventata la mia missione: difendere il territorio coltivandolo – ha raccontato Stefano Caccavari durante la cerimonia –. Nel mio paese, San Floro, in provincia di Catanzaro, un centro di appena 600 abitanti, stavano per costruire una discarica di rifiuti speciali e pericolosi. Quella è stata la scintilla, la molla che mi ha fatto cambiare direzione. Ho dato vita a un’azienda che oggi è presente anche in più regioni”. La motivazione del premio Agri Young riconosce a Mulinum di essere un “eccellente esempio di innovazione e resilienza guidata da giovani imprenditori“. A convincere la giuria è stato soprattutto il modello produttivo fondato su una filiera interamente corta e controllata, specializzata nella coltivazione biologica di grani antichi come il Senatore Cappelli, la Maiorca e il Verna. Attraverso l’impiego di antiche macine in pietra naturale, i cereali vengono trasformati in farine integrali di alta qualità, preservandone le proprietà e il profumo originario. Un’esperienza d’impresa che, secondo la motivazione ufficiale, dimostra come “la dedizione delle nuove generazioni trasformi il patrimonio tradizionale in una leva fondamentale per lo sviluppo economico e la valorizzazione del territorio“.

Nel ripercorrere la storia dell’azienda, Caccavari ha evidenziato anche il ruolo della partecipazione collettiva. Rispondendo a una domanda su quanto della sua precedente esperienza nel settore informatico sia confluito nella gestione dell’impresa, ha individuato nel senso di comunità uno degli elementi fondamentali del progetto. Mulinum, infatti, è nata anche grazie a una raccolta di capitali che ha permesso di raggiungere, in meno di cento giorni, mezzo milione di euro sul conto aziendale per avviare l’attività, diventando un’esperienza di finanziamento partecipativo senza precedenti nel panorama agricolo italiano.

Il legame con le proprie origini

“Se un gruppo di persone inizia a pensare in un certo modo, si sviluppa una comunità incredibile”, ha sottolineato, ricordando come proprio il legame con le proprie origini abbia rappresentato una svolta nella sua visione personale e professionale. “Non volevo dimenticare le mie origini. Le origini agricole contano e questo ha cambiato la mia visione su tutto“, ha aggiunto con commozione. Caparbietà, territorio e qualità sono le tre parole che condensano la filosofia di Mulinum. Una visione che guarda alla riscoperta delle produzioni agricole tradizionali senza rinunciare all’innovazione e alla capacità di costruire nuove opportunità economiche. “Sono convinto che il cibo di qualità potrà tornare vincente in un mondo così complicato“, ha affermato Caccavari, ribadendo l’importanza di promuovere la qualità italiana.
A guidare il quadro dei riconoscimenti di questa XXIV edizione è stato il premio Bandiera Verde Gold 2026, assegnato ai Poderi Luigi Einaudi, storica azienda vitivinicola della famiglia Einaudi, mentre il Premio Speciale è andato al Consorzio Uomini di Massenzatica, esempio di proprietà collettiva e gestione condivisa delle risorse. Tra gli altri riconoscimenti extra-aziendali, quelli alla rubrica di Rai News 24 Sapori e Colori, all’Istituto Tecnico Agrario Cosimo Ridolfi di Scerni e al film Benvenuti in campagna, diretto da Giambattista Avellino. Premiati anche i Comuni di Viggiano e Imola. “Le esperienze premiate dimostrano che l’agricoltura genera economia e occupazione, contribuendo alla tenuta delle comunità“, ha dichiarato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini, sottolineando come il diritto a restare nei propri territori debba tradursi in un impegno concreto per garantire infrastrutture, servizi essenziali, connettività, ricambio generazionale e un reddito adeguato agli agricoltori.

La Bandiera Verde Agricoltura rappresenta così non soltanto un riconoscimento al percorso compiuto da Mulinum, ma anche al valore di un modello d’impresa che ha saputo trasformare una scelta di resistenza e appartenenza in un progetto di crescita, capace di partire da un piccolo centro della Calabria per raggiungere una dimensione nazionale. Caccavari ha infine ringraziato alla presidente di Cia Calabria, Mariagrazia Milone, alla consulente Enza Mancuso e alla dottoressa Tina Valeo, per il sostegno e la vicinanza al percorso dell’azienda e alla candidatura al premio.

Proiezione sul futuro

Guardando al futuro, l’ambizione è quella di sviluppare nuovi Mulinum in tutta Italia, costruendo una rete capace di recuperare e valorizzare le produzioni da forno legate alle ricette della tradizione. “Il nostro obiettivo è riscoprire i prodotti da forno secondo le ricette tradizionali, riuscendo a collegare quante più comunità possibili e a tornare a mangiare come cento anni fa“, ha spiegato Caccavari. Una prospettiva che punta a estendere il modello Mulinum, mettendo in relazione agricoltura, cultura alimentare e comunità locali.

Dieci anni dopo, la scommessa di Stefano Caccavari continua a raccontare come la terra, quando diventa progetto, visione e comunità, possa generare futuro.

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