“Il Gruppo consiliare del Partito Democratico e gli Assessori del Partito Democratico esprimono profonda indignazione per quanto accaduto questa mattina in occasione della seduta di Question Time del Consiglio comunale a Vibo Valentia”. E’ quanto affermano il Gruppo consiliare e gli assessori del Partito democratico.
“Un fatto grave”
Gruppo e assessori aggiungono: “La consigliera Antonella Petracca, appartenente al Gruppo Misto, aveva presentato ben quattro interrogazioni, chiamando in causa altrettanti settori dell’Amministrazione e impegnando gli assessori competenti a predisporre le relative risposte. Ebbene, nonostante la seduta fosse fissata per le ore 9:00 e nonostante sia stata attesa un’intera ora, la consigliera interrogante non si è presentata. Le quattro interrogazioni sono pertanto venute meno per assenza della loro stessa presentatrice. Un fatto grave, che merita di essere stigmatizzato senza alcuna ambiguità. Gli assessori interessati erano regolarmente presenti, puntuali e pronti a rispondere, avendo dedicato tempo e lavoro alla preparazione delle risposte, nel rispetto del ruolo istituzionale e soprattutto del diritto dei cittadini a conoscere l’attività dell’Amministrazione. A fronte di questa disponibilità, abbiamo assistito a un’assenza ingiustificata che ha vanificato il lavoro svolto e impedito persino che si svolgesse il confronto istituzionale richiesto dalla stessa consigliera”.
“L’aspetto che non può essere ignorato”
Aggiungono Gruppo e assessori: “C’è poi un aspetto che non può essere ignorato: il Question Time comporta un’organizzazione, l’impiego di personale comunale, l’impegno degli amministratori e, dunque, un costo che ricade sulla collettività. Non si può pensare di utilizzare uno strumento istituzionale senza assumersi la responsabilità di parteciparvi. Il tempo degli uffici, degli assessori e delle istituzioni non è tempo a disposizione di nessuno: è tempo pagato dai cittadini e deve essere rispettato. Ma soprattutto, viene spontaneo chiedersi quale sia il senso di presentare interrogazioni se poi non ci si presenta per ascoltare le risposte. Il diritto di interrogare è sacrosanto e nessuno intende metterlo in discussione. Ma a ogni diritto corrispondono anche responsabilità e doveri. Tra questi, il minimo sindacale è quello di presentarsi in aula, soprattutto quando si è chiesto ad altri amministratori di rendere conto del proprio operato. Il sospetto, a questo punto, è che interessi maggiormente presentare interrogazioni che ascoltare le risposte. Perché il confronto istituzionale non può essere a senso unico, né può ridursi alla sola ricerca di visibilità politica.
“La politica non è una recita”
Poi la conclusione: “L’opposizione ha pieno diritto di esercitare il proprio ruolo, anche con durezza e determinazione. Ma l’opposizione si esercita con serietà, presenza e responsabilità, non facendo gravare sui cittadini il costo di iniziative che poi vengono abbandonate da chi le ha promosse. La politica non è una recita, il Consiglio comunale non è un palcoscenico e il rispetto delle istituzioni non può essere a giorni alterni. Ai cittadini dobbiamo risposte, trasparenza e serietà. Questa mattina, purtroppo, chi quelle risposte le aveva richieste non si è presentato nemmeno ad ascoltarle”.














