Curarsi in Calabria senza essere costretti ad affrontare attese estenuanti, spese private difficilmente sostenibili o continui spostamenti tra ospedali e ambulatori. È da questa esigenza che nasce la proposta di CNA Pensionati Calabria per una riforma della sanità regionale. Al centro del confronto, organizzato a Lamezia Terme, c’è un modello che punta a cambiare il rapporto tra pazienti, medici di famiglia e strutture ospedaliere: l’Ospedale Territoriale Virtuale, un sistema basato sull’integrazione dei servizi sanitari e sull’utilizzo delle nuove tecnologie. Dal dibattito è scaturito un manifesto articolato in cinque proposte operative, destinato al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al dirigente Ernesto Esposito e alle direzioni delle Aziende sanitarie provinciali.
A mettere al centro del confronto le difficoltà quotidiane dei cittadini è stato Michele Priolo, presidente di CNA Pensionati Calabria, che ha denunciato le criticità del sistema sanitario regionale, a partire dalle liste d’attesa. “L’eccessiva lunghezza dei tempi di attesa spinge sempre più cittadini a dover scegliere tra sostenere spese private insostenibili o rinunciare del tutto alle cure”, ha affermato Priolo, chiedendo alla politica interventi urgenti e concreti.
Un problema che riguarda in particolare le persone anziane e i pazienti affetti da patologie croniche, per i quali la possibilità di ricevere assistenza continuativa rappresenta una necessità. L’obiettivo dell’associazione è superare la sola denuncia delle inefficienze, avanzando soluzioni organizzative che possano migliorare l’accessibilità dei servizi e rafforzare la medicina di prossimità.
L’ospedale virtuale del professor Claudio Cordiano: come cambierebbe la medicina territoriale
Il progetto prende spunto dal saggio “L’ospedale virtuale della Medicina Generale. Note per una riforma della Medicina generale”, curato dal professor Claudio Cordiano, già professore emerito di Chirurgia all’Università di Verona e figura di riferimento della chirurgia italiana e internazionale.
Nel suo intervento, Cordiano ha ripercorso l’evoluzione della medicina generale e specialistica, evidenziando come i progressi tecnologici abbiano trasformato diagnosi, trattamenti e tempi di degenza, senza però produrre un’adeguata riorganizzazione dell’assistenza sul territorio.
Il nodo principale, secondo il professore, è la crescente distanza tra medici di medicina generale e specialisti ospedalieri. “Viviamo in un’era di ‘separazioni’, in cui il medico di medicina generale e lo specialista ospedaliero non camminano più di pari passo”, ha osservato Cordiano, indicando nella mancanza di integrazione e nella dispersione dei medici di famiglia due ostacoli al funzionamento del sistema.
Da qui la proposta di una rete sanitaria capace di collegare professionisti, servizi territoriali e ospedali attraverso telemedicina, strumenti digitali e percorsi assistenziali condivisi. Il modello punta soprattutto a migliorare la gestione delle urgenze e la presa in carico dei pazienti con malattie croniche, riaffermando il principio dell’universalità delle cure.
I cinque punti della riforma: telemedicina, assistenza h24 e meno burocrazia
Il cuore dell’iniziativa è il documento “Manifesto per la Sanità Calabrese: L’Ospedale Territoriale Virtuale”, che contiene un’istanza di audizione e proposte per l’attuazione del D.M. 77/2022, il decreto che disciplina i modelli e gli standard dell’assistenza sanitaria territoriale.
La prima proposta riguarda la riorganizzazione digitale degli ambulatori e delle Case della Comunità, con un maggiore utilizzo della telemedicina per favorire il collegamento tra pazienti e professionisti sanitari.
Il secondo intervento punta a realizzare un’integrazione operativa 24 ore su 24 tra Continuità Assistenziale, 118 e UCA, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei casi meno gravi e ridurre gli accessi non necessari ai servizi di emergenza.
Il terzo punto riguarda la sburocratizzazione dei medici di medicina generale, attraverso il rafforzamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), reti stabili pensate per migliorare l’organizzazione del lavoro e restituire più tempo all’assistenza dei pazienti.
La quarta proposta prevede un collegamento strutturato tra ospedale e territorio entro 72 ore dalla dimissione dei pazienti fragili, attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico. L’obiettivo è evitare interruzioni nell’assistenza proprio nella fase delicata del ritorno a casa.
Infine, il manifesto chiede una riforma del controllo di gestione della sanità, basata non soltanto sui costi, ma anche sugli esiti clinici e sull’appropriatezza delle prestazioni, per migliorare l’utilizzo delle risorse pubbliche.
Si tratta di proposte avanzate dall’associazione e non di misure già approvate o operative: il documento punta ad aprire un confronto istituzionale sulla loro possibile attuazione.
L’assessore Spinelli: “Superare il modello ospedalocentrico”
A sostenere la necessità di un cambiamento è stata anche Annalisa Spinelli, assessore con delega alla Salute e al Benessere del Comune di Lamezia Terme, intervenuta durante i saluti istituzionali.
Spinelli ha richiamato l’attenzione sull’invecchiamento della popolazione e sulla crescente diffusione delle patologie degenerative, che richiedono un sistema sanitario capace di garantire assistenza continuativa.
“Per farlo, serve un radicale cambio di paradigma: bisogna superare il modello ospedalo-centrico, mai davvero integrato con la medicina territoriale, e restituire al medico di medicina generale un ruolo centrale e valorizzato all’interno del sistema sanitario”, ha dichiarato.
Una posizione che rafforza il messaggio emerso dal confronto: il futuro della sanità non può dipendere esclusivamente dagli ospedali, ma richiede una rete territoriale in grado di seguire i cittadini prima, durante e dopo le cure.
Mileto e Cugliari: “Il diritto alla salute non può dipendere dai vincoli di bilancio”
Il confronto ha coinvolto anche Franco Mileto, presidente di CNA Pensionati della Città Metropolitana di Reggio Calabria, e Giovanni Cugliari, presidente di CNA Calabria.
Mileto ha ricordato il contributo dei pensionati allo sviluppo economico e sociale del Paese, ribadendo che “il diritto alla salute e la qualità della vita non possono in alcun modo essere subordinati a vincoli di bilancio o a logiche di profitto privato”.
Il rappresentante dell’associazione ha inoltre richiamato il quadro demografico ed economico calabrese, citando il rapporto tra pensionati e occupati, per sottolineare la necessità di costruire risposte concrete anziché limitarsi alla denuncia delle difficoltà.
Anche Giovanni Cugliari ha insistito sulla centralità della persona nelle scelte pubbliche. “È importante stare in guardia contro un modello in cui la politica, facendosi condizionare eccessivamente dall’economia, finisce per perdere di vista la centralità dell’individuo”, ha affermato.
Il confronto con medici, associazioni e terzo settore
L’iniziativa, promossa da CNA e CNA Pensionati Calabria, insieme a EPASA-ITACO e CAF CNA, ha coinvolto anche rappresentanti del mondo sanitario e delle associazioni impegnate nel sociale.
Dal pubblico sono intervenuti Maurizio Berardelli, geriatra e componente del direttivo CNA Cosenza, don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud, e Nunzia Coppedè, presidente di FISH Calabria.
Contributi che hanno ampliato il confronto sulla necessità di garantire servizi sociosanitari accessibili, soprattutto alle persone anziane, ai cittadini con disabilità e a chi necessita di percorsi di assistenza complessi.
Il manifesto arriva alla Regione: chiesta un’audizione sulla riforma sanitaria
Le conclusioni sono state affidate a Mario Pagani, segretario nazionale di CNA Pensionati, che ha ricordato l’attività della Confederazione e dell’Osservatorio sulla Sanità e il Sistema di Tutela della Salute, impegnato nell’analisi delle criticità del settore.
È stato Pagani a illustrare il Manifesto per la Sanità Calabrese, un documento che raccoglie le cinque proposte e sollecita un confronto con i responsabili delle politiche sanitarie regionali.
Il testo è destinato al presidente Roberto Occhiuto, che detiene la delega alla Sanità, al dirigente Ernesto Esposito e ai vertici delle ASP territoriali, con la richiesta di valutare concretamente il modello dell’Ospedale Territoriale Virtuale.
La sfida indicata da CNA Pensionati Calabria è trasformare le possibilità offerte dalla tecnologia in servizi realmente accessibili, senza perdere il rapporto diretto tra medico e paziente. Una proposta che parte da Lamezia Terme e pone una questione centrale per il futuro della regione: garantire il diritto costituzionale alla salute nel proprio territorio, senza costringere i cittadini a scegliere tra pagare privatamente o rinunciare alle cure.














