7 Novembre 2026
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Mignani, rabbia dopo Cesena-Catanzaro: “Il lavoro non viene premiato dai risultati”

Dopo il ko per 1-0 contro il Cesena, il tecnico giallorosso difende la prestazione della squadra e punta il dito sulle occasioni non concretizzate

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Il Catanzaro torna da Cesena senza punti, ma con la convinzione del proprio allenatore di aver disputato una gara che avrebbe potuto avere un esito diverso. Al Dino Manuzzi decide all’83’ il colpo di testa di Gelli, sugli sviluppi di un calcio piazzato, che consegna ai romagnoli la vittoria per 1-0. Nel dopopartita Michele Mignani non nasconde la delusione. La sua lettura parte da una prima frazione equilibrata, nella quale il Cesena ha gestito maggiormente il possesso, senza però riuscire a creare particolari pericoli. “Ho visto un primo tempo abbastanza equilibrato, nel quale probabilmente il Cesena ha avuto più possesso palla di noi”. Il tecnico sottolinea l’organizzazione difensiva dei suoi e alcune ripartenze costruite, anche se non sempre sfruttate nel modo migliore.

La valutazione cambia guardando alla seconda metà della partita. «Nel secondo tempo il Catanzaro è cresciuto, ha preso il pallino del gioco in mano e una punizione ci ha beffato». Da qui il rammarico per un risultato che, secondo Mignani, non rispecchia quanto visto in campo: «È una partita della quale avrei sicuramente accettato il pareggio, ma la sconfitta mi lascia l’amaro in bocca perché credo che i miei ragazzi non l’abbiano meritata».

Tre gare in panchina e la necessità di ritrovare i risultati

Il bilancio delle prime tre partite alla guida dei giallorossi è di due pareggi e una sconfitta. Mignani invita però a non fermarsi alla classifica e a valutare anche i segnali arrivati dalle prestazioni, considerando il poco tempo avuto per preparare il gruppo al debutto. “La prima partita la considero relativamente, perché sono arrivato il lunedì per giocare il martedì e onestamente si poteva mettere poco mano”. Diverso, invece, il giudizio sulle due gare successive: «La seconda è stata fatta bene e anche quella di oggi, secondo me, è stata affrontata nella maniera giusta, con grande applicazione da parte di tutti. Quello che avevo chiesto ai calciatori è stato fatto».

Resta, tuttavia, il problema di una squadra che non riesce a trasformare il lavoro in punti. Il riferimento è anche alla precedente sfida contro il Padova, nella quale il Catanzaro avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più. “Purtroppo questo è un momento nel quale il lavoro non viene gratificato dal risultato”, ammette il tecnico, che prova a trasmettere fiducia ai suoi: “Il calcio a volte riserva vittorie non meritate e sconfitte immeritate”. Mignani riconosce i meriti del Cesena, capace di conquistare il successo, ma non cambia la propria valutazione sulla prestazione giallorossa: “Gli faccio i complimenti, ma sono convinto che la mia squadra non abbia meritato di perdere””.

Tchaouna al posto di Iemmello: la spiegazione del cambio

Tra le decisioni prese durante la partita, particolare attenzione ha suscitato la sostituzione di Pietro Iemmello con Franck Tchaouna. Una mossa pensata per modificare il modo di attaccare e sfruttare gli spazi lasciati dalla difesa avversaria. Mignani chiarisce che i due calciatori hanno caratteristiche differenti e che il piano iniziale prevedeva di utilizzare Iemmello tra le linee, cercando di mettere in difficoltà la pressione uomo contro uomo del Cesena. “Volevamo trovare Iemmello tra le linee per cercare di far avanzare uno dei due centrali, ma non ci siamo riusciti molto perché i loro centrocampisti sono stati bravi a fare filtro”.

L’ingresso di Tchaouna rispondeva dunque all’esigenza di avere una soluzione offensiva diversa, soprattutto nell’uno contro uno. Il tecnico ritiene che il cambio abbia prodotto effetti positivi, citando anche l’azione che ha portato Koffi vicino al gol, con il pallone salvato sulla linea da Frabotta. “L’idea di mettere un ragazzo con caratteristiche diverse era quella di sfruttare gli spazi che ci lasciavano nell’uno contro uno. Secondo me ci era anche riuscito, perché è entrato bene”.

La rete di Gelli e gli errori da correggere

La partita si è decisa su una situazione da palla inattiva. All’83’ il traversone di Frabotta ha trovato Gelli pronto a colpire di testa, superando Pigliacelli e punendo il Catanzaro proprio nella fase in cui la squadra sembrava aver guadagnato maggiore iniziativa. Mignani parla di beffa per il momento in cui è arrivata la rete, ma non cerca alibi e riconosce che la fase difensiva avrebbe potuto essere gestita meglio. “È chiaro che quando prendi gol su calcio piazzato c’è qualcosa che potevi sicuramente fare meglio”. Tra gli aspetti da rivedere, l’allenatore indica la possibilità di evitare il fallo e una lettura più efficace del traversone proveniente da lontano.

La sconfitta, dunque, diventa anche un punto da cui ripartire sul piano del lavoro. “Dobbiamo lavorarci, sapere che non dobbiamo abbatterci e che il campionato è ancora lungo”. Il tecnico invita il gruppo a mantenere fiducia nel percorso, convinto che contro il Cesena si siano intravisti progressi.

Il ritorno a Cesena da ex: “Mi sarebbe piaciuto farvi lo sgambetto”

La trasferta romagnola ha avuto un significato particolare anche sul piano personale. Per Mignani, infatti, il ritorno al Manuzzi è stato un appuntamento con il proprio passato professionale e con un ambiente nel quale conserva ricordi positivi. “La vita ti riserva delle sorprese. Alla prima partita da allenatore del Catanzaro ho trovato mio figlio da avversario, alla terza sono tornato a Cesena da ex”, racconta.

Il tecnico ha poi ricordato il rapporto positivo costruito durante la sua precedente esperienza, citando società, calciatori, tifosi e giornalisti. Nessuna polemica, dunque, nei confronti del suo vecchio club, ma soltanto il dispiacere per non essere riuscito a lasciare il campo con un risultato diverso. “È sempre piacevole tornare qua. Mi sarebbe piaciuto magari farvi lo sgambetto”.

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