Quattordici condanne definitive e cinque annullamenti con rinvio. Regge in gran parte anche davanti ai giudici della Corte di Cassazione l’impianto accusatorio del processo scaturito dalla maxi operazione denominata “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani. Confermata la pena a 28 anni e 3 mesi di reclusione per Rosario Battaglia, ritenuto uno dei vertici del gruppo criminale protagonista di una cruenta faida con i Patania di Stefanaconi a cavallo tra il 2011 e il 2012. Il verdetto definitivo della Suprema corte ha portato alla conferma della condanna a otto anni di reclusione per un big della ‘ndrangheta vibonese del calibro di Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”, anche lui finito nell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e sviluppata sul campo dalla Squadra Mobile di Vibo.
Per cinque imputati è stato disposto l’annullamento con rinvio, in particolare per Giuseppe Salvatore Galati, 60 anni, detto “Pino il ragioniere”, indicato come “capo società ” del clan dei Piscopisani: la condanna a 12 anni è stata annullata con rinvio per il reato di associazione mafiosa fino al 21 marzo 2011.​
Le condanne definitive
- Rosario Battaglia, 39 anni, ritenuto uno dei vertici del “locale” di Piscopio: condanna a 28 anni e 3 mesi di reclusione confermata.​
- Francesco Romano, 37 anni, di Briatico: condanna a 6 anni confermata.
- Pierluigi Sorrentino, 33 anni, di Vibo Marina: condanna a 6 anni e 8 mesi confermata.​
- Domenico D’Angelo, 61 anni, di Piscopio: condanna a 10 anni confermata.​
- Giuseppe Brogna, 65 anni, di Piscopio: condanna a 12 anni confermata.​
- Nazzareno Colace, 59 anni, di Portosalvo: condanna a 8 anni confermata.
- Francesco Felice, 29 anni, di Piscopio: condanna a 13 anni e 8 mesi confermata.
- Giuseppe D’Angelo, 50 anni, di Piscopio: condanna a 10 anni e 4 mesi confermata.​
- Pantaleone Mancuso, 62 anni, detto “Scarpuni”, di Limbadi, residente a Nicotera Marina: condanna a 8 anni confermata.​
- Nazzareno Galati, 34 anni, di Piscopio: condanna a 13 anni e 8 mesi confermata.​
- Michele Silvano Mazzeo, 53 anni, di Mileto: condanna a 8 anni e 2 mesi confermata.​
- Nazzareno Pannace, 33 anni, di Vibo ma domiciliato a Bologna: condanna a 6 anni e 8 mesi confermata.​
- Francesco Popillo, 37 anni, di Vibo ma residente a Bologna: condanna a 6 anni e 8 mesi confermata.​
- Simone Prestanicola, 46 anni, di Piscopio: condanna a 3 anni confermata.​
Nuovo processo per cinque imputati
I giudici di Cassazione hanno disposto l’annullamento con rinvio delle condanne emessa in secondo grado nei confronti di cinque imputati per il quali sarà necessario un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro riunita in diversa composizione. Si tratta di:
- Stefano Farfaglia, 40 anni, residente a San Gregorio d’Ippona (difeso dall’avvocato Francesco Muzzopappa): la condanna a 10 anni è stata annullata con rinvio.​
- Angelo David, 40 anni, di Piscopio (difeso dagli Francesco Muzzopappa e Alessandro Diddi): la condanna a 10 anni è stata annullata con rinvio.​
- Michele Staropoli, 57 anni, di Piscopio (difeso dagli avvocati Francesco Muzzopappa e Guido Contestabile): la condanna a 7 anni e 2 mesi è stata annullata con rinvio per un solo capo d’imputazione.​
- Benito La Bella, 36 anni, di Piscopio (difeso dagli avvocati Walter Franzè e Francesco Lojacono): la condanna a 13 anni e 8 mesi è stata annullata con rinvio per un solo capo d’imputazione.
- Giuseppe Salvatore Galati, 60 anni, detto “Pino il ragioniere” (difeso dagli avvocati Giuseppe Gervasi e Vincenzo Sorgiovanni), indicato come “capo società ” del clan dei Piscopisani: la condanna a 12 anni è stata annullata con rinvio per il reato di associazione mafiosa fino al 21 marzo 2011.​
Il collegio difensivo
Il collegio difensivo è stato composto da numerosi avvocati, tra cui: Salvatore Staiano, Sergio Rotundo, Francesco Muzzopappa, Walter Franzè, Giuseppe Bagnato, Giuseppe Di Renzo, Francesco Lojacono, Paride Scinica, Diego Brancia, Guido Contestabile, Francesco Calabrese, Luca Cianferoni, Francesco Gambardella, Valerio Vianello Accorretti, Antonio Rocco, Alessandro Diddi, Giuseppe Gervasi, Vincenzo Sorgiovanni.








