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10 Marzo 2026
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Il favore del dirigente regionale Pallaria al sindaco amico, dipendente assenteista salvato dal licenziamento

Nell'informativa della Guardia di finanza, confluita nell'inchiesta sugli illeciti nella Regione Calabria, la strategia messa in atto per alterare un procedimento disciplinare

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Funzioni pubbliche piegate ad interessi privati, assunzioni clientelari, bandi di gara affidati agli amici degli amici, ma anche favori per evitare il licenziamento di un dipendente regionale, colpito da una condanna penale, come risulta nell’informativa della Guardia di finanza di Catanzaro del 2023 allegata agli atti dell’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 31 persone, tra professionisti, politici, dirigenti regionali e imprenditori, inchiesta che ruota intorno ad appalti pilotati, svelando un giro di corruzione, falso, truffa, concussione, accesso abusivo ai sistemi informati.

Il favore del dirigente regionale al politico

Il dirigente regionale Domenico Maria Pallaria ignaro di avere il cellulare sotto controllo il 19 febbraio 2019 riceve nel proprio ufficio il sindaco di un comune cosentino, il quale gli chiede di alterare un procedimento disciplinare in atto nei confronti di un dipendente regionale che aveva patteggiato la pena ad un anno e 600 euro di multa per truffa aggravata e falsa attestazione della presenza in servizio. Il politico gli spiega che il dipendente, ex finanziere, un ragioniere amico di Nicola Adamo è stato coinvolto in un un’attività di indagine dalla Procura di Cosenza, per assenteismo sul lavoro e falsa timbratura del badge, fatti avvenuti all’interno degli uffici regionali ubicati nella città bruzia. L’interlocutore chiede a Pallaria il favore di interfacciarsi e attivarsi con la struttura dipartimentale competente all’istruzione del procedimento disciplinare per evitare l’applicazione della legge Madia che avrebbe comportato un licenziamento automatico, attenendosi alle più favorevoli previsioni normative della legge Brunetta, comminando una mera sospensione dall’attività lavorativa.

La strategia per evitare il licenziamento del dipendente

Il dirigente regionale rassicura il sindaco, affermando che ne avrebbe parlato con il collega dell’articolazione dipartimentale preposta all’istruttoria dei procedimenti disciplinari, chiedendogli di lasciare i dati della persona da agevolare alla sua segreteria. Il 7 settembre 2023 i competenti dirigenti regionali acquisiscono il carteggio sul procedimento del dipendente da aiutare, riscontrando che lo stesso era stato condannato per una serie di episodi di assenteismo, attraverso l’ingiustificato allontanamento dal luogo di lavoro, avvenuto anche con lo scambio tra colleghi dei propri tesserini marca tempo. L’iter procedimentale si conclude e l’ufficio competente comunica al dipendente l’esito: sospensione dal servizio senza retribuzione per 31 giorni.

“Il doloso travisamento dei fatti”

Per gli investigatori le motivazioni alla base della sospensione sono pretestuose, non si sarebbe trattata di semplice leggerezza nell’uscire dal servizio senza timbrare e i fatti non sarebbero nemmeno tanto irrilevanti da un punto di vista disciplinare. “Il dipendente non si limita ad assentarsi ingiustificatamente dal luogo di lavoro, si tratta di assenze coperte dalla fraudolenta attestazione della sua presenza in servizio perpetrata consegnando il proprio badge al collega, il quale timbrava al suo posto, consentendogli di arrivare in ritardo sul luogo di lavoro o di andarsene molto prima. Episodi accaduti per oltre 10 volte in un mese. Un travisamento doloso delle disposizioni di legge che avrebbe previsto il licenziamento per falsa attestazione della presenza in servizio e non la sospensione”. 

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