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12 Aprile 2026
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Movida a Tropea, gli albergatori frenano: “Città viva sì, ma non una discoteca a cielo aperto”

L'associazione prende posizione sulla vita notturna del borgo sottolineando l’importanza dell’intrattenimento ma ribadendo la necessità di rispetto per i turisti che cercano tranquillità

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L’Associazione Albergatori di Tropea (Asalt) ha espresso la propria posizione sul dibattito riguardante la movida cittadina, affermando che “non c’è nessuna contrapposizione – tanto meno polemica – con gli operatori della movida e con la signora De Monte”. Al contrario, gli albergatori “condividiamo il desiderio che Tropea sia e resti una meta turistica versatile, capace di offrire proposte trasversali che incontrino gusti, preferenze e desideri di tutti”.

Pur riconoscendo che “la movida rende la città viva, affascinante e attraente per giovani e meno giovani”, l’associazione sottolinea la necessità di porre dei limiti. “Tropea non può e non deve trasformarsi in una discoteca a cielo aperto. L’intrattenimento musicale e le attività di svago devono avere luoghi e orari appropriati, così da non arrecare disturbo a chi vive e a chi visita la città con esigenze diverse”.

“Le regole ci sono, basta applicarle”

L’Asalt si dice in accordo con gli operatori, richiamando la dichiarazione di un’imprenditrice: “le regole ci sono, basta applicarle”. Da qui, la richiesta di norme chiare e controlli adeguati per evitare che “situazioni legittime e gradevoli degenerino in fenomeni caotici e sgradevoli, compromettendo la qualità dell’esperienza turistica e la reputazione della destinazione”.

L’obiettivo dell’associazione rimane quello di salvaguardare il marchio Tropea come sinonimo di eccellenza nell’ospitalità italiana. “Vogliamo che continui a essere un luogo capace di offrire esperienze autentiche e diversificate, in un quadro di equilibrio, rispetto reciproco e sostenibilità”.

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