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10 Gennaio 2026
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Allarme ’ndrangheta: “Non sono episodi isolati, serve una risposta politica immediata”

Dagli spari contro una scuola agli assalti ai bancomat, passando per intimidazioni ad amministratori locali. Il vicepresidente della Commissione regionale anti-’ndrangheta Enzo Bruno scrive al presidente Polimeni

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La fine del 2025 e l’inizio del 2026 segnano una fase preoccupante per la Calabria, attraversata da una nuova escalation di episodi criminali. A lanciare l’allarme è Enzo Bruno, vicepresidente della Commissione consiliare regionale contro la ’ndrangheta, che ha scritto al presidente Marco Polimeni chiedendo la convocazione urgente della Commissione.

Secondo Bruno, non si tratta di fatti scollegati né di una semplice emergenza da gestire con la sola repressione.

“Non episodi isolati, ma un segnale preciso”

Nella lettera inviata a Polimeni, Bruno parla chiaramente di recrudescenza criminale. Gli episodi registrati negli ultimi mesi, per modalità, bersagli e contesto, chiamano in causa direttamente politica e istituzioni regionali.

“Archiviare tutto come una sequenza casuale – sostiene – significa sottovalutare un fenomeno che sta assumendo una portata sistemica”.

Spari contro una scuola: “Punto di non ritorno”

Tra i fatti più gravi richiamati c’è l’attentato all’Istituto tecnologico “Carlo Rambaldi” di Lamezia Terme. Un episodio definito da Bruno un “punto di non ritorno sul piano simbolico”.

Colpire una scuola, scrive, significa colpire uno spazio pubblico e formativo, dove si costruiscono cittadinanza e senso dello Stato. Un atto che va ben oltre il vandalismo e che lancia un messaggio intimidatorio all’intera comunità educante.

Amministratori nel mirino

Nel quadro delineato dal consigliere regionale rientrano anche altri episodi inquietanti: gli spari contro il presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello; l’incendio doloso dell’auto della dirigente comunale agli Affari finanziari; l’aggressione al marito della consigliera Laura Pugliese all’interno della propria attività commerciale.

Fatti diversi, ma legati – secondo Bruno – da un filo comune: istituzioni locali costantemente sotto pressione.

Bancomat assaltati: “Colpiti i presìdi dello Stato”

Altro capitolo allarmante è quello degli assalti ai Postamat e ai bancomat, da Decollatura a Vallefiorita, fino all’ultimo episodio che ha colpito la BCC di Montepaone.

Per Bruno non si tratta solo di reati predatori: nei piccoli centri, sportelli bancari e postali rappresentano spesso l’unico presidio materiale dello Stato. Distruggerli significa privare le comunità di servizi essenziali e diffondere l’idea di uno Stato debole e assente.

Il ringraziamento al prefetto De Rosa

Nel testo non manca un riconoscimento al prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa, per la tempestività dimostrata. Bruno sottolinea l’importanza della convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, dell’intensificazione dei controlli sul territorio e dell’annuncio di un nuovo protocollo con l’ABI.

Segnali positivi, ma non sufficienti da soli.

“La criminalità cambia pelle”

Pur riconoscendo il lavoro di forze dell’ordine e magistratura, Bruno avverte che l’effetto deterrente rischia di essere temporaneo. La criminalità organizzata, scrive, muta linguaggi e strategie, soprattutto quando avverte vuoti di attenzione politica e istituzionale.

La richiesta: Commissione convocata subito

Da qui l’appello finale: una convocazione urgente della Commissione consiliare, non come atto formale ma come momento reale di ascolto e analisi. Bruno chiede il coinvolgimento di sindaci, amministratori, dirigenti scolastici, forze dell’ordine e comunità educanti.

“Serve una lettura politica di ciò che sta accadendo – conclude – per rafforzare la presenza dello Stato, non solo sul piano repressivo, ma anche attraverso servizi, presìdi civili e sostegno agli amministratori locali”.

Solidarietà, ma non basta

Il messaggio si chiude con la solidarietà alle comunità colpite, ma anche con un monito chiaro: la solidarietà, da sola, non è sufficiente. Deve tradursi in iniziativa politica concreta e in una risposta istituzionale all’altezza della complessità che la Calabria sta vivendo.

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