La Calabria si conferma tra le regioni italiane maggiormente esposte agli atti intimidatori contro gli amministratori pubblici. È quanto emerge dal rapporto “Amministratori sotto tiro” realizzato da Avviso pubblico e presentato a Napoli, che fotografa la situazione relativa al 2025.
Il quadro nazionale
Secondo il report, nel corso del 2025 sono stati censiti in Italia 309 atti intimidatori, di minaccia e violenza rivolti a sindaci, assessori, consiglieri comunali e altri rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, oltre che a dipendenti della pubblica amministrazione. Il dato segna una flessione del 6% rispetto al 2024, quando gli episodi erano stati 328. Tuttavia, il fenomeno resta significativo: in media, nel Paese si registra una minaccia ogni 28 ore.
Calabria quarta regione per episodi
A livello territoriale, la regione più colpita risulta la Puglia con 51 casi, seguita da Campania (37), Sicilia (35) e Calabria con 32 episodi censiti nel 2025. Nel complesso, il Mezzogiorno concentra ancora la maggior parte degli eventi, pari al 59% del totale nazionale, sebbene si registri una lieve diminuzione rispetto all’anno precedente.
Le province più colpite
Nel dettaglio provinciale, Napoli risulta l’area con il maggior numero di episodi, con 16 casi distribuiti in 11 comuni. Seguono Lecce (15), Palermo (14), Reggio Calabria (11) e, con 10 casi ciascuna, le province di Cosenza, Agrigento e Padova. Il report evidenzia inoltre che l’84% delle intimidazioni è di tipo diretto, cioè rivolto personalmente agli amministratori o dipendenti pubblici, mentre il restante 16% riguarda minacce indirette, con danneggiamenti a sedi istituzionali, infrastrutture o servizi pubblici.
Un fenomeno ancora diffuso
Le intimidazioni indirette includono anche danni a mezzi e strutture dei servizi essenziali, come raccolta rifiuti, reti idriche, energetiche e trasporti, oltre a episodi che coinvolgono i familiari degli amministratori. Il quadro complessivo conferma dunque la persistenza di un fenomeno che, pur in lieve calo rispetto al passato, continua a rappresentare una criticità per la sicurezza e il regolare svolgimento dell’attività amministrativa in diverse aree del Paese.








