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16 Aprile 2026
16 Aprile 2026
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Calabria tra siccità e svolta climatica: il 2025 segna il minimo idrico, ma il 2026 apre a un cambio di rotta

Anno caldo e secco, con piogge sotto la media e temperature in rialzo: messe sotto pressione le risorse idriche regionali. Ma i primi dati del nuovo indicano un’inversione significativa, con precipitazioni già oltre la norma

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Il 2025 si chiude in Calabria come uno degli anni climaticamente più critici dell’ultimo periodo. Secondo l’analisi del Centro Funzionale Multirischi di Arpacal, il bilancio complessivo evidenzia una netta riduzione delle precipitazioni e un sensibile aumento delle temperature medie, rispetto ai valori di riferimento del trentennio 1991–2020.

La distribuzione delle piogge si è rivelata estremamente irregolare, con un dato complessivo inferiore alla media storica. Particolarmente significativo il deficit registrato nei mesi autunnali, tradizionalmente più piovosi. Giugno e settembre, in particolare, hanno fatto segnare livelli pluviometrici tra i più bassi dell’anno.

Temperature sopra soglia e neve in calo

Sul fronte termico, il 2025 si distingue per anomalie diffuse e persistenti. Nei mesi di gennaio e giugno le temperature hanno superato i valori medi di oltre 2 gradi centigradi, confermando una tendenza ormai consolidata verso un progressivo riscaldamento.

Un elemento chiave riguarda l’interazione tra pioggia e temperatura: anche nei periodi più piovosi, il caldo anomalo ha ridotto la formazione di neve, limitando l’accumulo di riserve idriche nelle aree montane. Un fenomeno che ha inciso direttamente sul bilancio idrico regionale, con ripercussioni su agricoltura, ecosistemi e gestione del territorio.

Le aree più colpite

Le criticità non sono state uniformi. Le anomalie più marcate nelle precipitazioni si sono concentrate nelle zone tirreniche centro-settentrionali, mentre gli scostamenti termici più rilevanti hanno interessato l’altopiano della Sila, una delle principali “cassette d’acqua” naturali della regione.

Il 2026 rompe lo schema

Dopo anni segnati da deficit idrico, il 2026 potrebbe rappresentare un punto di svolta. Le prime elaborazioni indicano che, già nel primo trimestre, le precipitazioni hanno superato i valori medi annui.  “Si tratta di un segnale di discontinuità rispetto al recente passato”, evidenziano i tecnici, sottolineando tuttavia la necessità di consolidare i dati nei prossimi mesi prima di parlare di un cambiamento strutturale.

Monitoraggio e adattamento

Arpacal prosegue nel rafforzamento delle attività di analisi e monitoraggio climatico, con l’obiettivo di fornire basi scientifiche solide per le decisioni istituzionali. “L’obiettivo è migliorare la capacità di adattamento del territorio ai cambiamenti climatici”, si legge nel report.

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