3 Settembre 2026
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Caporalato e schiavitù nella Piana di Sibari: dopo il blitz Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil chiedono riforme e il Patto per la Legalità

La maxi-operazione della DDA svela la sistematicità dello sfruttamento nei campi calabresi. Fai, Flai e Uila invocano lo stop al Click Day, un permesso di soggiorno speciale e l'attuazione integrale della legge 199

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L’ennesima inchiesta della Magistratura riporta a galla una piaga strutturale che affligge le campagne della regione. Il recente blitz condotto dalla DDA di Catanzaro nella Piana di Sibari, che ha portato al fermo di 20 persone per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro e al caporalato, dimostra quanto la riduzione in schiavitù dei braccianti sia ormai un fenomeno sistemico.
Un’emergenza che parte da lontano, dalle indagini del 2020 fino alla tragedia di Amendolara, e che vede affiancate alle aziende agricole virtuose troppe realtà produttive che alimentano un mercato nero sulla pelle dei lavoratori immigrati.

L’allarme dei sindacati e la condanna dello sfruttamento nei campi

Di fronte a questo scenario drammatico, le sigle di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno espresso un duro atto d’accusa, evidenziando come a fianco di tante aziende rispettose delle regole operi quasi un pari numero di realtà che fa dello sfruttamento la cifra del proprio modo di concepire l’agricoltura.
I rappresentanti dei lavoratori sottolineano infatti che non ci si può limitare all’indignazione di fronte ai blitz e affermano che l’azione di contrasto richiede strumenti applicati realmente per prosciugare la palude dell’illegalità e punire l’irresponsabilità degli utilizzatori finali della manodopera a basso costo”.

Superare il Click Day e riformare i decreti flussi

Per spezzare la catena del caporalato, la rete sindacale chiede di intervenire con urgenza sulla normativa nazionale, a partire dalle criticità del decreto legge 145/2024. Le organizzazioni propongono l’introduzione di un permesso di soggiorno per attesa occupazione dedicato ai migranti già presenti sul territorio, ritenendo indispensabile evitare che chi è arrivato negli anni passati finisca nella rete delle organizzazioni criminali che gettano un’ombra scura sulle eccellenze agricole”.
Tra le richieste prioritarie spicca il superamento del meccanismo del Click Day, giudicato del tutto inefficace e infernale, da sostituire con canali d’accesso legali e trasparenti per togliere ossigeno e manodopera ai trafficanti”.
Parallelamente viene sollecitata l’emanazione del decreto per la Banca Dati Appalti in Agricoltura per stoppare le pseudo-imprese senza terra e l’adozione degli Indici di Coerenza legati alla legge 199/2016 per far emergere il lavoro nero prima dei controlli.

Un Patto Territoriale per la Legalità in Calabria

Il raggio d’azione deve estendersi concretamente anche a livello locale con iniziative capaci di coinvolgere istituzioni e parti sociali. I sindacati propongono infatti la sottoscrizione di un Patto Territoriale per la Legalità che dia sostanza operativa all’articolo 37 della legge regionale 9/2018.
L’intesa non dovrà risolversi in un semplice tavolo di facciata, ma puntare al rilancio delle Sezioni Territoriali del Lavoro Agricolo di Qualità previste dalla legge anticaporalato. Ribadendo pieno sostegno alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine, le sigle di categoria ricordano infine che la risposta della politica non può più attendere e che dignità, diritti e sicurezza devono tornare al centro dell’agenda di governo”.

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