3 Settembre 2026
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Comune Catanzaro, la Giunta cambia il profilo del Capo di Gabinetto: scoppia il caso laurea e spunta l’ombra della nomina “su misura”

Dopo l’ingresso di Bullotta nell’esecutivo, Fiorita trasforma il posto da dirigente a funzionario di Elevata Qualificazione. Si sospetta una modifica pensata per una candidata non laureata ma per quell’inquadramento il titolo di studio resta necessario

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Prima si libera la poltrona, poi si riscrive il profilo di chi dovrà occuparla. Nel giro di pochi giorni la Giunta guidata da Nicola Fiorita porta Salvatore Bullotta dentro l’esecutivo e modifica l’inquadramento del futuro Capo di Gabinetto del sindaco: non più una figura con trattamento dell’area dirigenziale, ma un funzionario appartenente all’Area dei Funzionari e delle Elevate Qualificazioni. Una scelta presentata ufficialmente come operazione di risparmio, ma che ha immediatamente alimentato sospetti, tensioni e veleni nella maggioranza. La domanda che circola a Palazzo De Nobili è molto più politica che contabile: si stanno cambiando le regole per rendere possibile la nomina di una persona già individuata, che non avrebbe la laurea?

La modifica lampo e il sospetto di una nomina già decisa

È questo il retroscena riferito da diverse fonti del centrosinistra. Una voce che non trova ancora conferma negli atti e che potrà essere verificata soltanto quando verranno pubblicati il nome, il curriculum e il decreto di conferimento dell’incarico. La delibera, infatti, non dice che la laurea non sarà più necessaria e non indica alcun destinatario ma arriva appena diciannove giorni dopo l’ultima riorganizzazione dello stesso ufficio, viene dichiarata immediatamente esecutiva e motiva il cambiamento anche con la prossima scadenza dell’incarico dell’attuale Capo di Gabinetto. Il possibile disegno politico, però, rischia di scontrarsi con un ostacolo giuridico. Secondo il parere tecnico acquisito da Calabria7, l’Area dei Funzionari e delle Elevate Qualificazioni scelta dalla Giunta continuerebbe a richiedere la laurea per l’accesso dall’esterno. Se la modifica fosse stata immaginata per aprire la strada a una persona priva del titolo, dunque, la presunta scorciatoia potrebbe trasformarsi nel primo problema di legittimità della futura nomina.

Bullotta lascia lo staff ed entra nell’esecutivo

Il punto di partenza è il cambio di assetto deciso da Fiorita. Il sindaco ha nominato Salvatore Bullotta assessore comunale, affidandogli le deleghe ad Affari generali, Pubblica istruzione, Politiche giovanili, Beni artistici e culturali e Sistema storico, archivistico e bibliotecario. A fargli posto è stato Vincenzo Costantino, entrato in Giunta nel settembre 2024 con le deleghe alle Politiche giovanili, alla Transizione energetica e, soprattutto, al Turismo. Costantino era stato chiamato nell’esecutivo durante il rimpasto seguito all’uscita dalla maggioranza del gruppo riconducibile ad Antonello Talerico e al temporaneo ingresso nella compagine di governo della componente guidata dall’ex candidato a sindaco Valerio Donato. Nella stessa fase era entrata in Giunta anche l’attuale assessora al Bilancio, Luisa Lacava.

Per Bullotta, invece, si tratta di uno spostamento interno al sistema amministrativo costruito dal sindaco. Era stato tra i primi collaboratori scelti da Fiorita nel 2022. Quando l’allora Capo di Gabinetto Pasquale Squillace era passato in Giunta, Bullotta ne aveva assunto ruolo e funzioni. La sua nomina ad assessore lascia quindi scoperta una delle caselle più delicate di Palazzo De Nobili: quella che collega direttamente il sindaco alla macchina comunale. Ed è proprio mentre quella casella si libera che la Giunta decide di riscriverne l’inquadramento.

Il retroscena del mancato nulla osta

La versione ufficiale riconduce la sostituzione di Costantino a motivazioni politiche. Negli ambienti della maggioranza circola però un’altra ricostruzione. Bullotta, insegnante, non avrebbe ottenuto dall’amministrazione scolastica il nulla osta necessario a proseguire l’esperienza nello staff conservando la propria posizione lavorativa. Da qui, secondo questa versione, la decisione di trasferirlo in Giunta attraverso la sostituzione di un assessore a pochi mesi dalla conclusione del mandato. Un’indiscrezione politica, sia pure raccolta in più ambienti del centrosinistra, con sullo sfondo la partita per le prossime elezioni comunali. L’ingresso di Bullotta viene interpretato da alcuni osservatori come un tassello del progressivo avvicinamento di Fiorita al Partito democratico, nella prospettiva di una nuova candidatura a sindaco. Un’operazione che non sarebbe condivisa da tutte le componenti del Pd e della coalizione.

Le nostre fonti descrivono un partito catanzarese nel quale sarebbe cresciuto il peso politico di Jasmine Cristallo, considerata vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein. La versione più insistente attribuisce proprio a quest’area l’indicazione di una possibile candidata alla guida dello staff del sindaco. Una persona che, secondo le stesse indiscrezioni, non avrebbe il titolo di laurea. Non c’è però alcun nome nella deliberazione. Non c’è un decreto di nomina. Non c’è un curriculum e non esiste, tra le carte esaminate, un documento che dimostri l’esistenza di una designazione già concordata. Il retroscena deve quindi restare per quello che è: una voce politica che potrà essere confermata o smentita soltanto dalle prossime decisioni di Fiorita.

La prima riunione sarebbe saltata, poi il voto unanime

Anche il percorso della deliberazione sarebbe stato tutt’altro che tranquillo. Secondo fonti interne alla maggioranza, una prima riunione della Giunta sarebbe saltata anche a causa dell’assenza polemica di qualche assessore di primo piano, contrario ai tempi e al metodo dell’operazione. La proposta sarebbe stata ripresentata in una seconda riunione dell’esecutivo. Il testo deliberato riferisce che il provvedimento è stato approvato all’unanimità e, con una separata votazione sempre unanime, dichiarato immediatamente esecutivo. Resta il dato politico riferito dalle fonti: dietro l’unanimità finale ci sarebbe stato un confronto molto più aspro di quanto emerga dagli atti.

Il post di Celia accende il caso

A portare pubblicamente la vicenda fuori dalle stanze del Comune è stato il consigliere comunale del gruppo misto Fabio Celia, che sulla propria pagina ha evocato la presunta intenzione di modificare le regole del Capo di Gabinetto per rendere sufficiente persino la licenza media. “Sarà sicuramente una voce infondata”, ha scritto con evidente ironia, chiedendo perché si dovrebbe intervenire proprio adesso, chi potrebbe beneficiare della modifica e che fine farebbe il principio del merito. L’allusione è chiara: il sospetto che la struttura comunale venga adattata alle caratteristiche di una persona già individuata. Ma il post non costituisce una prova e la delibera non contiene alcun passaggio nel quale si stabilisca che per il futuro Capo di Gabinetto sarà sufficiente la licenza media.

Il parere legale ribalta il teorema della laurea

È proprio il parere tecnico-giuridico chiesto da Calabria7 a un noto studio legale aggiunge alla vicenda l’elemento più sorprendente: se l’obiettivo della modifica fosse davvero quello di nominare un esterno privo di laurea, l’operazione rischierebbe di ottenere l’effetto opposto. Secondo il parere, il precedente assetto, fondato sul trattamento economico parametrato all’area dirigenziale nell’ambito di un rapporto fiduciario, poteva prescindere dal possesso di uno specifico titolo di studio, fermo restando il divieto per lo staff di esercitare attività gestionale. La nuova deliberazione non si limita invece a parametrare la retribuzione: inquadra contrattualmente il Capo di Gabinetto nell’Area dei Funzionari e delle Elevate Qualificazioni. Ed è qui che la presunta scorciatoia si bloccherebbe. “Chi ritenesse che il passaggio dalla dirigenza al comparto serva ad aggirare un requisito di studio compie un errore di prospettiva: l’Area dei Funzionari e delle Elevate Qualificazioni è un’area a laurea”. Il parere richiama anche una pronuncia della Corte dei conti relativa all’inquadramento in categoria D di un componente esterno di uno staff privo del titolo richiesto. In quel caso la nomina venne considerata fonte di danno erariale. La delibera non stabilisce che per il nuovo Capo di Gabinetto basterà il diploma o la licenza media. Non cancella espressamente il requisito della laurea e, secondo l’interpretazione proposta, sceglie un’area professionale che quel titolo richiede per l’accesso dall’esterno. È altrettanto importante precisare che dagli atti non risulta che la persona eventualmente destinata all’incarico sia priva della laurea. Affermarlo come un fatto sarebbe scorretto. Il possesso del titolo potrà essere verificato soltanto davanti al decreto di nomina, al curriculum e al contratto individuale.

Un funzionario di Elevata Qualificazione dentro lo staff

Il titolo di studio non è l’unico problema sollevato dal parere. La deliberazione definisce il nuovo Capo di Gabinetto come funzionario di Elevata Qualificazione e gli attribuisce funzioni di “coordinamento e direzione” della struttura. Secondo l’analisi legale, le posizioni di Elevata Qualificazione presuppongono elevata responsabilità, autonomia decisionale e funzioni gestionali. L’Ufficio di Gabinetto, invece, è una struttura di supporto agli organi politici e non dovrebbe esercitare attività di gestione amministrativa. Da qui il possibile corto circuito: o la posizione è realmente di Elevata Qualificazione e rischia di oltrepassare i limiti dell’ufficio di staff, oppure resta una funzione esclusivamente fiduciaria e di supporto e diventa problematico attribuirle una qualificazione costruita per posizioni gestionali. La delibera non chiarisce quali saranno concretamente i poteri del nuovo Capo di Gabinetto e dove finirà il coordinamento politico per lasciare spazio alla gestione amministrativa.

Il compenso da oltre 63mila euro

La Giunta presenta la modifica come un’operazione di risparmio. Nel corpo della deliberazione, però, non viene riportata alcuna cifra. Dai prospetti finanziari incorporati nel fascicolo digitale esaminato da Calabria7 emerge che il costo annuo del nuovo Capo di Gabinetto sarebbe di 63.676,39 euro: 37.216,39 euro per la retribuzione fissa comprensiva degli oneri e 26.460 euro per il salario accessorio, anch’esso comprensivo degli oneri. L’emolumento accessorio lordo ammonta a 20mila euro ed è parametrato alla fascia E delle Elevate Qualificazioni. Comprende anche la retribuzione di risultato e assorbe produttività e compensi per il lavoro straordinario. L’intero staff esterno del sindaco, composto da otto persone, raggiunge un costo annuo di 275.779,77 euro. Sommando gli altri rapporti a tempo determinato indicati nei prospetti, la spesa complessiva arriva a 394.568,06 euro, a fronte di un limite dichiarato di 468.901,65 euro. Ciò che non compare è il confronto con il costo effettivo dell’attuale Capo di Gabinetto.

Il prospetto indica per un dirigente un costo standard di 68.402,89 euro riferito al solo trattamento fondamentale. Il confronto, non perfettamente omogeneo, con i 63.676,39 euro complessivi del nuovo funzionario produce una differenza di 4.726,50 euro all’anno. Senza conoscere il trattamento accessorio riconosciuto al precedente titolare non è però possibile stabilire l’esatto ammontare del risparmio. La Giunta si riserva inoltre di utilizzare le economie attraverso un successivo aggiornamento del Piano integrato di attività e organizzazione. Il denaro risparmiato, dunque, non viene necessariamente lasciato nel bilancio, ma potrà finanziare nuove decisioni sul personale.

Sarà la nomina a rivelare il vero obiettivo

Gli atti oggi disponibili dimostrano tre cose. La prima: dopo il passaggio di Bullotta in Giunta, il Comune ha modificato in tempi rapidissimi l’inquadramento del futuro Capo di Gabinetto. La seconda: il provvedimento mantiene le funzioni apicali, di coordinamento e di direzione, ma sostituisce il trattamento dirigenziale con quello di un funzionario di Elevata Qualificazione. La terza: la delibera non autorizza esplicitamente la nomina di una persona priva di laurea. Secondo il parere tecnico acquisito, l’inquadramento scelto continuerebbe anzi a richiedere proprio quel titolo e se la Giunta dovesse procedere a nominare un professionista con semplice diploma si esporrebbe a un effetto boomerang.

Il resto appartiene, per il momento, al retroscena politico: la presunta indicazione proveniente da ambienti del Pd, il crescente malumore nel centrosinistra, la prima riunione della Giunta che sarebbe saltata e l’ipotesi di una struttura ridisegnata intorno alle caratteristiche di una persona già individuata. Sarà il prossimo atto a separare definitivamente le indiscrezioni dai fatti. Il decreto di conferimento dovrà chiarire chi sarà il nuovo Capo di Gabinetto, quale titolo di studio possiede, sulla base di quali requisiti verrà scelto e quali funzioni potrà concretamente esercitare. Solo allora si capirà se Palazzo De Nobili ha semplicemente cercato di spendere meno o se, dietro una delibera approvata in fretta e disseminata di contraddizioni, si nascondeva davvero una nomina già scritta.

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