“Eppur si muove”, avrebbe detto Galileo Galilei. Qualcosa, almeno. Perché dopo settimane di segnalazioni, fotografie, video, testimonianze dei residenti e dopo il viaggio di Calabria7 nella Roccelletta che non compare nelle cartoline patinate, dal Comune di Borgia arriva finalmente un documento. Peccato che siamo a Ferragosto. E peccato soprattutto che le canne con tutti i detriti nascosti sotto siano ancora lì. È la determinazione numero 28 dell’Area Urbanistica e Ambiente del Comune di Borgia, datata 4 agosto 2026 e registrata come determinazione generale numero 170 il 14 agosto, praticamente alla vigilia di Ferragosto. Il responsabile dell’Area, Pietro Danieli, dispone un nuovo impegno di 3.500 euro in favore della società Poly2Oil, con sede legale a Milano e sede operativa a Palmi, per il conferimento e lo smaltimento del materiale legnoso, principalmente canne, depositato sulla spiaggia dalle mareggiate.
Il documento è interessante soprattutto per quello che ammette. Il Comune scrive che le mareggiate degli ultimi mesi hanno determinato sull’arenile una “notevole quantità” di canne e ricostruisce una sequenza di affidamenti che parte da giugno. Prima 3mila euro, poi altri 3.500 a luglio, quindi ulteriori 3.500 euro adesso. La quantità preventivata, riconosce lo stesso atto, è stata sottostimata e i viaggi effettuati verso l’impianto non sono bastati. Tanto che ancora oggi sulla spiaggia restano cumuli di materiale già raccolti con mezzi meccanici al di fuori dell’area SIC e in attesa di essere definitivamente conferiti. Non lo denuncia Calabria7. Lo certifica il Comune.
La stagione finisce, le canne restano
E allora la domanda diventa persino banale: quando dovrebbe essere pulita una spiaggia in una località che vuole vivere di turismo? A marzo? Ad aprile? A maggio? Prima dell’arrivo dei villeggianti? A Borgia evidentemente il calendario segue altri ritmi. Arriviamo al 14 agosto con un nuovo impegno di spesa per completare lo smaltimento di materiale portato dalle mareggiate dei mesi precedenti, mentre sull’arenile le canne sono ancora visibili e i turisti tra pochi giorni cominceranno a ripartire. Meglio tardi che mai, si dirà.
A Roccelletta, però, il “tardi” rischia di diventare un metodo. E persino i cittadini, involontariamente, finiscono per dare una mano. Nei giorni di Ferragosto parte delle canne presenti sulla spiaggia viene utilizzata dai ragazzi per alimentare i tradizionali falò, anche in zona Sic. Insomma, mentre la macchina amministrativa completa determine, affidamenti e conferimenti, un pezzetto del problema se lo risolvono da soli quelli che sulla spiaggia ci vanno. Non sarà economia circolare, ma quasi.

Basta voltare le spalle al mare
Ma fissarsi sulle canne rischia persino di fare un favore all’amministrazione. Perché il problema vero comincia quando dalla spiaggia ci si gira verso Roccelletta. Le immagini raccolte da Calabria7 sono ancora attuali: strade dissestate, rattoppi, marciapiedi deformati e in alcuni punti difficilmente percorribili, tombini posti a quote diverse rispetto all’asfalto, vegetazione, rifiuti e situazioni di degrado segnalate dai residenti. Mancano in diverse zone perfino elementi basilari di un quartiere turistico ordinato: percorsi pedonali, una segnaletica, che indichi il doppio senso di marcia o il senso unico, o un divieto di sosta e un’organizzazione dei parcheggi capace di evitare il caos estivo. Nessuna striscia bianca per i residenti o proprietari di case.
I residenti denunciano auto lasciate persino davanti agli accessi delle abitazioni. E se mancano parcheggi organizzati per chi a Roccelletta possiede una casa, emerge un problema ancora più serio: la carenza di stalli adeguatamente riservati alle persone con disabilità, proprio a ridosso di un litorale che dovrebbe essere accessibile a tutti. Prima ancora del turismo viene la dignità di chi ci vive. E poi ci sono i cestini, che secondo numerose segnalazioni sono assenti in diversi tratti. Combattere l’inciviltà è sacrosanto: chi abbandona un sacchetto, una bottiglia o una cicca merita di essere sanzionato. Ma se vuoi una località pulita devi anche fornire servizi, controllare e organizzare la raccolta. Non puoi togliere gli strumenti e poi stupirti del risultato.
Pubblico e privato, il degrado non cambia nome
Ci sono anche proprietà private lasciate, secondo quanto mostrato e segnalato dai cittadini, in condizioni di grave abbandono e igienico- sanitarie da terzo mondo. La responsabilità in questi casi è innanzitutto del proprietario. Ma il Comune non è un passante: deve verificare e, quando ne ricorrono i presupposti, diffidare formalmente il privato a ripristinare condizioni di decoro e di sicurezza pubblica, adottando gli ulteriori provvedimenti consentiti dalla legge in presenza di rischi. Perché il degrado non diventa più elegante soltanto perché si trova oltre una recinzione privata (quando esiste la recinzione). E soprattutto il Comune deve guardare prima a casa propria. Sarebbe singolare pretendere dal privato ciò che l’ente pubblico fatica a garantire negli spazi di propria competenza.
Le segnalazioni arrivate a Calabria7 descrivono in alcuni punti una situazione che i residenti ritengono non più soltanto una questione estetica, ma potenzialmente igienico-sanitaria, con rifiuti, cattivi odori, vegetazione incontrollata e presenza, secondo alcune testimonianze, persino di carcasse di animali all’interno di aree abbandonate. Sono circostanze che richiedono verifiche degli organi competenti. Proprio per questo la risposta non può essere girare la testa dall’altra parte: se le segnalazioni sono fondate bisogna intervenire e se non lo sono basta un sopralluogo a dimostrarlo.
Poi arriverà la pioggia
E mentre agosto se ne va, Roccelletta si prepara al problema successivo. Perché dopo le canne arrivano le piogge. I residenti conoscono bene cosa significa affrontare l’inverno in alcune zone della frazione: allagamenti, acqua che invade strade e aree prossime alle abitazioni, canali e sistemi di deflusso che tornano sotto pressione. Calabria7 ha già documentato in piena estate canali con vegetazione e detriti. Tra poche settimane non serviranno più fotografie delle canne sulla spiaggia: basterà aspettare il primo temporale serio. Ed è qui che la vicenda dei 3.500 euro diventa il simbolo di qualcosa di più grande. Perché amministrare non significa rincorrere i problemi quando sono già esplosi. Significa anticiparli. Le spiagge si preparano prima dell’estate. I canali si puliscono prima delle piogge. La segnaletica si realizza prima che le strade si riempiano di automobili. I parcheggi si organizzano prima che arrivino migliaia di persone. Le aree degradate si controllano prima che diventino emergenze. Non dopo.
Settemila abitanti, quattro chilometri e mezzo e un ritardo permanente
Borgia conta circa settemila abitanti e Roccelletta rappresenta uno dei suoi patrimoni più importanti. Non stiamo parlando di amministrare Roma, Milano o cinquanta chilometri di riviera. E senza andare troppo lontano non si tratta di ammonistrare Catanzaro con i suoi novanta mila abitanti. Parliamo di pochi chilometri di un territorio che possiede mare, archeologia, natura, Scolacium e una posizione straordinaria. Eppure ogni intervento sembra trasformarsi in un inseguimento. Le canne arrivano con le mareggiate e si smaltiscono forse ad agosto. Le strade aspettano. I marciapiedi aspettano. I parcheggi aspettano. I residenti aspettano. I cittadini segnalano, fotografano, filmano e qualche volta finiscono persino per dare una mano materialmente.
Adesso aspettiamo l’autunno. Arriveranno le prime piogge e tornerà il rischio degli allagamenti. Forse allora qualcuno scoprirà che i canali andavano preparati prima. Ma nessuna fretta. Seguendo il calendario che sembra governare Roccelletta, per prepararsi alle piogge dell’autunno 2026 si potrà sempre intervenire nell’estate 2027. Quando arriverà l’estate 2027, naturalmente, ci saranno di nuovo le spiagge da preparare. E così via. Un’altra stagione. Un altro problema. Un altro ritardo. “Eppur si muove”, dicevamo. A Roccelletta certamente. Bisogna soltanto avere la pazienza di aspettare l’estate successiva di quale anno però resta un’incognita.















