× Sponsor
17 Giugno 2026
17 Giugno 2026
spot_img

Catanzaro Servizi, scatta il conto alla rovescia: un anno per evitare il tracollo. Il dossier passa a un commercialista

Nominato l’esperto che affiancherà l’amministratore unico nel percorso di ristrutturazione della partecipata comunale. Sullo sfondo il pignoramento da 3,1 milioni e una trattativa ancora tutta da ricostruire

spot_img

La partita di Catanzaro Servizi entra nella sua fase più delicata. Mentre la procedura negoziata è pronta a uscire dal limbo delle intenzioni per diventare materia concreta, arriva una conferma che pesa: la Camera di Commercio ha designato il professionista chiamato ad affiancare l’amministratore unico Antonio De Marco nel percorso di ristrutturazione. Sarà il commercialista Giovanni Puccio a prendere in mano il dossier di una società che da tempo cammina sul filo.

Il suo compito, almeno sulla carta, è chiaro: supportare l’attuazione del piano e favorire la definizione delle partite debitorie, senza entrare nella gestione ordinaria. Un ruolo tecnico, ma tutt’altro che neutro, perché da quelle scelte dipenderà la tenuta – o meno – dell’intero impianto.

Dodici mesi per rimettere i conti in carreggiata

Archiviata la pausa delle festività, l’esperto inizierà a “prendere confidenza” con una realtà segnata da una debitoria pesante e, soprattutto, da un problema strutturale: la scarsità di nuovi ricavi legati a servizi economicamente rilevanti. Il piano di risanamento avrà un orizzonte di 12 mesi e dovrà indicare tappe, priorità e condizioni di sostenibilità.

Il documento è già in lavorazione da settimane, costruito da De Marco insieme a un pool di consulenti. L’ingresso del nuovo professionista dovrebbe rafforzare l’impianto tecnico prima del passaggio decisivo: la trasmissione al giudice della Sezione fallimentare, chiamato ad approvarlo. Solo allora il piano potrà entrare in vigore. Fino a quel momento, tutto resta sospeso.

Il nodo che può far saltare tutto

Accanto al percorso “ufficiale” della ristrutturazione, si gioca però una partita parallela e potenzialmente letale. È quella del pignoramento promosso da Aurora srl, che vale 3,1 milioni di euro. Il 19 gennaio è fissata l’udienza davanti al giudice dell’esecuzione: una data cerchiata in rosso sia dalla partecipata sia da Palazzo de Nobili.

L’obiettivo, dichiarato ma tutt’altro che scontato, è arrivare a quell’appuntamento con un nuovo accordo in tasca. Un’intesa che possa riaprire uno spiraglio, dopo che il precedente tentativo – la transazione di febbraio 2025, con riduzione del debito a 1,6 milioni – è naufragato.

La transazione saltata e il silenzio dopo

A far crollare il castello è stata la compensazione fiscale, poi annullata dall’Agenzia delle Entrate perché basata su un credito risultato inesistente. Da lì, il ritorno al punto di partenza. Aurora srl ha tentato più volte di riallacciare il dialogo, come risulta dagli atti che hanno preceduto il rinnovo del precetto e il successivo pignoramento. Tentativi rimasti senza risposta. Ora il tempo delle attese è finito. Senza un riavvicinamento, la procedura esecutiva rischia di diventare il colpo definitivo per una società già in equilibrio precario.

Diplomazia o default

Il futuro di Catanzaro Servizi passa dunque da un doppio binario: da un lato il piano di ristrutturazione da far approvare al tribunale, dall’altro la necessità di ricucire un rapporto con un creditore che non può più essere ignorato. Comune e partecipata sono chiamati a uno sforzo negoziale che va oltre la tecnica contabile e sfiora la politica, nel senso più concreto del termine.

Perché, al netto dei documenti e delle procedure, resta una domanda che aleggia su via Indipendenza: quanto tempo può ancora resistere una società in house senza una soluzione credibile e condivisa? Se la risposta non arriverà in fretta, il rischio è che il piano resti sulla carta e il conto lo paghino – come spesso accade – i cittadini.

spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img