I numeri meritano di essere messi in fila. Per il nuovo cartellone musicale sarebbero stati destinati 280 mila euro dal Comune di Reggio Calabria per Benji & Fede, Sal Da Vinci e Giusy Ferreri e altri 140 mila euro dalla Città Metropolitana per Mannarino. Con circa 70 mila euro per lo spettacolo pirotecnico, l’impegno pubblico arriva nell’ordine del mezzo milione di euro.
Una cifra che pesa soprattutto se confrontata con ciò che è rimasto fuori dalla programmazione.
Sette serate che costavano la metà
Il Reggio Live Fest avrebbe dovuto celebrare quest’anno la terza annualità nell’ambito del bando regionale “Eventi di grande interesse turistico”. Il progetto prevedeva sette serate dal 9 al 15 settembre, per circa 220 mila euro, con compartecipazione regionale e apporto di prestazioni e sponsorizzazioni private.
Il programma: Dargen D’Amico, Noa, “Blues for Pino” con i musicisti di Pino Daniele, Gemelli di Guidonia, Orietta Berti con orchestra, Delia e Gaia.
Sette appuntamenti contro quattro. 220 mila euro contro 420 mila.
Il Live Fest, inoltre, non era un esperimento: le due precedenti edizioni avevano già costruito una propria riconoscibilità, con artisti anche internazionali e, secondo i dati degli organizzatori, oltre centomila presenze per edizione.
La domanda è inevitabile: perché rinunciare alla terza annualità di un progetto già cofinanziato per scegliere meno serate con un impegno pubblico quasi doppio?
Prima l’avviso, poi l’annullamento. E si riparte ad agosto
C’è poi il capitolo delle procedure. A metà luglio il Comune pubblica una manifestazione d’interesse per gli eventi dal 9 al 15 settembre. Arrivano le proposte, ma la procedura viene successivamente annullata.
Si riparte il 18 agosto, con scadenza il 21 agosto: pochissimi giorni per una programmazione di questa portata. E negli atti compare un dato preciso: budget disponibile, 140 mila euro.
L’esito finale, però, presenta numeri diversi: 280 mila euro per tre serate a carico del Comune e altri 140 mila euro della Città Metropolitana per Mannarino.
Quei 140 mila euro che fanno scattare una domanda in più
Il riferimento ai 140 mila euro non è un dettaglio. Il Codice dei contratti pubblici consente infatti, per servizi e forniture di importo inferiore a 140 mila euro, l’affidamento diretto senza una procedura di gara.
La coincidenza con quella soglia rende quindi necessario capire come siano stati costruiti gli affidamenti: perché indicare proprio 140 mila euro nella manifestazione d’interesse, se il Comune avrebbe poi destinato 280 mila euro alle tre serate? E attraverso quali atti e quale suddivisione si è arrivati agli importi finali?
Non significa affermare che vi sia stata un’irregolarità. Significa chiedere trasparenza su una sequenza amministrativa che, proprio per gli importi in gioco, merita di essere spiegata.
Artisti già visti in Calabria
C’è infine una questione di strategia turistica. Alcuni protagonisti del nuovo cartellone si sono già esibiti in Calabria durante l’estate: Sal Da Vinci a Cirò e San Nicola Arcella, Giusy Ferreri a Cinquefrondi, Mannarino a Roccella Jonica.
Non è una questione di gusti musicali. È legittimo cambiare programmazione e scegliere altri artisti. Ma se si spendono più risorse pubbliche per un numero inferiore di serate, è altrettanto legittimo chiedere quale sia il valore aggiunto prodotto per la città.
Il conto finale lo paga Reggio
Restano dunque poche domande, ma sostanziali: perché è stata annullata la prima manifestazione d’interesse dopo la presentazione delle proposte? Perché la seconda è rimasta aperta solo dal 18 al 21 agosto? Perché indicare 140 mila euro per poi arrivare a un quadro economico sensibilmente superiore? E soprattutto, perché rinunciare a sette serate cofinanziate per spenderne quasi il doppio per quattro?
Sono domande, non conclusioni.
Ma quando sono in gioco risorse pubbliche nell’ordine del mezzo milione di euro, il vero tema non è quanto costi una festa. È quanto valore pubblico Reggio riesca a ottenere per ogni euro che decide di spendere.












