30 Ottobre 2026
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Fine vita, in Calabria oltre 10mila firme per la legge “Liberi Subito”. Depositato il doppio delle sottoscrizioni necessarie

L'iniziativa promossa dall'Associazione Luca Coscioni raccoglie il sostegno di 12 sindaci e 130 volontari. Cappato a Reggio Calabria solleciti la politica: "I partiti superino le paure e si assumano la responsabilità di dare risposte certe ai malati"

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Una mobilitazione capillare che ha travalicato le previsioni della vigilia, depositando sul tavolo dell’Assemblea legislativa calabrese un chiaro segnale di partecipazione democratica. Con ben 10.794 sottoscrizioni raccolte nei gazebo e negli uffici comunali di 53 centri della regione, cifra che supera di oltre il doppio la soglia minima prevista dallo Statuto, si è conclusa a Palazzo Campanella la prima fase dell’iniziativa popolare “Liberi Subito”. Il progetto di legge, promosso dall’Associazione Luca Coscioni e già approvato in Regioni come Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna, punta a disciplinare le funzioni del Servizio sanitario regionale per garantire tempi certi e procedure trasparenti nell’accesso al suicidio assistito, nel solco della sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale.

Alla consegna ufficiale delle firme presso la sede del Consiglio Regionale a Reggio Calabria erano presenti il tesoriere dell’associazione Marco Cappato, i componenti del comitato promotore regionale Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli,Ivan Papasso e Maria Teresa Prestanicola, insieme a una folta rappresentanza dei 130 volontari attivi nei 153 banchetti allestiti dall’inizio della campagna. L’impianto della legge ha registrato anche il sostegno formale di due consiglieri regionali e di 12 primi cittadini calabresi, tra i quali Vincenzo Romeo (Vibo Valentia), Fabio Signoretta (Jonadi) e Michele Chiodo (Soveria Mannelli). Sul piano della ripartizione territoriale, la provincia di Cosenza ha guidato la mobilitazione con 5.681 adesioni, seguita da Catanzaro con 2.680 e Vibo Valentia con 1.499. Hanno completato il quadro le province di Reggio Calabria e Crotone, che hanno registrato rispettivamente 564 e 370 sottoscrizioni.

Le parole di Marco Cappato e la mappa del percorso consiliare

A margine del deposito degli atti nella capitale istituzionale della regione, l’esponente radicale ha richiamato i gruppi consiliari a un confronto scevro da condizionamenti ideologici o direttive di partito.

“Dalle 10.794 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Calabria per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Una legge regionale serve a rendere il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. La Corte costituzionale ha confermato la piena competenza delle Regioni nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, quindi ci auguriamo che si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi. Chiediamo alle consigliere e ai consiglieri regionali della Calabria di approvare queste procedure che diano delle garanzie a chi soffre ma anche ai medici, per dare risposte in tempi certi a chi chiede di essere aiutato a morire senza soffrire. È giunta l’ora delle responsabilità. Ci auguriamo che le decisioni vengano prese ascoltando non la disciplina imposta dai capi partito nazionali, ma la sofferenza dei malati”, ha dichiarato Marco Cappato.

Con la consegna formale della documentazione scattano i tempi tecnici previsti dal regolamento interno per la trattazione dei progetti di legge d’iniziativa popolare. Entro 30 giorni dal deposito, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dovrà pronunciarsi all’unanimità sulla verifica di ammissibilità del testo; in assenza del consenso unanime di tutti i componenti, la decisione spetterà all’Aula a maggioranza assoluta nella prima seduta utile. L’iter stabilisce comunque la trattazione obbligatoria del testo in Consiglio entro il termine perentorio di 6 mesi dalla presentazione: in caso di mancata iscrizione nei lavori delle commissioni, il progetto di legge entrerà di diritto all’ordine del giorno della prima seduta d’Assemblea con priorità assoluta rispetto a ogni altro argomento.

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