La presenza di agenti delle forze dell’ordine in alcuni istituti superiori di Crotone, con richieste di informazioni sugli studenti intenzionati a partecipare alle manifestazioni del 30 ottobre, accende il confronto politico e sindacale in Calabria. Sulla vicenda intervengono la vicepresidente del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino e i vertici regionali di Cgil e Flc Cgil, che chiedono chiarimenti sulle verifiche segnalate nelle scuole.
Baldino riferisce di aver ricevuto testimonianze preoccupate da alcuni insegnanti del liceo classico “Pitagora” di Crotone, secondo i quali agenti in divisa sarebbero entrati nell’istituto per raccogliere informazioni sugli studenti intenzionati ad aderire alla mobilitazione. La parlamentare sostiene inoltre che episodi analoghi sarebbero stati segnalati in altre scuole. Da qui la richiesta di un intervento immediato dei ministri dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché venga chiarito quanto accaduto e siano precisate le ragioni delle iniziative segnalate.
Baldino: “Gli studenti non devono avere paura di manifestare”
La vicepresidente M5S contesta l’eventualità che gli studenti possano sentirsi osservati o intimiditi nell’esercizio del diritto di esprimere il proprio dissenso. Nel suo intervento, Baldino richiama il ruolo della scuola pubblica come luogo di formazione di cittadini liberi, capaci di sviluppare senso critico e di contestare le decisioni del potere. “Ma da quando in qua uno studente che vuole manifestare il proprio dissenso deve sentirsi osservato, controllato, magari persino intimidito?”, domanda la parlamentare, che definisce inquietante la vicenda e sollecita spiegazioni ai titolari dei dicasteri competenti. Per Baldino, un Governo preoccupato dalle proteste studentesche rischia di perdere di vista il valore della partecipazione democratica. La deputata conclude il proprio messaggio annunciando la presenza nelle piazze in occasione della mobilitazione: “Ci vediamo domani, nelle piazze che appartengono a chi ha ancora il coraggio di riempirle”.
La condanna di Cgil Calabria e Flc Cgil
Sulla stessa vicenda intervengono anche Cgil Calabria e Flc Cgil Calabria, che esprimono una ferma condanna per quanto riferito sugli istituti superiori crotonesi. Secondo le due organizzazioni sindacali, le richieste di informazioni rivolte alle dirigenze scolastiche sugli studenti che intendono partecipare alle manifestazioni configurerebbero una forma di “intimidazione preventiva”. I sindacati richiamano il valore costituzionale del diritto di sciopero e della libertà di manifestazione pacifica, sottolineando che la scuola deve garantire spazi di confronto, partecipazione civica e formazione del pensiero critico. Nel comunicato viene contestato anche il possibile coinvolgimento di dirigenti scolastici e docenti in attività di verifica delle scelte degli studenti. Le sigle sindacali esprimono solidarietà al personale scolastico che, secondo la loro ricostruzione, si sarebbe trovato a gestire quella che definiscono un’ingerenza inaccettabile nella vita degli istituti.
La richiesta: chiarire chi ha disposto le verifiche
Il segretario regionale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, e il segretario regionale della Flc Cgil Calabria, Alfonso Marcuzzo, chiedono pubblicamente di chiarire chi abbia disposto le verifiche e per quali finalità . La loro presa di posizione si inserisce nel dibattito sulla tutela della libertà di espressione e sul ruolo delle istituzioni scolastiche rispetto alle iniziative di mobilitazione studentesca. Le due sigle collegano inoltre la vicenda alle ragioni dello sciopero generale del 20 novembre, giornata in cui è previsto anche lo sciopero internazionale studentesco. Tra i temi indicati figurano la difesa del diritto allo studio e al lavoro, il contrasto alla precarietà e al carovita e la salvaguardia degli spazi di democrazia e libertà .













