La ferita della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali è ancora aperta. A dirlo è Gennaro Gattuso, oggi allenatore della Lazio, che durante la conferenza stampa di presentazione è tornato a parlare della delusione vissuta sulla panchina azzurra.
Gattuso non nasconde il dolore per il fallimento della corsa ai Mondiali e ammette che quella pagina resterà indelebile.
“Posso solo ringraziare tutti i ragazzi che ho allenato perché mi hanno dato tutto. Nel calcio ci sono gli episodi: da giocatore un po’ di fortuna l’ho avuta, da allenatore qualche mazzata l’ho presa. Sto seminando per raccogliere, la delusione è stata tanta, la ferita che ho addosso rimarrà fino alla fine, ma la vita è questa e si va avanti”.
“Ho ancora più rabbia“
L’ex campione del mondo del 2006 ha poi spiegato di non aver perso entusiasmo, anzi di affrontare questa nuova avventura con ancora maggiore determinazione.
“Il calcio è una brutta bestia, nessuno si ricorda di quel poco di buono che avevamo costruito. La voglia, la cattiveria agonistica e il non voler mollare non sono cambiate. Ho ancora più rabbia e credo fortemente in quello che propongo, altrimenti non sarei qui”.
Il ritorno in Serie A con la Lazio
Gattuso ha infine parlato della scelta di tornare ad allenare in Serie A dopo le esperienze all’estero, spiegando come quel percorso gli abbia permesso di crescere professionalmente.
“Quando si va all’estero si migliora. Noi italiani pensiamo di essere sempre i migliori, ma il calcio cambia a una velocità incredibile. Volevo fare un’esperienza fuori per completarmi. Quest’anno è arrivata la chiamata della Lazio e mi hanno convinto”.












