17 Ottobre 2026
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Ventisei anni dopo la tragedia delle Giare: a Soverato torna il giorno della memoria

La città ricorda le 13 vittime della piena che travolse il Camping Le Giare nel 2000. Alle ore 10 la cerimonia al monumento di località Turrati, tra memoria della tragedia e interrogativi sulla sicurezza del territorio

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Per Soverato, il 10 settembre non è una data qualsiasi. È l’anniversario della tragedia che, nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2000, trasformò una violenta ondata di maltempo in una delle più drammatiche vicende vissute dalla comunità calabrese.

A 26 anni dalla tragedia del Camping Le Giare, la città torna a rendere omaggio alle vittime. La cerimonia è prevista alle 10 di oggi, 10 settembre 2026, presso il monumento che le ricorda, in località Turrati.

È lì che saranno pronunciati ancora una volta i nomi delle persone morte quella mattina, quando la piena del torrente Beltrame travolse il campeggio.

Una notte di pioggia, poi la piena

La sequenza degli eventi è legata alle precipitazioni eccezionali che interessarono la Calabria tra il 9 e il 10 settembre 2000. Le piogge insistenti fecero aumentare rapidamente la portata del Beltrame, fino alla piena che raggiunse il camping nelle prime ore del mattino.

Il campeggio si trovava nell’area dell’alveo del torrente e ospitava circa cinquanta persone. Tra loro c’erano volontari dell’Unitalsi di Catanzaro e persone con disabilità.

L’acqua arrivò quando molti degli ospiti stavano ancora dormendo. In pochi minuti il terreno venne sommerso da acqua e fango e per i soccorritori iniziò una corsa contro il tempo.

Il bilancio finale fu di 13 morti. Tra le vittime ci fu anche il custode del camping, Vinicio Caliò, il cui corpo non è mai stato ritrovato.

Nella tragedia persero la vita 13 persone. I loro nomi furono ricordati anche nelle successive cerimonie commemorative e sono riportati dalle ricostruzioni della tragedia: Ida Fabiano, Serafina Fabiano, Mario Boccalone, Raffaele Gabriele, Paola Lanfranco, Iolanda Mancuso, Giuseppina Marsico, Franca Morelli, Rosario Russo, Antonio Sicilia, Salvatore Simone, Concetta Zinzi e Vinicio Caliò. Quest’ultimo, custode del camping, è l’unico dei tredici il cui corpo non venne mai ritrovato. Il suo nome, insieme a quello delle altre dodici vittime, è riportato sulla stele dedicata alla memoria della tragedia

Una piena di dimensioni eccezionali

I dati contenuti nelle ricostruzioni istituzionali successive all’evento restituiscono la misura della violenza della piena.

Secondo una ricostruzione riportata negli atti parlamentari dell’epoca, nella fase più critica la portata avrebbe raggiunto circa mille metri cubi al secondo. Tra le 2.40 e le 3.40, inoltre, sarebbero caduti 84 millimetri di pioggia in un’ora, dopo precipitazioni che nelle 24-30 ore precedenti avevano raggiunto complessivamente circa 350 millimetri.

Anche il bilancio delle vittime venne definito progressivamente nelle ore successive. Nel rapporto diffuso all’indomani dell’alluvione, il CNR-IRPI indicò inizialmente 12 morti e una persona dispersa. Gli accertamenti successivi portarono a 13 il numero complessivo delle vittime.

I soccorsi e il nodo della sicurezza

Mentre sul posto si scavava nel fango alla ricerca dei dispersi, emerse anche il tema delle condizioni di sicurezza dell’area.

Gli atti parlamentari riferiscono che la segnalazione dell’emergenza alla centrale dei Carabinieri di Soverato arrivò alle 5.15. Le operazioni di soccorso furono rese particolarmente difficili dall’acqua, dal fango e dalle condizioni del luogo.

La posizione del Camping Le Giare rispetto al corso del Beltrame divenne quindi uno degli aspetti esaminati nelle successive verifiche.

La vicenda ebbe anche un seguito giudiziario. Il procedimento si concluse in Cassazione con condanne per omicidio colposo nei confronti del proprietario del camping, di un funzionario dell’Agenzia del territorio e di un funzionario della Regione Calabria, secondo quanto riportato nelle ricostruzioni relative alla vicenda giudiziaria.

Il monumento di località Turrati

Con il passare degli anni, il luogo della commemorazione è diventato uno dei riferimenti della memoria pubblica della tragedia.

Il monumento alle vittime, in località Turrati, ospita anche quest’anno la cerimonia organizzata dalla Città di Soverato. La ricorrenza prevede la partecipazione delle autorità e il momento di raccoglimento dedicato alle persone morte nella piena.

Negli anniversari precedenti il rito è stato accompagnato dalla deposizione di una corona e dalla preghiera. Nel 2023, per il 23° anniversario, la commemorazione si svolse nei pressi della stele dedicata alle vittime.

La memoria e le responsabilità accertate

La tragedia delle Giare non è rimasta soltanto una vicenda legata all’evento meteorologico. Dopo l’alluvione, l’attenzione si è concentrata anche sulla sicurezza dell’area, sulla collocazione del camping e sulle responsabilità individuate nel procedimento giudiziario.

Sono elementi distinti che vanno mantenuti separati: da una parte la violenza eccezionale della piena, dall’altra le condizioni del luogo e le responsabilità che furono oggetto delle successive indagini e del processo.

È anche per questo che, a Soverato, il 10 settembre continua a essere una ricorrenza pubblica. La cerimonia del 2026 riporta ancora una volta al centro le vittime e una tragedia che, dopo 26 anni, appartiene alla storia della città.

Il 10 settembre 2026

La commemorazione si svolgerà oggi alle 10, presso il monumento alle vittime in località Turrati. Sarà l’appuntamento con cui Soverato ricorderà il 26° anniversario della tragedia del Camping Le Giare.

A distanza di oltre due decenni, il bilancio resta quello di 13 persone morte durante la piena del Beltrame. Le responsabilità giudiziarie sono state oggetto di un procedimento conclusosi con condanne per omicidio colposo. La cerimonia odierna si inserisce nel percorso annuale di commemorazione delle vittime.

Bosco: “Non un rituale fine a sè stesso”

Dal canto suo Gianmichele Bosco, presidente del Consiglio comunale di Catanzaro sottolinea: “Sono trascorsi ventisei anni da quel dieci settembre del 2000 e dalla sua alba di morte su Soverato e sulle tredici vittime della tragedia che si consumò nel camping Le Giare. Tredici cadaveri, uno dei quali, quello di Vinicio Caliò, non è stato mai più ritrovato. Non c’è chi non ricordi dove fosse e cosa stesse facendo nel momento in cui apprese la drammatica notizia. Ricordare solennemente quella nostra pagina di storia, come abbiamo fatto anche quest’anno, non è un rituale fine a sé stesso. È l’adempimento di un dovere morale e civile nei confronti di quei morti innocenti e dei loro familiari che li piangono. E lo è anche nei confronti di tutti coloro che per dovere d’ufficio o per slancio generoso di altruismo affrontarono con ogni mezzo fango e detriti, nel tentativo di salvare il salvabile. Ogni dieci di settembre, da allora, non si può non adempiere a questo doppio dovere: ricordare le vittime, ringraziare i soccorritori. Nell’auspicio che resti il monito per tutti coloro che hanno la responsabilità di far rispettare le leggi, specie quando si tratta di tutelare la vita delle persone e si rinnovi l’urgenza politica, mai venuta meno, di curare e tutelare il territorio e l’ambiente, oggi più che mai a rischio a causa del saccheggio delle risorse e delle conseguenze che ne stanno derivando”.

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