La 40esima edizione di Goletta Verde, la storia campagna estiva di Legambiente dedicata alla difesa dei mari e delle coste italiane, ha fatto tappa a Villa San Giovanni. La presenza dell’imbarcazione non è solo un presidio per la tutela dell’ambiente marino, ma si trasforma in un importante momento di mobilitazione contro la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Insieme a Greenpeace Italia, Lipu e WWF Italia, l’associazione ambientalista ha riacceso i riflettori su un progetto considerato un errore strategico per il Paese.
Una battaglia che non si ferma: dalle aule giudiziarie alla piazza
La contrarietà al Ponte non è solo simbolica, ma sostenuta da anni di vertenze legali condotte in tutte le sedi competenti. Le quattro associazioni hanno intrapreso diverse azioni: dal ricorso al Tar del Lazio contro il parere favorevole della Commissione tecnica VIA-VAS – che includeva ben 62 prescrizioni – fino alla diffida al Cipess e al reclamo presentato alla Commissione Europea. Recentemente, la battaglia si è spostata sul fronte della responsabilità erariale: nel luglio 2026 è stata depositata una nota al Governo Meloni per evidenziare i rischi di esposizione finanziaria dello Stato legati alle condotte della Stretto di Messina SpA.
“Un’opera inutile”: le priorità mancate di Calabria e Sicilia
Per Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, il Ponte rappresenta una “cattedrale nel deserto“. Il cuore della critica risiede nel fatto che le risorse destinate alla grande opera sottraggono fondi essenziali alla mobilità sostenibile, in una zona dove le infrastrutture ferroviarie sono fortemente carenti. “Per percorrere la tratta ferroviaria da Reggio Calabria a Bari ci si impiega fino a 10 ore e mezza con più cambi“, sottolinea Ciafani, evidenziando il paradosso di puntare su una mega-infrastruttura mentre le linee esistenti restano, in larga parte, a binario unico e non elettrificate.
Solidarietà concreta verso chi rischia l’esproprio
La tappa di Villa San Giovanni ha visto Goletta Verde protagonista di azioni dirette. Oltre all’esposizione dello striscione “No Ponte” durante la navigazione nello specchio d’acqua tra Calabria e Sicilia, si è tenuta una passeggiata di solidarietà al fianco dei cittadini destinatari delle procedure di esproprio. Sono circa 600 le unità immobiliari, tra Sicilia e Calabria, che potrebbero essere sacrificate per far spazio al cantiere, un impatto sociale ed umano che le associazioni intendono continuare a denunciare con forza.
Mobilità e ambiente: una visione in contrasto con la transizione ecologica
Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, ha ribadito come il Ponte sia un’opera errata anche dal punto di vista della transizione ecologica. Privilegiare un modello di trasporto prevalentemente privato e su gomma, anziché potenziare il trasporto collettivo su ferro, va nella direzione opposta agli obiettivi di decarbonizzazione. Una mobilità efficiente e razionale, secondo Legambiente, è necessaria non solo per la qualità della vita dei cittadini, ma come strumento fondamentale di contrasto alla crisi climatica, in un settore, quello dei trasporti, responsabile di oltre un quarto delle emissioni climalteranti.












