27 Luglio 2026
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Il “Codice rosso rafforzato” nel dibattito degli avvocati di Catanzaro

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Si è svolto ieri, nella sala conferenze del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro, un convegno organizzato dalla sezione A.I.G.A. di Catanzaro dal titolo “Focus sulla legge 168/2023. Prospettive a confronto”.

I relatori dell’evento sono stati il gip del Tribunale di Catanzaro Danila Gilda Romano, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Sarah Cacciaguerra e il professore, nonché avvocato, Paolo Carnuccio, del Foro di Catanzaro. Hanno aperto i lavori i saluti istituzionali del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro Vincenzo Agosto e quelli della presidente di AIGA Catanzaro Helga Procopio. Il convegno è stato introdotto e moderato dalla vice presidente di AIGA Catanzaro Daniela Scarfone.

I relatori dell’evento sono stati il gip del Tribunale di Catanzaro Danila Gilda Romano, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Sarah Cacciaguerra e il professore, nonché avvocato, Paolo Carnuccio, del Foro di Catanzaro. Hanno aperto i lavori i saluti istituzionali del presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro Vincenzo Agosto e quelli della presidente di AIGA Catanzaro Helga Procopio. Il convegno è stato introdotto e moderato dalla vice presidente di AIGA Catanzaro Daniela Scarfone.



Il “Codice rosso rafforzato”

Il tema del dibattito, di strettissima attualità, si è concentrato sul c.d. “Codice rosso rafforzato”, introdotto con la L. 168/2023. Non sono mancati momenti di vivace confronto tra magistrati e avvocati, impegnati, ognuno nel proprio ambito, a perseguire l’obiettivo della piena conoscenza normativa finalizzata ad offrire al cittadino una giustizia giusta.

In apertura di lavori, Helga Procopio ha espresso la propria solidarietà a tutti gli avvocati vittime di violenza, anche in considerazione dell’ultimo grave episodio che ha interessato l’avvocato Roberto Angelosanto del Foro di Cassino.

In particolare, la presidente Procopio ha ricordato l’importanza del monito rivolto al legislatore di non trascurare l’allarme sociale destato dall’escalation di aggressioni nei confronti degli avvocati a sola cagione dell’esercizio del proprio mandato difensivo. Discutere di codice rosso ha senso solo se non si perdono di vista tutte le fasce sociali particolarmente esposte e tra questi anche gli avvocati, allo stesso modo di coloro che svolgono una professione sanitaria.

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