La Tazzina della Legalità esprime piena solidarietà agli autotrasportatori e agli agricoltori che, in questi giorni difficili, stanno portando avanti una protesta pacifica per rivendicare il diritto di lavorare, produrre e garantire un futuro alle proprie famiglie e alle proprie imprese.
Afferma il presidente del sodalizio Sergio Gaglianese: “Ciò che desta preoccupazione non è soltanto la gravità delle difficoltà economiche che queste categorie stanno affrontando, ma anche il silenzio che sembra accompagnare la loro mobilitazione sui grandi media nazionali. Viene spontaneo domandarsi: esistono proteste di serie A e proteste di serie B? E ancora: quando a manifestare sono lavoratori del Sud, le loro ragioni meritano forse meno attenzione?
Non possiamo accettare che la Calabria e il Mezzogiorno continuino a sentirsi periferie di un Paese che troppo spesso concentra altrove la propria attenzione, lasciando in ombra le difficoltà di chi, ogni giorno, contribuisce a tenere in piedi l’economia reale.
C’è una differenza sostanziale tra chi manifesta pacificamente per difendere il proprio lavoro e chi devasta le piazze, danneggia beni pubblici e privati e mette a rischio l’incolumità delle persone. La protesta pacifica è un diritto; la violenza e la devastazione non possono diventare strumenti di rivendicazione. Eppure, troppo spesso, sembra che a ottenere maggiore visibilità sia chi alza il livello dello scontro, mentre chi protesta senza violenza rischia di non essere ascoltato.
Gli autotrasportatori e gli agricoltori non chiedono privilegi: chiedono condizioni che consentano loro di continuare a lavorare. Ogni giorno di fermo significa mancati guadagni, costi che continuano a correre, impegni da onorare e famiglie che guardano al futuro con crescente incertezza. E tutto questo accade in un contesto economico già difficile, nel quale tante piccole e medie imprese faticano a sopravvivere.
La Tazzina della Legalità ritiene che questa vicenda debba essere affrontata senza bandiere di partito e senza strumentalizzazioni. Non è il momento di cavalcare il disagio per ottenere consenso, ma di ascoltare, comprendere e individuare soluzioni concrete. Il lavoro e la dignità delle persone vengono prima degli interessi elettorali”.
Perché anche questa è legalità
Dice ancora Gaglianese: “La legalità, infatti, non si difende soltanto nei tribunali, nelle piazze delle commemorazioni o durante le cerimonie ufficiali. Si difende anche quando si impedisce che il bisogno, la disperazione e l’assenza di prospettive diventino terreno fertile per l’illegalità. Perché quando le persone non riescono più a vivere dignitosamente del proprio lavoro, le fragilità sociali aumentano e chi opera ai margini della legge può trovare nuove occasioni per insinuarsi.

Per questo non possiamo limitarci a osservare. Abbiamo il dovere morale e civile di affiancare queste categorie, ascoltarne le ragioni e sostenere la loro richiesta di attenzione, prima che il disagio economico si trasformi in una crisi irreversibile per tante attività produttive”.
“Non servono passerelle ma risposte”
La Tazzina della Legalità è pronta “a sostenere la protesta pacifica di autotrasportatori e agricoltori, affinché le loro istanze trovino ascolto nelle istituzioni e nell’opinione pubblica. Lo faremo senza strumentalizzazioni, senza appartenenze e senza chiedere nulla in cambio, ma con la convinzione che la legalità non possa essere un lusso per chi sta bene e una promessa vuota per chi lotta ogni giorno per sopravvivere.
Non servono altre passerelle, né solidarietà di facciata. Servono risposte, responsabilità e interventi tempestivi. Perché un Paese che lascia soli i propri lavoratori indebolisce sé stesso. E un Sud costretto a restare in silenzio non è un Sud che ha smesso di avere voce: è un Sud che aspetta ancora di essere ascoltato. La Tazzina della Legalità continuerà a stare dalla parte di chi lavora, di chi resiste e di chi chiede soltanto di poter vivere con dignità. La legalità si misura anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno”.














