17 Settembre 2026
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La nuova A2 svela il suo volto: così cambierà il tratto Cosenza-Altilia tra gallerie e maxi viadotti (FOTO)

Non un semplice restyling, ma un’autostrada ricostruita in larga parte su un nuovo tracciato. Avviata la procedura ambientale per il primo stralcio con Stupino, Ruiz e il nuovo svincolo di Altilia. L’obiettivo è aprire i cantieri nel 2027

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Non sarà una mano d’asfalto né l’ennesima manutenzione destinata a inseguire l’età delle opere. Tra Cosenza e Altilia la vecchia Autostrada del Mediterraneo dovrebbe lasciare progressivamente il posto a una nuova A2: carreggiate più ampie, corsie di emergenza, curve meno strette, pendenze più dolci e lunghi tratti scavati nella montagna. Le immagini progettuali diffuse sui social mostrano in anteprima il volto dell’opera: gallerie, viadotti sospesi nel vuoto e grandi strutture ad arco disegnano un tracciato profondamente diverso da quello costruito a partire dagli anni Sessanta. Un intervento destinato a cancellare uno degli ultimi grandi colli di bottiglia dell’autostrada calabrese.

La procedura ambientale entra nel vivo

Il passaggio concreto è rappresentato dall’avvio della Valutazione di impatto ambientale per il primo stralcio, compreso tra il chilometro 279+500, subito dopo il viadotto Corsopato, e il chilometro 286+000, in corrispondenza dello svincolo di Altilia. L’avviso pubblicato dalla Regione Calabria riguarda anche l’autorizzazione paesaggistica e interessa i territori di Belsito, Malito, Grimaldi, Marzi e Altilia. Fino al 10 ottobre sarà possibile prendere visione degli elaborati e presentare osservazioni. È il tratto più urgente e complesso dell’intero progetto, perché comprende i due giganti della vecchia Salerno-Reggio Calabria: i viadotti Stupino e Ruiz, opere spettacolari ma ormai segnate dall’età e da caratteristiche non più adeguate alle attuali norme antisismiche e di sicurezza.

Un’autostrada nuova al posto delle curve degli anni Sessanta

Il progetto non prevede di allargare semplicemente la carreggiata esistente. La soluzione scelta punta alla realizzazione di due nuove carreggiate prevalentemente esterne all’attuale sede, con una piattaforma autostradale di categoria A larga almeno 25 metri. Ci saranno due corsie per ogni senso di marcia, spartitraffico centrale e corsia di emergenza. Il nuovo andamento consentirà di superare le curve strette e le forti pendenze che ancora oggi impongono rallentamenti e limiti di velocità, soprattutto ai mezzi pesanti.

Il tracciato sarà costruito secondo standard compatibili con una velocità fino a 130 chilometri orari, fermo restando che il limite effettivo sarà stabilito soltanto dopo il completamento e il collaudo dell’infrastruttura. La ragione dell’intervento è scritta negli stessi elaborati tecnici del progetto: raggi di curvatura, pendenze e assenza della corsia di emergenza non sono più in linea con la normativa vigente. Adeguare e consolidare la vecchia autostrada, compresi i viadotti esistenti, richiederebbe investimenti elevati senza risolvere definitivamente le criticità.

Stupino, il nuovo gigante sospeso sulla valle

Una delle opere simbolo sarà il nuovo viadotto Stupino, progettato con una struttura strallata. Non un unico ponte, ma due viadotti affiancati: quello in direzione sud sarà lungo circa 670 metri, quello in direzione nord circa 580 metri. Le campate principali raggiungeranno rispettivamente 320 e 275 metri, sostenute da grandi antenne e tiranti. L’impalcato sarà realizzato con una struttura mista in acciaio e calcestruzzo.

La scelta progettuale nasce dalla complessità della valle attraversata, caratterizzata da condizioni orografiche e geologiche particolarmente difficili. L’obiettivo è rettificare il percorso rispetto all’attuale viadotto, eliminando le curve che oggi precedono e accompagnano l’attraversamento.

Il Ruiz rinasce con due grandi archi

Poco più a sud cambierà completamente volto anche il viadotto Ruiz. La valle più stretta e profonda ha portato i progettisti a scegliere una soluzione ad arco con impalcato superiore. Anche in questo caso saranno realizzate due strutture distinte: circa 230 metri per la carreggiata sud e 240 per quella nord. Il nuovo Ruiz diventerà uno degli elementi architettonicamente più riconoscibili della futura A2, oltre a sostituire un’opera sottoposta da anni a controlli e interventi periodici. Tra Stupino e Ruiz il progetto comprende inoltre i viadotti Ogliara, Santa Venere, Gallinazzo e Grotta della Paglia, con una sequenza di opere necessaria a superare valloni, pendii e aree geologicamente delicate.

Le montagne attraversate da nuove gallerie

La nuova autostrada correrà per ampi tratti sotto terra. Subito dopo il chilometro 279+500 sono previste le due gallerie Corsopato, lunghe rispettivamente circa 780 e 705 metri. Nel lotto successivo arriveranno le gallerie Balzatelle, con una canna lunga 1.520 metri e l’altra 1.160, e quelle di Coda del Savuto, che supereranno entrambe 1.250 metri. Le due canne saranno collegate da bypass pedonali e carrabili per garantire gli interventi di soccorso in caso di emergenza. La soluzione con un maggiore sviluppo in galleria è stata preferita perché riduce il numero di viadotti, limita il consumo di aree boscate e diminuisce l’interferenza con i versanti interessati da fenomeni franosi.

Sarà ricostruito anche lo svincolo di Altilia

Il primo stralcio terminerà con il rifacimento dello svincolo di Altilia, oggi inserito in un contesto morfologico particolarmente difficile. Le ispezioni di Anas hanno evidenziato criticità strutturali sul viadotto della rampa bidirezionale. Il progetto prevede quindi nuove rampe, un nuovo sottovia e la demolizione di alcune opere esistenti, mantenendo però sempre accessibile lo svincolo durante le lavorazioni. Una volta superata Altilia, la nuova infrastruttura si collegherà direttamente al tratto dell’A2 già ammodernato in direzione sud.

Cantieri con l’autostrada sempre aperta

Uno dei nodi più delicati riguarda la gestione del traffico. La progettazione è stata organizzata in più fasi per garantire, anche durante i lavori, la circolazione su due corsie per senso di marcia. All’inizio il traffico resterà sull’attuale A2 mentre saranno costruite le opere esterne. Successivamente le auto saranno trasferite sulle nuove carreggiate attraverso bypass temporanei, consentendo la demolizione dei viadotti e dei tratti incompatibili con il nuovo percorso. Il vecchio tracciato sarà quindi progressivamente dismesso dove sostituito dalla variante. Gli elaborati prevedono demolizioni, ricuciture con le nuove opere e interventi di ripristino ambientale, ma attraverso una successione di fasi e non con la chiusura improvvisa dell’intera autostrada.

Un investimento tra tre e quattro miliardi

Il piano complessivo riguarda circa 27 chilometri e cinque lotti tra Cosenza e Altilia. La scheda pubblica di Anas indica un investimento di circa 3 miliardi di euro, mentre le valutazioni istituzionali più recenti hanno collocato il costo complessivo vicino ai 4 miliardi. Il solo primo stralcio con Stupino, Ruiz e Altilia vale circa 1,3 miliardi. L’obiettivo annunciato è arrivare all’apertura dei primi cantieri nel 2027. La data, tuttavia, resta legata alla conclusione della procedura ambientale, all’approvazione definitiva del progetto, alla copertura finanziaria e alle successive gare. Oggi il dato certo è l’ingresso dell’opera nella fase autorizzativa, non ancora l’avvio materiale dei lavori.

Il Ponte sullo sfondo, ma l’urgenza viene da lontano

Il progetto viene indicato anche come una delle infrastrutture necessarie ad assorbire i futuri flussi di traffico legati al Ponte sullo Stretto. Ma la necessità di intervenire sul tratto Cosenza-Altilia viene da molto più lontano: quell’autostrada conserva ancora geometrie, pendenze e opere concepite oltre mezzo secolo fa. La nuova A2 dovrebbe rendere più sicuro e regolare il principale asse stradale della Calabria, con effetti sui collegamenti verso Lamezia Terme, Reggio Calabria e la Sicilia.

Resta invece fuori dal progetto attualmente in valutazione il tratto di Pizzo, per il quale viene sollecitato un successivo programma di ammodernamento. Le immagini raccontano come potrebbe essere l’autostrada del futuro. Adesso, però, comincia la parte decisiva: trasformare i rendering in cantieri e impedire che anche questa grande opera rimanga sospesa tra le montagne calabresi.

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