27 Luglio 2026
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“La violenza digitale comincia da un clic”: il grido d’allarme di Fulvio Scarpino e la sfida del Cybercrime Film Festival

Dalla memoria di Carolina Picchio al progetto nazionale sostenuto da AGCOM: l'educazione digitale passa attraverso i giovani e il cinema

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La violenza digitale non nasce nel vuoto, ma si alimenta attraverso gesti spesso derubricati a leggerezza. Durante l’incontro al Marateale, Fulvio Scarpino, presidente del Co.Re.Com. Calabria, ha scelto di partire da una ferita indelebile: la storia di Carolina Picchio, morta a soli quattordici anni a causa della diffusione di immagini umilianti e della ferocia incontrollata della rete.

Scarpino ha posto interrogativi diretti ai ragazzi presenti in sala, chiamandoli a una profonda assunzione di responsabilità: chi filma l’umiliazione di un compagno o chi semplicemente inoltra un video offensivo non può considerarsi uno spettatore innocente. La rete amplifica e conserva la crudeltà, trasformando un’offesa momentanea in una condanna che può durare anni. Come ricordava Carolina, le parole possono fare molto più male delle botte.

La prevenzione prima della sanzione

Affrontare il cyberbullismo unicamente attraverso i tribunali significa intervenire quando il danno è già compiuto e irreparabile. La vera prevenzione, secondo il Co.Re.Com., deve iniziare molto prima, nel momento esatto in cui un ragazzo sceglie di non condividere un contenuto lesivo, di non voltarsi dall’altra parte e di spezzare la catena dell’isolamento.

Questo approccio ridefinisce il concetto stesso di media education. Non si tratta soltanto di spiegare agli studenti il funzionamento tecnico delle piattaforme social, ma di educare lo sguardo, il linguaggio e la cittadinanza digitale, superando la logica dei divieti imposti dall’alto.

Il cinema come presidio culturale: nasce il Cybercrime Film Festival

Dal confronto istituzionale ospitato all’Hotel Santavenere, a margine del dibattito “Umani nell’algoritmo” che ha visto la partecipazione di Maria Stefania Lauria e di Nicola Sansalone (AGCOM), emerge con forza la visione del Cybercrime Film Festival-Premio Lucia Abiuso. Questo progetto ribalta la prospettiva tradizionale: non l’ennesima conferenza in cui gli adulti ammoniscono i giovani, ma un percorso in cui le nuove generazioni diventano autrici, sceneggiatrici e registe della propria sicurezza digitale. Attraverso cortometraggi originali realizzati da scuole, università e accademie, i ragazzi raccontano e combattono fenomeni come il revenge porn, l’hate speech e la manipolazione delle immagini, trasformando l’arte cinematografica in uno strumento attivo di denuncia e consapevolezza.

L’interesse di AGCOM e la visione per il futuro

L’ambizione del Cybercrime Film Festival ha conquistato l’attenzione di AGCOM, che vede nell’iniziativa calabrese un modello nazionale e replicabile di educazione civica digitale. Il coinvolgimento diretto dell’Autorità conferma la necessità di fare rete tra istituzioni, mondo della scuola e linguaggi della comunicazione. La sfida è ambiziosa ma chiara: arrivare prima che il reato si compia, sfruttando la forza comunicativa dei ragazzi per parlare direttamente ai loro coetanei. Perché la repressione istituzionale è fondamentale, ma la vera rivoluzione culturale consiste nel consegnare ai giovani gli strumenti per comprendere, raccontare e cambiare il mondo digitale.

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