× Sponsor
27 Aprile 2026
27 Aprile 2026
spot_img

Protezione civile, modello Calabria sotto i riflettori: “Nessuna vittima nei cicloni 2026”

Convegno all’Unical sul dissesto idrogeologico: focus su prevenzione, coordinamento e gestione delle emergenze

spot_img

La Regione Calabria è stata protagonista del convegno “Sinergie per la Resilienza”, ospitato nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, dedicato al tema del dissesto idrogeologico e alla gestione delle emergenze. L’iniziativa ha riunito istituzioni, esperti e mondo accademico per analizzare le criticità del territorio italiano, con particolare attenzione alle aree più esposte.

Il modello Calabria dopo i cicloni 2026

Nel corso dei lavori è stata illustrata l’esperienza recente della Calabria, che nei primi mesi del 2026 ha affrontato tre eventi ciclonici di forte intensità. Un banco di prova significativo per il sistema regionale di protezione civile, che ha mostrato capacità di risposta e coordinamento. A livello nazionale, i dati evidenziano una condizione diffusa di rischio, con oltre il 90% dei comuni italiani esposti a fenomeni di dissesto.

Curcio: “Sistema in crescita, ma serve coordinamento”

A intervenire è stato il Commissario straordinario Fabrizio Curcio, che ha riconosciuto i progressi compiuti dalla Calabria. “La Calabria ha lavorato bene – ha dichiarato – ma resta centrale il tema del coordinamento tra i livelli istituzionali, soprattutto nel passaggio dalla gestione emergenziale a quella ordinaria”.

Costarella: “Decisiva la comunicazione del rischio”

Per la Regione Calabria è intervenuto il direttore generale della Protezione civile Domenico Costarella, che ha sottolineato l’importanza delle sinergie tra istituzioni e comunità. “Quello che è accaduto negli ultimi mesi dimostra che quando la comunicazione del rischio funziona e la popolazione risponde, si salvano vite”, ha evidenziato, ricordando come i tre eventi ciclonici non abbiano provocato vittime.

Siviglia: “Superare la logica dell’emergenza”

Sul fronte della pianificazione è intervenuto anche Salvatore Siviglia, direttore generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, che ha richiamato la necessità di cambiare approccio. “Non si può continuare a intervenire solo dopo le emergenze – ha spiegato – ma occorre investire nella programmazione e nella manutenzione ordinaria del territorio”.

Esperti e istituzioni a confronto

Il dibattito, moderato da Carmelo Gallo, ha visto la partecipazione di figure di rilievo nazionale come Giovanni Legnini e Vera Corbelli, oltre a docenti universitari.

Le priorità: digitalizzazione e cultura del rischio

A margine dell’incontro, il Dipartimento regionale ha ribadito l’impegno su due direttrici strategiche: l’aggiornamento dei piani comunali di protezione civile e la diffusione della cultura del rischio tra i cittadini, considerata un elemento chiave per la prevenzione.

spot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE

spot_img