30 Agosto 2026
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Serie A, duello tutto calabrese nello spot contro i dati “pirata”: la voce di Repice sfida il comico-disturbatore Colacino

La voce delle grandi notti azzurre e il popolare imitatore protagonisti della campagna “True Data”. Il radiocronista dalle radici tropeane racconta la partita, il comico disturba e altera le informazioni

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Due voci calabresi, due modi opposti di raccontare una partita e un duello destinato a entrare negli stadi italiani. Francesco Repice e Ivan Colacino sono i protagonisti dello spot scelto dalla Lega Calcio Serie A per lanciare “True Data”, la campagna dedicata alla tutela dei dati ufficiali delle competizioni calcistiche.

Da una parte c’è Repice, una delle voci più riconoscibili e amate del giornalismo sportivo italiano. Dall’altra Colacino, comico e imitatore catanzarese diventato popolare sui social proprio grazie ai suoi irresistibili “sdoppiaggi” delle telecronache. Nello spot i due danno vita a un confronto ironico: il radiocronista riferisce il dato corretto, il disturbatore prova a deformarlo, trasformando il siparietto nella metafora della distanza tra informazione certificata e dato raccolto attraverso fonti non autorizzate.

Repice, da Cosenza alle radici familiari di Tropea

Il legame di Francesco Repice con la Calabria attraversa più territori. È nato a Cosenza il 4 marzo 1963, ma la sua storia familiare è profondamente legata a Tropea. Il padre Salvatore e lo zio Rocco, partigiano al quale la città ha dedicato la piazza della stazione, vissero nella Perla del Tirreno dopo il trasferimento della famiglia dalla Locride. Dopo un’infanzia trascorsa in diverse città per il lavoro del padre ferroviere, si è formato soprattutto a Roma. Calabria d’origine e d’anima, dunque, con un rapporto particolarmente intenso con Tropea e il territorio vibonese dove torna tutte le estati.

Voce storica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, Repice ha raccontato alcune delle pagine più importanti del calcio italiano, dalle finali di Champions League alle partite della Nazionale. Memorabile il suo urlo dopo il rigore di Donnarumma che consegnò all’Italia il titolo europeo nel 2021.

Colacino, l’ironia catanzarese che “disturba” le telecronache

A contendergli la scena è Ivan Colacino, volto e voce di Catanzaro, diventato un fenomeno del web grazie alla capacità di reinterpretare telecronisti, giornalisti e personaggi sportivi. Nei suoi video conserva le immagini originali, ma sostituisce le parole con dialoghi surreali pronunciati imitando voci, pause e inflessioni dei protagonisti.

Una cifra comica costruita proprio sulla manipolazione ironica del racconto che, nello spot della Serie A, diventa funzionale al messaggio della campagna. Colacino interpreta infatti il “disturbatore”, colui che si sovrappone alla radiocronaca di Repice e confonde numeri e informazioni. La scelta dei due protagonisti produce così un incrocio particolarmente suggestivo: le radici vibonesi e tropeane di Repice incontrano l’ironia catanzarese di Colacino su un palcoscenico nazionale.

Il dato diventa un patrimonio commerciale della Serie A

La campagna è partita con la seconda giornata della Serie A Enilive 2026-2027. Il video è stato trasmesso sui maxischermi degli stadi, mentre una grafica dedicata accompagna le immagini televisive prima delle partite. L’obiettivo dichiarato dalla Lega è ribadire che informazioni come chilometri percorsi, velocità, traiettorie, posizione dei calciatori, accelerazioni, xG e movimenti senza pallone non costituiscono una risorsa liberamente utilizzabile. Sono invece un patrimonio della competizione che può essere sfruttato commercialmente soltanto attraverso le licenze rilasciate dalla stessa Lega. La rilevazione viene effettuata mediante 12 telecamere sincronizzate, capaci di individuare in tempo reale il pallone e 29 punti anatomici per ogni giocatore. Il sistema riconosce automaticamente passagi, tiri e falli e produce le statistiche utilizzate anche per costruire i mercati delle scommesse, in particolare quelli in tempo reale. “Il dato ufficiale è molto più di una semplice informazione: è un asset strategico della Serie A”, ha spiegato l’amministratore delegato Luigi De Siervo, sottolineando che dietro ogni rilevazione esiste un sistema certificato e verificabile.

Resta anche il profilo più delicato dell’operazione: mentre la Lega presenta l’iniziativa come una tutela dello scommettitore, la campagna finisce inevitabilmente per collegare il calcio al mercato del betting. Ma nello spot a prendersi la scena sono soprattutto loro: Repice e Colacino, due calabresi chiamati a rappresentare il confine tra la voce che certifica un fatto e quella che prova a distorcerlo.

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