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10 Giugno 2026
10 Giugno 2026
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Sicurezza stradale nel Vibonese, i dati sugli incidenti preoccupano. Il Prefetto accelera: nuove regole per autovelox

La Conferenza Provinciale Permanente ridisegna la mappa dei controlli sulla velocità. In lieve calo gli incidenti, ma aumentano feriti e decessi: “Serve mantenere alta la guardia”, avverte il prefetto Colosimo

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La riunione della Conferenza Provinciale Permanente, ospitata il 2 dicembre nella sala di rappresentanza della Prefettura e presieduta dal Prefetto Anna Aurora Colosimo, ha messo al centro un tema che nel Vibonese torna ciclicamente: la sicurezza stradale.
Il cuore del confronto è stato la modifica del decreto prefettizio del 2019, quello che stabilisce su quali tratti sia possibile installare i dispositivi fissi per il controllo elettronico della velocità. Le nuove norme — e in particolare il Decreto Ministeriale dell’11 aprile 2024 — impongono infatti criteri più severi per individuare le strade idonee.

L’istruttoria tecnica curata dalla Polizia Stradale di Vibo Valentia e i pareri di Provincia e ANAS hanno portato a rivedere diversi tratti che, per caratteristiche e conformazione, non rispondono più ai requisiti richiesti. La discussione è stata ampia e partecipata, ma la proposta di aggiornamento è stata condivisa dai sindaci presenti, convinti della necessità di rendere i controlli più coerenti con le reali condizioni del territorio. Il Prefetto ha confermato che il provvedimento sarà adottato a breve e diffuso pubblicamente.

Incidenti stradali: meno episodi, più vittime

Accanto al capitolo normativo, il confronto si è concentrato sui dati. Il primo semestre del 2025 registra una lieve flessione del numero totale degli incidenti rispetto all’anno precedente. Una notizia incoraggiante solo in apparenza, perché i numeri relativi ai feriti e ai decessi mostrano invece un incremento rispetto agli anni segnati dalla pandemia. Un aumento “non allarmante”, come è stato precisato, ma sufficiente a convincere il Prefetto che l’attenzione non possa essere abbassata.

La Polizia Stradale ha evidenziato come la maggior parte dei sinistri avvenga sulle strade comunali, spesso all’interno dei centri abitati, dove traffico, distrazione e velocità elevata si combinano con incroci poco sicuri, rettilinei che invogliano a spingere sull’acceleratore e rotatorie che non sempre vengono affrontate correttamente. Anche le curve e le intersezioni segnalate continuano a rivelarsi punti critici. L’area che concentra il maggior numero di incidenti resta quella compresa tra Vibo Valentia, Pizzo, Serra San Bruno e Sant’Onofrio. In controtendenza con il quadro nazionale, invece, il dato degli incidenti in autostrada risulta più basso.

Violazioni del Codice della Strada: il catalogo delle abitudini pericolose

Dalla relazione portata al tavolo da Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, emerge un fenomeno ormai strutturale nel Vibonese: l’alta frequenza di comportamenti pericolosi alla guida. Continuano a pesare in modo significativo le violazioni per guida in stato di ebbrezza, l’abitudine sempre più diffusa di usare il cellulare al volante, il mancato rispetto dei limiti di velocità e la scarsa attenzione verso l’uso delle cinture di sicurezza. Persistono anche infrazioni come il mancato rispetto dello stop, della semaforica, della precedenza ai pedoni e la circolazione con veicoli non revisionati. Un quadro che, messo accanto ai dati sugli incidenti, mostra con chiarezza quanto la lotta per la sicurezza stradale non possa essere delegata solo alle istituzioni.

Il Prefetto: “Sicurezza stradale obiettivo comune”

In chiusura, il Prefetto Anna Aurora Colosimo ha voluto ribadire la necessità di un impegno collettivo. La sicurezza stradale — ha sottolineato — non è solo il risultato dell’attività delle Forze dell’Ordine, degli enti territoriali o del sistema di emergenza ASP e SUEM 118, ma dipende da una responsabilità condivisa che coinvolge ogni automobilista.
La sicurezza stradale è un obiettivo comune”, ha ricordato, ringraziando tutti i partecipanti per il contributo offerto alla discussione. Un monito chiaro: le istituzioni possono rafforzare i controlli e aggiornare le regole, ma senza un cambio culturale profondo le strade del Vibonese continueranno a essere più pericolose di quanto dovrebbero.

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