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13 Giugno 2026
13 Giugno 2026
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Sovraffollamento e disturbi psichiatrici nelle carceri calabresi, Uspp: “Sistema penitenziario sotto pressione”

Il sindacato chiede il potenziamento delle Rems e del personale sanitario specializzato. Apprezzamento per il Ddl Nordio sui detenuti con dipendenze

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La situazione negli istituti penitenziari della Calabria torna al centro del dibattito dopo la denuncia dell’Uspp, che segnala un incremento significativo dei detenuti affetti da disturbi psichiatrici e le conseguenti criticità operative per il personale. A intervenire è il vicesegretario regionale Uspp Calabria, Walter Campagna, che evidenzia le difficoltà quotidiane nella gestione delle strutture e chiede un rafforzamento degli strumenti sanitari dedicati.

“Troppi detenuti psichiatrici, il carcere non può essere la risposta”

Secondo Campagna, la presenza di detenuti con gravi fragilità psichiatriche è ormai strutturale e incide profondamente sull’organizzazione interna degli istituti. Il dirigente sindacale sottolinea come tali situazioni richiederebbero percorsi sanitari e assistenziali specifici, in grado di ridurre anche gli episodi critici all’interno delle carceri.

Carenza di personale sanitario e carico sulla Polizia penitenziaria

Un ulteriore elemento critico riguarda la mancanza di figure professionali specializzate. Medici, psichiatri, psicologi e operatori sanitari risultano insufficienti rispetto ai bisogni reali, con la conseguenza che gran parte della gestione ricade sul personale della Polizia penitenziaria. Una condizione che, secondo l’Uspp, costringe gli agenti a operare in contesti che esulano dalle loro competenze istituzionali, pur garantendo continuità operativa e sicurezza.

“Servono più Rems e una rete territoriale più forte”

Dal sindacato arriva una richiesta chiara: rafforzare la rete sanitaria territoriale e potenziare le Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), considerate lo strumento più adeguato per la gestione dei casi psichiatrici più complessi. L’obiettivo indicato è quello di ridurre il ricorso al carcere come soluzione per situazioni che, secondo l’organizzazione, dovrebbero essere affrontate in ambito sanitario.

Moretti: “Positivo il Ddl Nordio sulle dipendenze”

Sul piano nazionale interviene il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, che esprime un giudizio favorevole sul Ddl Nordio, in particolare per le misure dedicate ai detenuti con dipendenze da sostanze o alcol. Secondo Moretti, il provvedimento rappresenta un passo avanti verso percorsi terapeutici alternativi al carcere, con il coinvolgimento delle comunità specializzate.

Verso un approccio integrato tra giustizia e sanità

L’Uspp ribadisce infine la necessità di un modello integrato tra amministrazione penitenziaria, sistema sanitario e istituzioni territoriali. Un approccio ritenuto indispensabile per garantire sia la sicurezza degli istituti che il rispetto della dignità delle persone detenute e delle condizioni di lavoro degli operatori.

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