A Vibo Marina il dossier Meridionale Petroli entra nella sua fase più delicata. Quello che fino a pochi giorni fa era stato soltanto ventilato, adesso trova una sua formalizzazione nel Piano di emergenza e di evacuazione redatto dalla Prefettura, che ha pubblicato l’informativa destinata alla popolazione. Il punto più sensibile riguarda il lungomare Amerigo Vespucci, destinato a essere parzialmente interdetto al transito per consentire la realizzazione di una corsia riservata ai mezzi di soccorso in caso di incidente rilevante collegato allo stabilimento petrolifero della Meridionale Petroli.
Il rischio preso in considerazione dal Piano riguarda un’area calcolata nel raggio di 500 metri, dentro la quale ricadrebbero 445 residenti e 454 lavoratori che gravitano nella zona, ai quali si aggiungono le presenze estive. Numeri che spiegano la natura del provvedimento, ma che non bastano a spegnere le proteste. Anzi: la pubblicazione dell’informativa ha già aperto un fronte di scontro politico, amministrativo e sociale. Gli interessati potranno presentare osservazioni entro il 28 giugno, ma il clima è già quello della battaglia. Cittadini, imprenditori e associazioni contestano gli effetti concreti del Piano su una delle aree più frequentate della frazione marina: meno parcheggi, più divieti, accessi complicati alla spiaggia e alle strutture balneari.
La corsia per i soccorsi e il nodo dei parcheggi
La chiusura parziale di via Vespucci comporterà la soppressione di parcheggi e limitazioni al transito, con ricadute immediate sull’accesso negli stabilimenti balneari e alla spiaggia libera. Il problema, però, non si fermerebbe al solo tratto davanti alla Meridionale Petroli. Le ripercussioni sono destinate ad allargarsi all’intera zona più frequentata di Vibo Marina, coinvolgendo anche via Gorizia, via Pistoia, via Molo, via Colombo, via Roma, via Lombardia e le altre arterie collegate. Il timore di residenti e operatori economici è che il nuovo assetto viario finisca per scaricare traffico, disagi e mancanza di sosta su tutto il quartiere. Per le attività commerciali e turistiche della zona il rischio è evidente: l’estate potrebbe aprirsi con un fronte mare più difficile da raggiungere, parcheggi ridotti e un’immagine complessiva segnata ancora una volta dalla convivenza irrisolta tra vocazione turistica e presenza dei depositi petroliferi.
La protesta dei comitati: sit-in davanti alla Meridionale Petroli
La mobilitazione è già partita. Nei giorni scorsi è nato il comitato spontaneo “No deposito”, che ha indetto un sit-in per giovedì pomeriggio davanti alla Meridionale Petroli. Alla manifestazione aderirà anche un altro sodalizio in fase di costituzione, il comitato “Rir”, acronimo di rischio incidenti rilevanti, promosso dall’associazione Italia Nostra. La contestazione non riguarda soltanto il Piano in sé, ma ciò che il Piano rappresenta: la conferma, secondo i cittadini contrari alla permanenza dei serbatoi, che la presenza dello stabilimento continua a condizionare la vita della frazione marina. In altre parole, non è Vibo Marina a programmare il proprio futuro turistico, ma è l’impianto petrolifero a imporre vincoli, divieti e limitazioni. La questione non viene letta soltanto come un problema tecnico di protezione civile, ma come l’ennesima dimostrazione di una contraddizione mai risolta: da una parte il rilancio del lungomare, il Piano spiaggia, la vocazione turistica; dall’altra un impianto industriale che continua a determinare scelte urbanistiche, viabilità e accesso al mare.
Le opposizioni incalzano il Comune
Sul fronte politico, le opposizioni comunali sono già sul piede di guerra. La consigliera Carmen Corrado, di Forza Italia, ha chiesto chiarimenti sul Piano in Commissione Lavori pubblici, senza però ottenere risposte considerate soddisfacenti. Sulla stessa linea il consigliere Antonio Schiavello, di Fratelli d’Italia, che ha manifestato forte malumore ricordando di avere già presentato interrogazioni specifiche sia in Commissione Lavori pubblici sia in Commissione Urbanistica. “Presenterò un’ulteriore interrogazione nel prossimo Consiglio comunale – ha affermato Schiavello – in quanto si parla costantemente di rilancio turistico, ma si rischia di vietare l’accesso al nostro litorale proprio quando siamo in procinto di approvare il Piano spiaggia”.
Romeo: “Misure ineludibili per la sicurezza pubblica”
Il sindaco Enzo Romeo prova a tenere insieme due piani diversi: da una parte l’applicazione delle misure contenute nel Piano, dall’altra l’obiettivo politico della delocalizzazione dello stabilimento. Il primo cittadino ha spiegato che le prescrizioni previste sono ineludibili, perché collegate alla tutela della sicurezza pubblica. “L’attuazione delle prescrizioni legate al Piano di emergenza esterno – dichiara il primo cittadino – costituisce un adempimento tecnico e giuridico del tutto ineludibile. Parliamo di misure nate dalla necessità oggettiva di garantire la massima sicurezza pubblica in un’area caratterizzata dalla presenza storica di serbatoi di stoccaggio carburanti“.
Romeo richiama il proprio ruolo di autorità locale di protezione civile e chiarisce che il Comune non avrebbe margini per sottrarsi all’applicazione delle misure: “Dinanzi a un simile scenario, la massima autorità locale di Protezione civile non ha margini di discrezionalità o di elusione: a questa soluzione tecnica ci si è dovuti necessariamente adeguare, ponendo l’incolumità dei nostri concittadini al di sopra di ogni altra valutazione“. Romeo rivendica anche la scelta dell’Amministrazione di affrontare un dossier che, a suo dire, per anni sarebbe stato rinviato. “Se in passato altre amministrazioni hanno preferito rinviare la questione, lavandosene le mani in modo pilatesco per evitare scelte complesse, questa Amministrazione ha deciso di affrontare la realtà con senso di responsabilità e rispetto delle norme“.
Il primo cittadino richiama poi la delibera approvata all’unanimità dal Consiglio comunale sulla delocalizzazione degli impianti, definendola il faro che dovrebbe orientare tutte le forze politiche del territorio. “Dispiace constatare che, di fronte all’applicazione pratica di tutele imprescindibili, alcune componenti politiche – segnatamente le forze di opposizione – sembrino smarrire la necessaria coerenza istituzionale. Cavalcare in chiave populistica il disagio dei cittadini, esasperando e radicalizzando una situazione oggettivamente delicata e complessa, non giova a nessuno e rischia solo di rallentare i processi positivi già avviati“.
Delocalizzazione e concessione: il dossier resta aperto
La partita vera, secondo il sindaco, resta quella della delocalizzazione della Meridionale Petroli. Romeo ricorda il percorso già avviato con gli enti sovraordinati, a partire dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall’Autorità di sistema portuale, e rivendica come primo risultato politico la riduzione della concessione demaniale. “L’attenzione di questa amministrazione verso l’obiettivo finale è reale, concreta e pratica. Lo dimostra il primo, importantissimo risultato politico ottenuto: la riduzione della concessione a soli quattro anni. È questo l’atto concreto che pone le basi reali e giuridiche per rendere effettivo il futuro trasferimento dei serbatoi, sbloccando una situazione di stallo che durava da decenni“. Per Romeo, dunque, la corsia di emergenza e le restrizioni alla viabilità rappresentano una misura necessaria nell’immediato, ma non devono oscurare l’obiettivo finale. “Questa è la vera battaglia di tutti, finalizzata a restituire dignità al nostro litorale e a porre le fondamenta per un autentico e duraturo sviluppo turistico della nostra frazione marina“.









