21 Luglio 2026
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Inchiesta Equalize, la Procura chiede il processo per 74 imputati: la rete dei dossier e oltre ottocento vip coinvolti

La rete dei dosieraggi si allarga: spuntano manager di primo piano, imprenditori e vip. Oltre ottocento le parti offese nel vasto mercato parallelo delle informazioni riservate

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A quasi due anni dall’esplosione dell’inchiesta sull’agenzia investigativa Equalize, la Procura di Milano, guidata da Marcello Viola, ha depositato una maxi richiesta di rinvio a giudizio per 74 imputati nel filone incentrato sui cosiddetti “clienti”. Tra le persone coinvolte figurano l’ex titolare dell’agenzia Enrico Pazzali, l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, il banchiere Matteo Arpe, Leonardo Maria Del Vecchio, Giacomo Tortu e Stefano Speroni, direttore affari legali di Eni. L’indagine, coordinata dai pm Eugenio Fusco, Francesco De Tommasi e dai magistrati della Dna Antonello Ardituro e Barbara Sargenti con il supporto del Ros dei Carabinieri, ha fatto emergere un imponente mercato parallelo di dossieraggi e accessi abusivi alle banche dati strategiche dello Stato.

Manager, banchieri e volti noti: i clienti

Il secondo filone d’indagine accende i riflettori su una fitta rete di committenti e su una “molteplicità di società” in tutta Italia che si scambiavano informazioni riservate. Tra i 74 imputati compaiono manager di primo piano appartenenti a multinazionali e grandi aziende come Erg, Heineken e Barilla. Il quadro accusatorio, che conta 102 imputazioni in questo troncone, delinea un sistema in cui i report illeciti venivano commissionati per molteplici scopi, sfruttando operatori infedeli delle forze dell’ordine capaci di estrarre dati sensibili in cambio di poche centinaia di euro.

Oltre ottocento vittime tra vip, attori e sportivi

L’inchiesta ha censito ben 832 presunte vittime i cui dati personali e riservati sono stati illecitamente “esfiltrati” da banche dati strategiche come il sistema Serpico. Nella lista delle parti offese figurano personaggi noti del mondo dello spettacolo, del giornalismo e dello sport, tra cui Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, il velocista Marcell Jacobs, l’archistar Stefano Boeri e Paolo Scaroni. L’indagine ha inoltre fatto luce su episodi specifici, come il dossieraggio ai danni di Jacobs, che sarebbe stato commissionato dal fratello del compagno di staffetta Giacomo Tortu (del tutto estraneo ai fatti) e pagato 10 mila euro in contanti, e la vicenda delle chat manipolate che coinvolge Boeri.

Stralci e patteggiamenti: i prossimi passi processuali

Mentre la posizione del generale della Guardia di Finanza Cosimo di Gesù è stata trasmessa per competenza territoriale alla Procura di Roma, sei indagati hanno raggiunto accordi per il patteggiamento. Tra questi figura Pierfrancesco Barletta, ex socio di minoranza di Equalize, la cui prima contestazione è stata giudicata infondata dagli inquirenti, mentre la seconda è stata derubricata a tentativo di accesso abusivo, definita con l’applicazione di una pena pecuniaria. Questa nuova richiesta di rinvio a giudizio si unisce alla prima tranche depositata ad aprile (che vedeva 13 persone e 202 imputazioni, tra cui lo stesso Pazzali). Le due posizioni confluiranno davanti al GUP per l’udienza preliminare, il cui avvio è previsto per il mese di ottobre.

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