6 Settembre 2026
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Vibo Valentia, un anno senza Francesco: le ombre sulla tragedia del Parco urbano e i nodi dell’inchiesta

Un anno dopo l'incidente che costò la vita al bimbo di tre anni, restano aperte le domande su controlli, responsabilità e gestione dei cantieri comunali

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Un anno fa la comunità di Vibo Valentia veniva sconvolta da un evento drammatico all’interno del Parco urbano di Moderata Durant. Il 5 settembre 2025 il piccolo Francesco Mirabelli, di soli tre anni e mezzo, rimaneva schiacciato dalla pesante trave di una struttura fitness.
Dopo i disperati interventi chirurgici all’ospedale Jazzolino e il trasferimento d’urgenza al Bambino Gesù di Roma, il bambino si spegneva pochi giorni dopo. A dodici mesi di distanza, il cordoglio si intreccia con la necessità primaria di fare piena luce sulle responsabilità.

Un anniversario amaro tra il dolore della famiglia e i tempi della giustizia

L’inchiesta della Procura prosegue il proprio iter per ricostruire lo stato di conservazione della struttura, le procedure di collaudo e le eventuali imprudenze. Per gli inquirenti si tratta di accertamenti tecnici e perizie complesse, ma per i familiari il trascorrere del tempo rappresenta un’attesa logorante.
La domanda di fondo rimane inevasa: com’è stato possibile che un’attrezzatura installata in una zona ludica pubblica si trasformasse in una trappola mortale?
I soccorsi tempestivi e la mobilitazione della città, culminata con il lutto cittadino durante i funerali, non cancellano il dato centrale di una vicenda che richiede risposte chiare da parte della magistratura.

Le irregolarità nel cantiere da 350 mila euro e la riapertura del parco

Il piano giudiziario si incrocia direttamente con i provvedimenti amministrativi. A due mesi dal dramma, il Comune ha disposto la revoca dell’affidamento dei lavori di riqualificazione dell’area verde (dal valore di circa 350 mila euro), contestando gravi inadempienze sia al responsabile unico del procedimento sia alla direzione dei lavori. La determinazione dell’ente ha evidenziato ufficialmente “gravi irregolarità nell’esecuzione dell’intervento”.
Il Parco urbano è rimasto sotto sequestro per oltre tre mesi, venendo riaperto alla cittadinanza soltanto il 3 gennaio 2026 a seguito degli interventi di messa in sicurezza e delle verifiche idoneative.

La gestione dei parchi giochi e la necessità di controlli continui

La ricorrenza ha riacceso i riflettori sulle condizioni generali degli spazi ricreativi della città. Recenti ricognizioni sul territorio hanno documentato criticità diffuse nelle strutture e nelle recinzioni, da piazza Spogliatore a piazza Annarumma, segnalando l’esigenza di interventi manutentivi tempestivi ed eliminazione degli elementi di rischio.
Sull’onda delle criticità emerse, l’amministrazione ha predisposto un piano triennale 2026-2028 “destinato alla verifica, al controllo e alla manutenzione delle attrezzature dei parchi giochi”. Una misura necessaria che tuttavia non può prescindere dall’accertamento di quanto accaduto in passato: chiarire chi dovesse vigilare prima di quel tragico 5 settembre resta un dovere primario per impedire che la memoria del piccolo Francesco rimanga confinata tra le carte di un faldone giudiziario.

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