6 Settembre 2026
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Legge sugli idonei ridotta a 12 mesi, rivolta contro il centrodestra: “Ci avete tradito”

Gli emendamenti alla proposta della Lega limitano a 12 mesi l'applicazione delle nuove regole sullo scorrimento delle graduatorie. I comitati degli idonei attaccano anche l'opposizione: "Testo originale svuotato"

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La proposta di legge regionale sul reclutamento nella Pubblica amministrazione, nata con l’obiettivo di favorire lo scorrimento delle graduatorie degli idonei prima dell’indizione di nuovi concorsi, cambia volto e scatena la protesta di chi da mesi ne attende l’approvazione. Il punto che fa esplodere il caso politico è contenuto negli emendamenti presentati dal consigliere regionale della Lega Gianpaolo Bevilacqua e sottoscritti dal consigliere Marco Polimeni. La modifica più rilevante stabilisce infatti che “i principi e le modalità di scorrimento delle graduatorie previste nella presente legge verranno applicati per un periodo pari a 12 mesi dalla sua entrata in vigore, salvo ulteriori proroghe“. Una previsione che restringerebbe quindi a un solo anno l’orizzonte temporale della norma e che ha contribuito, nel corso della seduta di venerdì, al rinvio dell’esame del provvedimento nella prima commissione del Consiglio regionale.

La legge sugli idonei cambia strada

La proposta era stata presentata come un intervento destinato a incidere sulle modalità di reclutamento della Regione e degli enti interessati, dando priorità, nei limiti previsti, allo scorrimento delle graduatorie ancora vigenti rispetto alla pubblicazione di nuovi bandi. Il percorso legislativo, però, si è progressivamente complicato tra dubbi normativi, valutazioni politiche ed emendamenti. La scelta di prevedere una durata iniziale di appena dodici mesi viene adesso considerata dai rappresentanti degli idonei una modifica capace di ridimensionare profondamente la portata del testo iniziale. A guidare la contestazione è l’avvocato Luana Tassone, presidente nazionale del Gruppo idonei concorsi. “Attraverso gli emendamenti presentati dal consigliere Gianpaolo Bevilacqua (Lega) sottoscritti dal consigliere Polimeni, il testo originale della proposta è stato letteralmente svuotato di ogni efficacia vincolante, riducendo un’iniziativa potenzialmente storica a una scatola vuota, del tutto inutile e ridicola“, afferma Tassone.

Tassone: “Uno scadenzario a tempo”

La presidente del Gruppo idonei concorsi parla apertamente di una “presa in giro” e contesta soprattutto il limite temporale previsto dall’emendamento. Secondo Tassone si tratterebbe di “un vero e proprio ‘scadenzario’ a tempo: si finge di approvare una norma pro-idonei per poi vederla scadere un anno dopo, mentre nel frattempo tutte le graduatorie vigenti lasceranno scadere i propri termini di validità, condannando centinaia di professionisti all’oblio“.

Una critica che si sposta immediatamente dal piano tecnico a quello politico. “Le forze di maggioranza, in primis Forza Italia e Fratelli d’Italia, non hanno alcuna intenzione di avvalorare le competenze certificate da concorsi pubblici“, sostiene il Comitato, annunciando una possibile risposta anche nelle urne. “Utilizzeremo l’unico strumento sovrano in nostro possesso: il voto. Alle prossime scadenze elettorali, convoglieremo le nostre legittime aspettative e i nostri pacchetti di voti verso chi dimostrerà nei fatti, e non con leggi-truffa temporanee di 12 mesi, di voler restituire dignità alle competenze“. Parole durissime, che rappresentano la posizione del Comitato e che trasformano una discussione legislativa in un caso destinato a pesare anche sul terreno politico.

L’appello per le suppletive di Reggio: “Bocciare entrambi gli schieramenti

Sulla vicenda interviene anche Sandra De Luca, per gli Idonei Calabria Pubblica amministrazione, che collega direttamente la protesta alle prossime elezioni suppletive di Reggio Calabria. “Ha ragione Luana Tassone. L’unica arma che abbiamo è il voto. La maggioranza, soprattutto Lega e Forza Italia, ci ha tradito sulla legge sugli idonei. E il centrosinistra è vergognosamente acquiescente”, afferma.

Da qui l’invito rivolto agli elettori interessati dalla consultazione reggina. “Per questo invitiamo i nostri amici di Reggio Calabria, dove si vota per le suppletive, a bocciare entrambi gli schieramenti. Non è possibile prendere in giro così centinaia di persone. È vergognoso pensare che abbiamo l’anello al naso“. Nel mirino finisce direttamente l’emendamento. “L’emendamento Bevilacqua-Polimeni cancella tutto. Con un totale disinteresse verso di noi. Per questo chiediamo una risposta democratica. Avevamo fiducia e ci hanno tradito“.

Comitato PA Calabria: “La proposta trasformata in una barzelletta

Ancora più netto il Comitato PA Calabria, che chiama direttamente in causa Bevilacqua e Polimeni. “L’onorevole Bevilacqua ha trasformato la proposta di legge regionale sugli idonei in una barzelletta. Con un emendamento assurdo“, sostiene il Comitato. “La nuova proposta è una cosa ridicola e non risolve niente. Uno spot preparato insieme al consigliere Polimeni per prendere in giro centinaia di persone“. Il Comitato domanda quindi pubblicamente quale sia la posizione degli altri esponenti della Lega che avevano sostenuto il percorso della proposta. “Che ne dice l’onorevole Simona Loizzo, che aveva presentato in pompa magna la legge? Che ne dice l’onorevole Orlandino Greco, che fa parte della Lega e che presiede la commissione?“.

“Meglio ritirarla che approvarla così”

Per il Comitato, nella sua attuale formulazione il provvedimento avrebbe perso la funzione per la quale era stato inizialmente sostenuto dagli idonei. “Piuttosto che approvare una legge del genere è meglio che non facciano niente. Prendono in giro le persone senza ritegno e senza un minimo di sensibilità. Abbiano almeno il pudore di ritirare tutto o di cambiare“. E anche in questo caso la contestazione si allarga al centrosinistra, accusato di non aver assunto una posizione sufficientemente netta. “E non si lamentino se poi si estingueranno politicamente. Grave anche che il centrosinistra non dica niente“.

Una partita politica ancora aperta

La proposta, dunque, resta congelata in commissione e la partita non può considerarsi chiusa. Gli emendamenti dovranno essere esaminati e il testo potrà ancora essere modificato prima dell’eventuale approdo definitivo in Consiglio regionale.Ma il dato politico è ormai evidente: quello che doveva essere un provvedimento capace di offrire una risposta a centinaia di idonei inseriti nelle graduatorie pubbliche si è trasformato in un terreno di scontro tra comitati e Palazzo Campanella. E il limite dei 12 mesi è diventato il simbolo della protesta. Per gli idonei non si tratta soltanto della durata di una norma: è il confine tra una legge considerata realmente utile e un intervento che, così come modificato, giudicano incapace di garantire quella prospettiva sulla quale avevano riposto le proprie aspettative.

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