Un simbolo permanente contro la violenza di genere entra nel cuore dell’istituzione locale per mantenere i riflettori accesi su un’emergenza sociale che continua a colpire il territorio. Presso il Palazzo della Provincia di Cosenza si è tenuta la cerimonia ufficiale per la collocazione stabile di una “scarpetta rossa”, opera d’arte donata e promossa dal consigliere provinciale Antonio Uva. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione del presidente dell’ente Biagio Faragalli, assume una rilevanza e una drammaticità ancora più profonde all’indomani del recente tentato femminicidio consumatosi a Terranova da Sibari, nel Cosentino, dove la ventottenne Maria Ida Santopaolo è stata aggredita e accoltellata da un coetaneo. La presenza della giovane donna alla manifestazione ha trasformato l’evento istituzionale in un momento di fortissimo impatto civile e di aperta testimonianza.
La testimonianza della sopravvissuta: “Un punto di partenza“
Maria Ida Santopaolo, visibilmente commossa ma determinata, ha voluto presenziare all’installazione per trasformare il proprio dramma personale in un messaggio di speranza e di reazione collettiva per tutte le vittime che non hanno avuto la possibilità di difendersi.
“Mi sento una responsabilità verso tutte le donne – ha detto Maria Santopaolo – che purtroppo non ce l’hanno fatta e non hanno avuto la mia stessa fortuna nella sfortuna, nel senso di essere viva e di essere qui a portare avanti questo messaggio. Tutti questi gesti sono un punto di partenza, sperando che si possa anche fare qualcosa di più concreto per la sicurezza e il sostegno delle donne!.
Le parole della ventottenne hanno richiamato la necessità urgente di passare dalle cerimonie simboliche a interventi strutturali e normativi capaci di blindare la sicurezza delle donne esposte a potenziali vendette o aggressioni.
Il ruolo politico della Provincia e il monito del presidente Faragalli
Il presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, ha raccolto l’appello della vittima rimarcando la centralità delle istituzioni nella prevenzione e nel contrasto ai reati di genere, esprimendo inoltre una netta presa di posizione politica.
“È un fenomeno – ha spiegato Faragalli – che va seguito e punito, non credo possa passare in secondo piano. Personalmente prendo tutte le dovute distanze da quelle forze politiche che, a livello nazionale, la pensano in maniera diversa. Oggi abbiamo voluto dare un segnale importante perché la Provincia ha un ruolo istituzionale e politico che mette al centro 150 comuni”.
Secondo la presidenza dell’ente, la capillarità territoriale della Provincia deve diventare il canale privilegiato per diffondere una cultura del rispetto e del supporto psicologico e legale, coordinando le reti di ascolto diffuse nei piccoli e grandi centri del comprensorio cosentino.










