6 Luglio 2026
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Violenza di genere, una “scarpetta rossa” permanente alla Provincia di Cosenza dopo il caso di Terranova da Sibari

Cerimonia per l'installazione del simbolo della lotta ai femminicidi. Presente la ventottenne Maria Ida Santopaolo, sopravvissuta a un brutale accoltellamento: "Ho la responsabilità di testimoniare per chi non ce l'ha fatta"

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Un simbolo permanente contro la violenza di genere entra nel cuore dell’istituzione locale per mantenere i riflettori accesi su un’emergenza sociale che continua a colpire il territorio. Presso il Palazzo della Provincia di Cosenza si è tenuta la cerimonia ufficiale per la collocazione stabile di una “scarpetta rossa”, opera d’arte donata e promossa dal consigliere provinciale Antonio Uva. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione del presidente dell’ente Biagio Faragalli, assume una rilevanza e una drammaticità ancora più profonde all’indomani del recente tentato femminicidio consumatosi a Terranova da Sibari, nel Cosentino, dove la ventottenne Maria Ida Santopaolo è stata aggredita e accoltellata da un coetaneo. La presenza della giovane donna alla manifestazione ha trasformato l’evento istituzionale in un momento di fortissimo impatto civile e di aperta testimonianza.

La testimonianza della sopravvissuta: “Un punto di partenza

Maria Ida Santopaolo, visibilmente commossa ma determinata, ha voluto presenziare all’installazione per trasformare il proprio dramma personale in un messaggio di speranza e di reazione collettiva per tutte le vittime che non hanno avuto la possibilità di difendersi.

“Mi sento una responsabilità verso tutte le donne – ha detto Maria Santopaolo – che purtroppo non ce l’hanno fatta e non hanno avuto la mia stessa fortuna nella sfortuna, nel senso di essere viva e di essere qui a portare avanti questo messaggio. Tutti questi gesti sono un punto di partenza, sperando che si possa anche fare qualcosa di più concreto per la sicurezza e il sostegno delle donne!.

Le parole della ventottenne hanno richiamato la necessità urgente di passare dalle cerimonie simboliche a interventi strutturali e normativi capaci di blindare la sicurezza delle donne esposte a potenziali vendette o aggressioni.

Il ruolo politico della Provincia e il monito del presidente Faragalli

Il presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, ha raccolto l’appello della vittima rimarcando la centralità delle istituzioni nella prevenzione e nel contrasto ai reati di genere, esprimendo inoltre una netta presa di posizione politica.

“È un fenomeno – ha spiegato Faragalli – che va seguito e punito, non credo possa passare in secondo piano. Personalmente prendo tutte le dovute distanze da quelle forze politiche che, a livello nazionale, la pensano in maniera diversa. Oggi abbiamo voluto dare un segnale importante perché la Provincia ha un ruolo istituzionale e politico che mette al centro 150 comuni”.

Secondo la presidenza dell’ente, la capillarità territoriale della Provincia deve diventare il canale privilegiato per diffondere una cultura del rispetto e del supporto psicologico e legale, coordinando le reti di ascolto diffuse nei piccoli e grandi centri del comprensorio cosentino.

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