Sette gol incassati in quattro partite e solo due reti messe a segno: i numeri certificano il momento “no” del Catanzaro. Una flessione fatta di errori individuali, appannamento atletico e un pizzico di sfortuna, che stride con il ricordo delle cinque vittorie consecutive infilate prima della sosta. I valori tecnici restano, ma per invertire la rotta Aquilani deve aggrapparsi a chi ha ancora benzina nel serbatoio: Pittarello e Liberali su tutti, insieme a Petriccione e D’Alessandro.
Amnesie fatali e reattività cercasi
Le due reti concesse al Sudtirol, nate incredibilmente da rimesse laterali, hanno evidenziato una preoccupante fragilità. Il secondo gol, con tre difensori anticipati in velocità e nello stacco aereo, ha irritato Aquilani. Il paradosso è che la strategia dei biancorossi era nota: la colpa è non averne pareggiato la reattività. Resta da capire se si tratti di un calo fisico o di un appagamento mentale dettato da una classifica comunque rassicurante. I giallorossi hanno prodotto 21 tiri (7 nello specchio), vedendosi negare il gol da un salvataggio sulla linea su Pittarello, ma la sensazione di pericolosità complessiva è parsa lontana dai giorni migliori.
Il dilemma Iemmello e il fattore Pittarello
Pietro Iemmello sta accentuando la tendenza a giocare come regista aggiunto. Se il colpo di tacco che ha innescato Liberali per il momentaneo 1-1 è una perla di classe, il capitano finisce per allontanarsi troppo dall’area avversaria. È un limite in questa fase: Iemmello deve tornare a trascinare la squadra sotto porta per non lasciare tutto il peso del reparto sulle spalle di Pittarello. Quest’ultimo, con quattro reti, ha già raddoppiato lo score dello scorso torneo, ma resta un attaccante che lavora per i compagni più che un implacabile finalizzatore.
Mercato e rotazioni: l’ombra di Pandolfi
Mentre i titolari storici come Iemmello e Pontisso pagano la stanchezza, le alternative deludono. Di Francesco non ha convinto e Pandolfi appare ormai un corpo estraneo, desideroso di cambiare aria. Al contrario, Liberali appare sempre più maturo e coinvolto, mentre si attende il rientro di Cisse, galvanizzato dalla “scocca milanista” dopo le visite mediche in Lombardia (al Catanzaro andrà un premio di valorizzazione a fine stagione).
Il ds Polito è già all’opera per ridisegnare la rosa: si cerca una punta per sostituire il partente Pandolfi, si lavora alla cessione di Oudin e resta possibile l’addio di Di Chiara. Sabato contro la Reggiana non saranno ammessi altri alibi.








