Il verdetto più dolce per il Catanzaro arriva al termine di novantasei minuti di pura sofferenza agonistica sul prato del “Renzo Barbera”. I giallorossi scrivono un altro capitolo di una storia straordinaria: perdono 2-0 contro il Palermo ma staccano il pass per giocarsi la finale contro il Monza che vale la serie A. Una prestazione epica che dimostrano una personalità ed un carattere assoluti frutto di un lavoro impeccabile di Alberto Aquilani che ha assemblato giornata dopo giornata una meccanismo assolutamente perfetto. Adesso mancano solo 180 minuti per un sogno chiamato serie A.
Aquilani conferma l’undici dell’andata
Nessuna sorpresa e massima fiducia al gruppo che ha tracciato la strada. Alberto Aquilani conferma integralmente lo stesso undici titolare protagonista della magica notte vissuta nella semifinale d’andata davanti al proprio pubblico del “Ceravolo”. Il tecnico giallorosso sceglie la via della continuità tattica per l’atto decisivo della sfida contro il Palermo, schierando Pigliacelli tra i pali protetto dal consolidato terzetto difensivo composto da Brighenti, Antonini e Cassandro. Sulle corsie esterne la spinta è affidata a Favasuli a destra e al riconfermato Alesi sul versante opposto, mentre le chiavi della mediana rimangono saldamente nelle mani di Pontisso e Petriccione. In avanti, il peso dell’attacco poggia sull’estro di capitan Iemmello e Liberali, posizionati sulla trequarti a supporto dell’unica punta Pittarello.
Avvio shock e la reazione immediata dei giallorossi
Il verdetto parziale dei primi quarantacinque minuti dello stadio “Renzo Barbera” fissa il punteggio sull’1-0 in favore del Palermo, ma la fotografia del match racconta una storia ben diversa. I padroni di casa approcciano l’incontro con una foga agonistica notevole, cercando di aggredire il Catanzaro sin dalle battute iniziali. La strategia dei siciliani paga i suoi frutti dopo appena tre minuti di gioco, capitalizzando al massimo una palla inattiva calciata da Palumbo: l’attaccante Pohjanpalo è lesto a sfuggire alla marcatura di Favasuli e a superare Pigliacelli per il vantaggio rosanero.
La rete subita a freddo avrebbe potuto tagliare le gambe a chiunque, ma le Aquile dimostrano la tempra delle grandi squadre, catapultandosi in avanti con immediata pericolosità e assumendo il pieno controllo del baricentro. Già al quinto minuto Pittarello scalda i guantoni di Joronen, costretto a un intervento provvidenziale. Pochi istanti più tardi è Iemmello a mettere paura alla retroguardia avversaria con un destro insidioso da fuori area che si spegne a fil di palo. Il forcing calabrese produce la chance più nitida dell’incontro all’undicesimo minuto, quando un preciso piattone destro a colpo sicuro viene disinnescato dall’estremo difensore di casa con un autentico miracolo.
Catanzaro con tanta personalità
Il Catanzaro impone la propria identità e comanda le geometrie del gioco con evidente personalità. Di contro, il Palermo è costretto a rintanarsi sotto la linea del pallone, serrando i ranghi e attendendo il momento propizio per innescare le ripartenze. Qualche inevitabile sbavatura in fase di costruzione da parte giallorossa concede ai rosanero lo spazio per contropiedi potenzialmente pericolosi con Ranocchia e Johnsen, che tuttavia non riescono a inquadrare lo specchio della porta. I brividi maggiori per la difesa delle Aquile arrivano al trentaseiesimo, quando Pigliacelli manca la presa in area su un cross teso dalla destra di Le Douaron, ma Pohjanpalo non riesce ad approfittarne a porta vuota.
Per disinnescare la pressione ambientale, la formazione di Aquilani sceglie la via di un prolungato possesso palla, congelando i ritmi e tenendo i siciliani lontani dalla propria area di rigore. In pieno recupero, l’orgoglio del Catanzaro si materializza in una potente punizione di Pontisso che fa venire i brividi a Joronen. L’unica vera nota stonata sui titoli di coda del primo tempo è però l’infortunio capitato a Favasuli: l’esterno destro è stato costretto a rimanere a bordocampo per tutti i sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara a causa di una dolorosa botta al naso rimediata in un contrasto con Johnsen, lasciando i suoi temporaneamente in dieci uomini prima del rientro negli spogliatoi.
Palo di Palumbo e miracoli di Pigliacelli: l’assedio rosanero
Il secondo tempo si apre sulla falsariga della prima frazione, con il Palermo proiettato in avanti alla ricerca del raddoppio. La pressione dei siciliani si fa asfissiante già al quarantottesimo minuto, quando Palumbo inventa una splendida coordinazione al volo di destro, quasi in semirovesciata, stampando il pallone sul palo a Pigliacelli battuto. L’estremo difensore giallorosso diventa il grande protagonista del match pochi istanti dopo, distendendosi in tuffo per disinnescare un fendente mancino dal limite dell’area scagliato da Ranocchia.
Aquilani prova a correre ai ripari inserendo l’esperienza di Di Francesco per Liberali e irrobustendo la mediana con Pompetti al posto di Iemmello, ma l’inerzia resta saldamente nelle mani dei padroni di casa. Al cinquantanovesimo minuto Johnsen si libera magnificamente in area di rigore, ma trova ancora una volta la respinta di piede di un favoloso Pigliacelli. La risposta calabrese è affidata proprio a Di Francesco, il quale impegna Joronen con un meraviglioso tiro a giro indirizzato verso il secondo palo.
Fiammate giallorosse e il finale infuocato siglato Rui Modesto
Con il passare dei minuti il Catanzaro fallisce le occasioni per chiudere definitivamente i conti in contropiede. Al settantacinquesimo Favasuli calcia alto da ottima posizione sopra la traversa, mentre a sei minuti dal termine un contropiede orchestrato da Di Francesco e Pittarello sfuma per l’uscita tempestiva del portiere di casa.
Quando la qualificazione sembra ormai in cassaforte, il match si riapre improvvisamente all’ottantanovesimo minuto: Ranocchia disegna un cross perfetto dalla trequarti per l’inserimento di Rui Modesto, che trafigge Pigliacelli con un preciso piattone al volo di destro, regalando ai suoi sei minuti di speranza nel recupero. Nei concitati sgoccioli di gara saltano i nervi: il Palermo resta in dieci uomini a causa dell’espulsione diretta comminata a Pierozzi per un brutto fallo da dietro ai danni di Pittarello, mentre l’arbitro Marcenaro estrae il cartellino giallo per Di Francesco e Pontisso. Al triplice fischio esplode la gioia dei calabresi, mentre il pubblico di Palermo tributa un lunghissimo e caloroso applauso a Filippo Inzaghi e ai suoi giocatori per l’impresa sfiorata.
Rissa sugli spalti tra dirigenti del club calabrese e tifosi
Durante la partita è scoppiata una rissa all’interno della tribuna autorità del Renzo Barbera. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero stati coinvolti alcuni dirigenti e giocatori del Catanzaro presenti in tribuna. Tra i presenti ci sarebbe stato anche il direttore sportivo Ciro Polito. Non sono ancora chiari i motivi che hanno portato al parapiglia. La situazione sarebbe rapidamente degenerata: inizialmente è intervenuto il personale della tribuna autorità insieme agli steward, ma senza riuscire a riportare la calma.








