Il Catanzaro torna da Genova con una sconfitta che lascia più di un rimpianto. Il 2-1 contro la Sampdoria arriva al termine di una partita nella quale le Aquile avevano mostrato buone cose, soprattutto nel primo tempo, ma senza riuscire a capitalizzare i momenti favorevoli. E anche quando i blucerchiati sono rimasti in dieci uomini, la squadra di Giorgio Gorgone non ha trovato il modo di evitare il ko.
Il gol decisivo di Begic, arrivato dopo un errore della retroguardia giallorossa, ha fatto saltare definitivamente l’equilibrio. Per il tecnico, però, il problema non riguarda soltanto l’episodio finale. Dopo cinque giornate, Gorgone chiede alla squadra un salto di qualità sul piano dell’intensità, della continuità e della capacità di leggere le diverse fasi della partita.
Il rammarico del tecnico: “Serve diventare anche qualcos’altro”
La partita di Genova ha riproposto un tema che il Catanzaro si porta dietro dall’inizio del campionato: prestazioni a tratti convincenti, ma un rendimento in termini di punti che non rispecchia quanto mostrato sul campo.
Gorgone non nasconde la propria amarezza e invita la squadra a prendere atto del segnale arrivato dalle prime cinque giornate.
“Questa squadra deve veramente alzare le antenne, perché le buone partite e i buoni 50-60 minuti, a quanto pare, non bastano più”, ha sottolineato l’allenatore.
Il tecnico guarda anche al proprio operato e non si sottrae alla necessità di interrogarsi sulle difficoltà emerse in questo avvio di stagione. “Se è capitato almeno tre o quattro volte su cinque e non ci facciamo delle domande, non ci poniamo qualche dubbio, sarebbe un po’ stupido”, ha ammesso.
Dalla buona prima frazione alla rimonta della Sampdoria
Eppure, almeno per un tempo, il Catanzaro aveva dato l’impressione di poter gestire la gara. I giallorossi hanno chiuso la prima frazione in vantaggio e, secondo Gorgone, avevano risposto con personalità alle iniziative della formazione ligure.
“Tanta delusione e tanta amarezza per come è finita questa partita”, ha spiegato il tecnico. “Secondo me avevamo fatto un buon primo tempo, abbiamo ribattuto colpo su colpo contro una squadra che comunque ha delle qualità”.
Il passaggio dalla prima alla seconda frazione ha però cambiato l’inerzia dell’incontro. Per Gorgone, il Catanzaro avrebbe dovuto affrontare diversamente i primi minuti della ripresa, quando la Sampdoria ha aumentato la pressione.
“Dovevamo rientrare nel secondo tempo in un modo diverso”, ha osservato l’allenatore, riconoscendo anche una responsabilità sul primo gol subito: “Abbiamo fatto un errore anche sul primo gol”.
La Samp resta in dieci, ma il Catanzaro non affonda
L’espulsione di Abildgaard al 64′ sembrava poter offrire alle Aquile una nuova opportunità. Con la Sampdoria costretta a giocare in inferiorità numerica, Gorgone avrebbe voluto vedere maggiore rapidità nella circolazione del pallone.
“Quando sono rimasti in dieci era ovvio che si chiudessero e rimanessero bassi. Dovevamo essere più veloci a far girare la palla”, ha spiegato.
La chance per riportarsi avanti è arrivata con Pecorino, ma il Catanzaro non è riuscito a sfruttarla. “L’occasione sarebbe capitata, come è successo a Pecorino all’ottantesimo. Non siamo stati fluidi e veloci in quel momento della gara, però eravamo in controllo”, ha aggiunto Gorgone.
Il gol di Begic e l’errore che decide la partita
Quando il pareggio sembrava ormai indirizzare la gara verso un punto per parte, è arrivato l’episodio che ha deciso il match.
Un errore della difesa giallorossa ha spalancato la strada a Begic, autore del gol del definitivo 2-1. Per Gorgone si tratta di un episodio particolarmente pesante, capace di vanificare quanto costruito dalla squadra.
“L’ultimo episodio è stato un infortunio clamoroso che ha indirizzato la fine della partita”, ha commentato il tecnico. “C’è molto dispiacere e molta amarezza, perché alla fine sono i gol e il risultato a spostare tutto”.
Una fotografia che, secondo l’allenatore, sintetizza bene il problema del Catanzaro in questo inizio di stagione: giocare bene non è sufficiente se nei momenti decisivi non arriva la necessaria concretezza.
Il messaggio ai tifosi arrivati a Genova
Nel post-partita c’è spazio anche per i sostenitori del Catanzaro, presenti in massa sugli spalti e capaci di applaudire la squadra nonostante la sconfitta.
“Mi dispiace molto, i nostri tifosi si sentivano”, ha detto Gorgone, sottolineando il dispiacere per non essere riusciti a regalare loro un risultato positivo.
Il tecnico non mette in discussione l’impegno della squadra, ma chiede qualcosa in più nella gestione dei momenti decisivi. “L’impegno ovviamente c’è, però dobbiamo capire che a un certo punto bisogna diventare anche qualcos’altro”.
Il concetto viene ribadito con ancora maggiore chiarezza: “Se pensiamo che bastino delle buone cose per vincere le partite, queste cinque gare hanno detto il contrario”.
Intensità e condizione fisica: “C’è da pedalare”
La pausa rappresenta ora un’occasione per lavorare sugli aspetti che il tecnico considera prioritari. Tra questi c’è anche la condizione fisica di alcuni elementi della rosa.
“Ci sono dei ragazzi che devono iniziare a spingere”, ha affermato Gorgone. Il calcio, secondo l’allenatore, richiede “correre tanto, avere intensità e stare bene fisicamente”.
Un messaggio diretto alla squadra, accompagnato però dalla precisazione che non si tratta di attribuire responsabilità per quanto accaduto in precedenza: “Non sono colpevoli di situazioni pregresse, però oggi bisogna stare bene fisicamente”.
La conclusione è un invito al lavoro: “Quindi c’è da pedalare, c’è da lavorare e c’è da essere lucidi”.
Cinque giornate e un campanello d’allarme
Il dato che preoccupa maggiormente Gorgone resta quello della distanza tra le prestazioni e i risultati ottenuti. I complimenti ricevuti per alcune partite non possono diventare un alibi se alla fine il bottino resta limitato.
“I complimenti che finiscono sempre con poco cominciano a essere un campanello d’allarme”, ha spiegato il tecnico. “Vuol dire che a questa squadra non basta fare quello che fa. A me non basta fare quello che faccio e quindi bisogna trovare soluzioni diverse”.
Il ko di Genova diventa così un ulteriore momento di riflessione per il Catanzaro, chiamato a trasformare le buone fasi di gioco in risultati e a trovare maggiore continuità nell’arco dei novanta minuti.
Gorgone, del resto, non si tira indietro e inserisce anche se stesso nel processo di analisi: “Sono sicuro che il risultato influenzi anche me”. Ma il punto, per l’allenatore, è capire rapidamente cosa non sta funzionando abbastanza. Perché dopo cinque partite, sostiene, non è più sufficiente limitarsi a constatare che la squadra ha giocato bene.













