Le ultime parole di Antonio Buscè hanno ufficialmente aperto il cantiere sul futuro in casa Cosenza, ma le fondamenta appaiono ancora fragili. Il tecnico napoletano, architetto di una stagione chiusa al quarto posto con ambizioni di promozione accarezzate a lungo, non ha nascosto le proprie intenzioni. Per proseguire il cammino in riva al Crati, Buscè vuole uno step ulteriore che colmi le divergenze con la proprietà e plachi un ambiente reso agitato dalle incertezze societarie. La squadra ha dimostrato sul campo il proprio valore, stringendo un patto di ferro già nel ritiro di Lorica, ma ora la palla passa alla dirigenza. Restare con le attuali premesse renderebbe difficile credere in un reale assalto alla Serie B, specialmente dopo una stagione priva di obiettivi dichiarati e segnata da investimenti che molti hanno giudicato insufficienti rispetto alle plusvalenze generate dalle cessioni di pedine chiave.
Il mercato delle uscite e l’ombra del ridimensionamento
Se il futuro della panchina è un rebus, quello della rosa non è da meno. Le manovre estive sembrano destinate a concentrarsi più sulle partenze che sugli innesti, con i nomi di Mazzocchi e Florenzi in cima alla lista dei possibili partenti. Entrambi i calciatori guardano con interesse alla cadetteria, stimolati forse dai successi recenti di diversi ex rossoblù che hanno trovato fortuna altrove. In questo scenario si inserisce anche la situazione di Zilli, ancora di proprietà dei silani ma ormai prossimo a salutare definitivamente la Calabria. La lentezza nei tempi di programmazione del patron Eugenio Guarascio rappresenta l’ostacolo principale: il tecnico potrebbe non essere disposto ad attendere i lunghi tempi di gestazione della società, specialmente qualora dovessero pervenire offerte concrete da club di categoria superiore o da dirette concorrenti in Serie C.
L’incognita stadio e le scadenze federali imminenti
Oltre alle questioni puramente tecniche, il Cosenza deve affrontare una corsa contro il tempo sul fronte burocratico. Restano poco più di cinque settimane per adempiere a tutti gli obblighi legali ed economico-finanziari necessari per l‘iscrizione al prossimo campionato. Il termine perentorio è fissato per il 16 giugno, data entro la quale dovrà essere presentata alla Figc la documentazione relativa alla disponibilità dell’impianto sportivo rilasciata dal Comune. Al momento, l’ottenimento di tale dichiarazione non appare affatto scontato e rappresenta una spada di Damocle che pende sulla continuità del progetto sportivo. Il rapporto tra il patron e l’allenatore resta un altro nodo da sciogliere, date le frequenti uscite sincere del tecnico che non sempre sono state in linea con le posizioni della presidenza.







