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23 Maggio 2026
23 Maggio 2026
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Guarascio vuole l’asta al rialzo: il Cosenza Calcio non merita questo gioco al massacro

Il presidente continua a giocare al rialzo, ma ormai la città non ci sta più. L’unica mossa concreta resta nelle mani del sindaco e del Consiglio comunale, pronti a toccare la concessione dello stadio

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Non servivano grandi doti investigative per capire dove si sarebbe andati a parare. Durante l’assemblea pubblica al cinema San Nicola, tra interventi e contestazioni, era già emerso con chiarezza ciò che oggi appare conclamato: Eugenio Guarascio non intende mollare facilmente il Cosenza Calcio, e la sua strategia punta a scatenare un’asta al rialzo. Non un percorso di rilancio sportivo, non un progetto di crescita, ma un mero calcolo economico, che riduce la passione e la sofferenza di un’intera città a pedina di trattativa.

La conferma di un sospetto

Le parole e la scelta di Alfredo Citrigno, che ha annunciato il ritiro dalla trattativa dopo l’ennesimo muro alzato dal presidente, non fanno che confermare ciò che i tifosi sospettavano da tempo: Guarascio è disposto a tirare la corda all’infinito pur di monetizzare il più possibile, alimentando voci di fondi arabi, messicani e cordate fantasma. Un teatrino che offende l’intelligenza dei cosentini e, soprattutto, mina il futuro di una squadra già da troppo tempo ostaggio di una società arrembante.

L’ultima carta in mano al Comune

In questo quadro, appare evidente che l’unico soggetto in grado di tutelare la volontà popolare sia l’amministrazione comunale. Il sindaco Franz Caruso e il Consiglio Comunale non possono più limitarsi a fare da spettatori. La concessione dello stadio “San Vito-Marulla” rappresenta l’unico vero strumento di pressione: ricordare a Guarascio che la società è morosa nei confronti del Comune per cifre rilevanti significa riportare il discorso su un piano concreto, legale e amministrativo.

Una scelta politica e morale

Non è più una questione solo sportiva, ma di dignità collettiva. Cosenza ha dimostrato, sugli spalti e nelle piazze, di non riconoscersi più in questa gestione. Continuare a tollerare il gioco al rialzo di Guarascio equivale ad accettare che la città venga usata come bancomat. È qui che il sindaco e l’intero Consiglio Comunale devono assumersi la responsabilità di agire, non per sostituirsi al mercato ma per difendere la passione e la storia di un club che non appartiene a un singolo, ma a una comunità intera.

Agire o condannare il Cosenza

La verità è semplice: Guarascio a Cosenza non è più gradito. Non lo è per i tifosi, non lo è per gran parte degli imprenditori che hanno provato a costruire alternative, non lo è per la città che vede nel calcio non solo uno sport, ma identità e orgoglio. L’ultima spiaggia resta nelle mani del Comune: agire ora o condannare il Cosenza a un futuro di illusioni e baratri.

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