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12 Aprile 2026
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Reggina, parte la missione promozione. Quindici giorni per decidere un’intera stagione

Gli amaranto tornano in campo dopo la sosta con un imperativo: vincere gli scontri diretti. Dalla sfida di Barcellona Pozzo di Gotto al big match con l'Athletic Palermo, il destino passa da un finale ad eliminazione diretta.

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“Ora o forse mai più”. Non è solo un monito, ma il messaggio cristallino che il successo esterno dell’Athletic Palermo sul campo dell’Enna ha recapitato direttamente al quartier generale della Reggina. Dopo quattro giorni e mezzo di riposo, gli amaranto hanno ripreso ieri pomeriggio gli allenamenti con la consapevolezza che il tempo dei calcoli è finito. Per centrare l’obiettivo promozione, la squadra deve finalmente acquisire la capacità di vincere le partite che contano davvero, quella attitudine agli scontri diretti che è quasi sempre mancata nell’ultimo triennio.

L’illusione di Caltanissetta e la parabola discendente

Le sfide contro la Nissa nella prima parte di stagione sembravano aver tracciato una rotta diversa, segnando il momento in cui la Reggina pareva essersi trasformata in un “rullo compressore” capace di imporre la legge del più forte. Tuttavia, quel brillante successo si è rivelato un’illusione: da lì in poi, la parabola amaranto si è fatta gradualmente discendente, prima nelle prestazioni e poi nei risultati.

Proprio nel momento in cui era necessario capitalizzare il vantaggio, i meccanismi hanno iniziato a incepparsi, fino alla recente vittoria con la Sancataldese che, nelle speranze dell’ambiente, potrebbe aver aperto una nuova fase. Il finale di stagione servirà a dimostrare se quella flessione sia stata solo una coincidenza legata a un calo fisiologico o un limite strutturale.

Una classifica corta: otto gare e tre squadre da rincorrere

Nonostante il cammino accidentato, la classifica tiene ancora in corsa la Reggina, che si trova attualmente a inseguire tre formazioni: il distacco è di 3 lunghezze da Savoia e Nuova Igea Virtus, e di 4 punti dalla nuova capolista Athletic Palermo. Con 8 gare ancora da disputare e 24 punti totali a disposizione, neanche un percorso netto garantirebbe matematicamente il primato, ma vincere tutte le restanti partite alzerebbe sensibilmente le probabilità di successo.

Il calendario, del resto, prevede incroci pericolosi per le avversarie: Nissa-Athletic Palermo (22 marzo), Savoia-Nuova Igea Virtus (terzultima giornata), Athletic Palermo-Savoia (penultima giornata).

Il fattore pressione e gli scontri della verità

Dalla ripresa del campionato, ogni partita avrà il sapore di una sfida a eliminazione diretta. Il primo crocevia è fissato per domenica 15 marzo al “D’Alcontres” contro la Nuova Igea Virtus, seguito dal match interno contro i palermitani il 29 marzo. In questo scenario, “potrebbe bastare un solo scivolone per salutare i sogni di gloria”, e la squadra non potrà accampare scuse, dato che finora il campionato ha sempre concesso alla Reggina occasioni per rientrare.

Se gli amaranto non occupano oggi la vetta, la colpa risiede nel “terzo di campionato” regalato alle avversarie e nell’incapacità di graffiare nei momenti chiave: dal pareggio nello scontro diretto con il Savoia al derby con il Messina, fino alla pessima prestazione offerta a Lamezia. Il fatto di doversela giocare con realtà che non vantano il blasone, la tradizione o il bacino d’utenza di Reggio Calabria aumenta paradossalmente le difficoltà, a causa della disparità di pressioni psicologiche che gravano sulle diverse piazze.

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