30 Giugno 2026
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Silenzio Cosenza, scadono i contratti di Buscè e Roma. Salutano otto giocatori. Programmazione ferma al palo

Fase di assoluta incertezza per il club, che da oggi si ritrova ufficialmente senza guida tecnica e dirigenziale. Allarme anche per il ritiro: sfumano Lorica e Aprigliano, mentre sul futuro societario spunta l'ipotesi di una cordata legata allo storico marchio "1914"

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Si apre sotto il segno della più totale incertezza la nuova stagione del Cosenza, atteso da una vera e propria rivoluzione forzata a causa di scadenze contrattuali e trattative bloccate. La giornata odierna segna infatti il formale disimpegno delle figure chiave dell’ultimo organigramma: arrivano al capolinea i contratti del direttore sportivo Domenico Roma, del team manager Francesco Perna e del tecnico Antonio Buscè, quest’ultimo ormai promesso sposo del Pescara.

A questo immobilismo tecnico si sommano le difficoltà sul fronte della governance. La trattativa per il passaggio di mano del club con l’imprenditore Vincenzo Rota vive una fase di preoccupante stallo, senza che al momento si registrino passi in avanti concreti capaci di sbloccare la pianificazione del prossimo campionato di Serie C.

Emergenza logistica: salta anche l’ipotesi Aprigliano

A complicare ulteriormente il quadro già frammentato si aggiunge la grana legata alla sede del ritiro precampionato, con un ventaglio di opzioni che si restringe drasticamente giorno dopo giorno. Dopo il passo indietro forzato dovuto all’indisponibilità di Lorica, è ufficialmente tramontata anche la pista che portava ad Aprigliano.

La ricerca di una struttura idonea resta in salita: Castiglione Cosentino è attualmente fuori causa per lavori di ristrutturazione, mentre non trovano alcun riscontro le indiscrezioni che convergevano su Camigliatello Silano e San Giovanni in Fiore.

Rivoluzione nell’organico e fuga dei big

I riflessi di questa paralisi istituzionale si abbattono inevitabilmente sulla composizione della rosa, che perde pezzi pregiati per via dei contratti in scadenza. Il Cosenza saluta in un colpo solo un nucleo di calciatori composto da Moretti, D’Orazio, Kourfalidis, Garritano, Arioli, Baez, Beretta e Pompei.

La precarietà del progetto sportivo rischia inoltre di innescare un effetto domino sui pochi elementi ancora contrattualizzati: il difensore Caporale è finito nel mirino della Salernitana ma Guarascio avrebbe chiesto mezzo milioni per il cartellino, mentre il trequartista Rizzo Pinna continua a essere seguito con grande attenzione dall’Ascoli. Da monitorare anche i mal di pancia di Mazzocchi e Florenzi che per l’ennesimo anno si trovano a dover convivere con la precarietà organizzativa del Cosenza.

Le grandi manovre e il marchio del “1914”

Mentre la gestione corrente arranca, si registrano movimenti paralleli sul fronte dell’imprenditoria locale per tentare di salvaguardare il calcio cittadino. Nelle ultime ore si è tenuto un vertice esplorativo che ha visto protagonisti, tra gli altri, gli imprenditori Alfredo Citrigno e Sergio Mazzuca. Il punto fermo del nascente progetto è rappresentato dalla disponibilità del marchio storico “1914”, messo a disposizione da Pino Citrigno. Il piano strategico di questa nuova cordata resta tuttavia subordinato a un passaggio cruciale: la fattibilità di un accordo con la DB Rossoblù, o in alternativa con un’altra realtà calcistica del territorio, per rilevare il titolo sportivo e garantire la continuità del calcio a Cosenza.

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