15 Luglio 2026
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Catanzaro, bufera sulla municipalizzata AMC. Il consigliere Costanzo: “Bando per il Dg privo dei requisiti di legge”

Sotto accusa l'avviso pubblico. Secondo l'esponente dell'opposizione manca l'attestato di idoneità professionale per il gestore dei trasporti, titolo vincolante per le normative europee e nazionali. Annunciata una formale diffida al Comune.

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Una pesante contestazione investe la procedura di selezione per il vertice manageriale di AMC S.p.A., la società in house che gestisce la mobilità e il trasporto pubblico nel capoluogo calabrese. Il consigliere comunale Sergio Costanzo ha sollevato ufficialmente il caso, ravvisando una macroscopica illegittimità tecnica all’interno del nuovo avviso pubblico per il conferimento dell’incarico di Direttore Generale. L’esponente politico ha deciso di intervenire direttamente sui nodi normativi che regolano il settore del trasporto di persone, evidenziando una profonda incongruenza tra le mansioni previste dal concorso e i titoli abilitanti richiesti ai candidati.

L’affondo di Costanzo definisce la selezione come un passaggio amministrativo viziato da opacità. La figura delineata nel bando dovrà infatti governare la gestione amministrativa e operativa dell’azienda, curare i contratti, vigilare sugli obblighi di legge, garantire la sicurezza d’esercizio e assicurare il regolare svolgimento dei servizi. Ciononostante, il testo esclude dai requisiti obbligatori l’attestato di idoneità professionale. Con una nota ufficiale, il consigliere ha dichiarato: “Ritengo doveroso denunciare pubblicamente una grave anomalia contenuta nel nuovo avviso pubblico con cui AMC S.p.A., società interamente partecipata dal Comune di Catanzaro, ha avviato la selezione per il conferimento dell’incarico di Direttore Generale. Il bando descrive una figura chiamata a governare la gestione amministrativa e operativa dell’azienda, a curare contratti, obblighi di legge, sicurezza d’esercizio e regolare svolgimento dei servizi, ma omette ancora una volta un requisito fondamental per chi dirige un’azienda che svolge trasporto di persone: l’attestato di idoneità professionale necessario per il gestore dei trasporti. Non si tratta di una formalità secondaria. La normativa europea prevede che le imprese di trasporto su strada designino un gestore dei trasporti che diriga in maniera effettiva e continuativa l’attività di trasporto e che sia in possesso del requisito di idoneità professionale. Anche la disciplina nazionale collega questo requisito alla persona designata a dirigere l’attività di trasporto dell’impresa”.

Le contraddizioni gestionali e il quadro normativo violato

L’analisi del consigliere si sposta poi sui risvolti di natura prettamente organizzativa e sulle possibili ripercussioni legate alla legittimità giuridica dell’esercizio del servizio pubblico. La mancata previsione del titolo all’interno del modulo di domanda dimostrerebbe una totale sottovalutazione del problema da parte della governance della municipalizzata, generando un corto circuito tra le responsabilità formali attribuite al Direttore Generale e le sue reali facoltà tecniche di intervento sul parco mezzi e sulle linee.

L’attacco si fa quindi più serrato sul piano della trasparenza amministrativa e dei rapporti tra l’ente pubblico e la sua controllata. Costanzo ha infatti proseguito nella sua disamina specificando che: “Per questo motivo il bando AMC appare politicamente grave e amministrativamente contraddittorio. Da una parte, infatti, si seleziona un Direttore Generale con compiti amplissimi, che investono il cuore dell’organizzazione aziendale e del servizio pubblico; dall’altra, non si richiede il titolo abilitante che consente di dirigere tecnicamente l’attività di trasporto. Nemmeno il modulo di domanda prevede una dichiarazione sul possesso di questo attestato, segno evidente che il problema non è stato neppure preso in considerazione nella costruzione della procedura. Il punto politico è semplice. Se AMC ritiene che il Direttore Generale debba davvero essere il vertice operativo dell’azienda di trasporto, allora avrebbe dovuto pretendere il possesso dell’idoneità professionale. Se invece sa già che il Direttore Generale non coinciderà con il gestore dei trasporti, allora avrebbe avuto il dovere di dirlo con chiarezza, spiegando ai cittadini come è organizzata la società e chi esercita formalmente e sostanzialmente questa funzione decisiva”.

La richiesta di chiarimenti formali e lo spettro del blocco della selezione

Lo scenario ipotizzato rischia di tradursi nell’ennesimo vulnus gestionale per una società strategica, all’interno della quale la figura apicale verrebbe selezionata sprovvista dei titoli di legge obbligatori, costringendo la struttura a delegare a terzi le responsabilità civili e penali connesse all’efficienza dei trasporti. Una dinamica che, secondo l’esponente di opposizione, incrina la credibilità dello stesso Comune di Catanzaro.

La vertenza è destinata a trasferirsi immediatamente sui tavoli della politica cittadina. Costanzo ha annunciato l’invio di una formale istanza di accesso e chiarimento per verificare i pregressi atti di nomina interni alla società e definire i confini delle responsabilità dirigenziali. Il consigliere ha concluso la nota con un preciso aut-aut: “Ad oggi, il rischio è che ci si trovi davanti all’ennesima procedura costruita in modo opaco, con una figura apicale selezionata senza il requisito tecnico-abilitante necessario e con un’altra figura interna chiamata, nei fatti, a garantire la legittimità dell’esercizio del servizio. È una situazione che merita immediata chiarezza, perché in gioco non ci sono soltanto gli equilibri interni di AMC, ma la credibilità del Comune di Catanzaro nella gestione di una società pubblica strategica per la mobilità cittadina. Per queste ragioni, verrà chiesto formalmente che AMC e il Comune chiariscano subito chi sia il gestore dei trasporti dell’azienda, con quale atto sia stato nominato, se il Direttore Generale debba o meno coincidere con tale figura e perché il bando abbia omesso un requisito così rilevante. In mancanza di risposte convincenti, sarà inevitabile chiedere la rettifica del bando o la sua riapertura, perché una società pubblica non può permettersi bandi approssimativi proprio sulle funzioni più delicate e strategiche”.

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