Una rete consolidata capace di condizionare procedure amministrative e concessorie, pilotare affidamenti e incarichi, ottenere vantaggi economici, nonché sanatorie edilizie irregolari. Il tutto, grazie a relazioni personali, scambi di favori, corrispettivi illeciti o incarichi retribuiti agganciati a interessi privati. Presunti illeciti rispetto ai quali il gup del Tribunale di Catanzaro ha rinviato a giudizio dirigenti regionali, professionisti, politici e un finanziere finiti nell’inchiesta che ruota intorno ad un sistema illecito stabile e strutturato, attivo su più livelli amministrativi, in particolare nei settori dell’urbanistica, dell’edilizia, della protezione civile e della pianificazione territoriale. Tra coloro che sono a processo l’ex governatore Gerardo Mario Oliverio, 72 anni, residente a San Giovanni in Fiore; Luigi Incarnato, 69 anni, residente a Rende, all’epoca dei fatti il liquidatore della Sorical, oggi ricopre un incarico nell’ufficio di gabinetto del sindaco di Cosenza; i finanzieri Ercole D’Alessandro, 68 anni, di Fuscaldo e Franco Albano Formoso, 55 anni, di Cervicati; l’ex assessore regionale Alfonso Dattolo, 60 anni, di Rocca di Neto e l’imprenditore Francescantonio Stillitani, 70 anni, residente a Pizzo.
I nomi degli rinviati a giudizio
Il gup ha rinviato a giudizio Domenico Maria Pallaria, 66 anni, domiciliato a Lamezia Terme, dirigente generale della Regione Calabria; Giovanna Belvedere, 57 anni, residente a Lamezia Terme; Ercole D’Alessandro, 68 anni, di Fuscaldo; Luciano D’Alessandro, 48 anni, residente a Isola Capo Rizzuto; Alfonso Dattolo, 60 anni, di Rocca di Neto; Giovanni Forciniti, 59 anni, residente a Crosia; Franco Albano Formoso, 55 anni, di Cervicati; Odeta Hasaj, 58 anni, residente a Simeri Crichi; Luigi Incarnato, 69 anni, residente a Rende; Gregorio Lillo Odoardi, 61 anni, residente a Cosenza; Salvatore Madia, 65 anni, di Catanzaro; Matteo Magni, 43 anni, residente a Usmate Velate; Giovanni Marra, 46 anni, residente a Rende; Angelina Molinaro, 63 anni, residente a Lamezia Terme; Antonio Nisticò, 49 anni, di Cardinale; Gerardo Mario Oliverio, 72 anni, residente a San Giovanni in Fiore; Cristian Pancotti, 55 anni, residente a Piacenza; Salvatore Rotundo, 53 anni, residente a Catanzaro; Nazzareno Giuseppe Rudi, 54 anni, di Santa Caterina dello Ionio; Alessandro Rugolo, 46 anni, residente a Oppido Mamertina; Luigi Russo, 37 anni, residente a Rossano Calabro; Francescantonio Stillitani, 70 anni, residente a Pizzo; Sergio Vittadello, 88 anni, residente a Selvazzano Dentro. Non luogo a procedere per il finanziere Marco Paladino, 35 anni, residente a Sala Consilina.
Posti di lavoro in cambio di favori
Secondo le ipotesi di accusa, Pallaria all’epoca dei fatti, dirigente generale reggente del Dipartimento di presidenza e della struttura Unità Organizzativa Autonoma “Protezione Civile”, il quale nell’esercizio delle sue funzioni e dei suoi poteri, avrebbe dato un posto di lavoro in cambio di favori sessuali a Giovanna Belvedere. Quest’ultima era collocata in posizione utile nella short list di esperti bandita dalla Regione Calabria il 5 novembre 2018 nella sezione “Senior Area Informatica” e il super dirigente si sarebbe attivato per una sua assunzione nell’Azienda Calabria Lavoro, ente pubblico economico strumentale della Regione Calabria. Pallaria avrebbe contattato il dirigente generale di Azienda Calabria Lavoro Giovanni Forciniti indicandogli proprio la Belvedere, anche se non sarebbe stata la persona più qualificata tra quelle inserite nella short list di esperti, conferendole l’incarico di “collaborazione per supporto al dipartimento di Presidenza” con un decreto a firma di Forciniti nella U.O.A. della Protezione Civile. Un’assunzione avvenuta senza l’indizione di una procedura pubblica di reclutamento, e senza la previa verifica dell’impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili all’interno dell’amministrazione. Anzi. Su istigazione di Pallaria, Forciniti avrebbe attestato falsamente che “l’Ente non disponeva di risorse umane sufficienti per soddisfare la richiesta” di personale tecnico-amministrativo, nonostante non fosse stata effettuata alcuna ricognizione interna e che la Belvedere, tra tutti, fosse il soggetto maggiormente qualificato per ricoprire il ruolo, sebbene altri soggetti all’interno della short list avesse competenze più elevate. Tutto questo per ricevere in cambio notti infuocate.
Contributi regionali in cambio soggiorni gratis in Resort
Pallaria, tra l’altro, si sarebbe messo a disposizione dell’imprenditore Francescantonio Stillitani per fargli ottenere un contributo regionale da investire nelle proprie attività turistico- alberghiere, dopo il parere contrario del dirigente vicario alle Attività produttive. Pallaria si sarebbe attivato per garantirgli un successivo parere favorevole e lo sblocco dell’iter procedimentale, travalicando i poteri del proprio ufficio e asservendo la propria funzione pubblica agli interessi privati di Stillitani: avrebbe chiamato e fatto interessare i dirigenti e i funzionari preposti al rilascio del parere, mettendoli in contatto con Stillitani, organizzando degli incontri e informando l’imprenditore delle modifiche necessarie da apportare al progetto. In cambio Pallaria avrebbe ricevuto un soggiorno gratuito all’interno di un Resort di proprietà di Stilltani, ottenendo una scontistica sui suoi amici e conoscenti e la disponibilità dell’imprenditore ad accogliere anche gratuitamente nelle sue strutture alberghiere le persone segnalate da Pallaria, promettendogli di assumere nelle proprie strutture alberghiere, almeno in due occasioni, due soggetti segnalati dal superdirigente.
Appalti agevolati
Altro capitolo inquietante è l’intreccio tra Pallaria e il gruppo Vittadello, attivo nel settore dei rifiuti e delle dighe. Pallaria e Luigi Incarnato, liquidatore della Sorical, avrebbero ricevuto utilità e soggiorni pagati in cambio di agevolazioni negli appalti, come quello per la diga del Menta e per l’impianto di Alli a Catanzaro. Entrambi si sarebbero accordati con Giada Fulini, la quale agiva nell’interesse della società Vittadello, per l’affidamento della gestione della diga del Menta, elaborando un meccanismo che consentisse di non indire una gara pubblica.
Finanza deviata: D’Alessandro e il sistema delle interrogazioni
Una vera bomba riguarda il ruolo di Ercole D’Alessandro, ex luogotenente della Guardia di Finanza in servizio al Goa di Catanzaro. Il militare è accusato di una lunga serie di accessi abusivi alle banche dati riservate su richiesta di imprenditori, conoscenti e amici, tra cui Cristian Pancotti e Nazzareno Rudi. Le verifiche sarebbero state giustificate con finalità istituzionali inesistenti, ma in realtà servivano a fornire informazioni riservate a fini privati o imprenditoriali. Le interrogazioni abusive sarebbero servite anche come merce di scambio o strumento di pressione. D’Alessandro avrebbe minacciato imprenditori con fotografie compromettenti, richieste di denaro o assunzioni. In un caso, avrebbe persino falsificato documenti giudiziari per simulare l’esistenza di indagini. Non mancavano attività di autoriciclaggio: secondo gli inquirenti, i proventi illeciti sarebbero stati reimpiegati da D’Alessandro in un bar a Catanzaro intestato formalmente ad altra persona, ma di fatto gestito con i fondi provento di corruzione e di concussioni.
Il collegio difensivo
Il processo davanti al Tribunale collegiale inizierà il prossimo 10 novembre e gli avvocati difensori (nel cui collegio compaiono tra gli altri Vincenzo Cicino, Angela La Gamma, Lucio Canzoniere, Gregorio Viscomi, Enzo De Caro, Arcangelo De Caro, Vincenzo Ioppoli, Giuseppe Peluso, Francesco Gambardella, Sebastiano Flora, Francesco Alessandro Caruso, Ferdinando Palumbo, Antonio Lomonaco, Giro Pasquale Sepe, Francesco Iacopino, Crescenzo Santuori, Antonino Tillieci, Armodio Migali, Vincenzo Belvedere, Michele Di Iesu, Massimo Di Bella, Davide De Caro, Giuseppe Dametti, Giuseppe Rugolo, Vincenzo Comi, Vincenzo Gennaro, Salvino Mondello e Monica Giovenco) tenteranno di fornire le prove per smontare il castello accusatorio.










