Bisognava eludere le misure di prevenzione per non disperdere il patrimonio di famiglia, l’impero economico della ‘ndrangheta e la strategia migliore sarebbe stata quella di avvalersi dello strumento delle intestazioni fittizie mascherando la vera titolarità della aziende, con la complicità di avvocati e commercialisti. Emergono nuovi dettagli nelle carte dell’ordinanza del gip distrettuale Sara Merlini, che su richiesta della Dda di Catanzaro ha portato, nell’ambito dell’inchiesta Boreas a venti misure cautelari, di cui 13 in carcere e 7 ai domiciliari, mettendo in ginocchio la cosca di Cariati (LEGGI).
Le intestazione fittizia del lido e la complicità di commercialisti
Il reggente della ‘ndrina di Cariati Giorgio Greco nel 2019 aveva affidato la titolarità dello stabilimento balneare “Lido Mojito” ad Alfonso Leo per mezzo della sua ditta individuale, titolarità un anno dopo affidata alla ditta individuale di Tavilla Angelina, modificando la denominazione del lido in “Mj Tavilla Angelina. Nel 2012, così come per gli anni 2022 e 2023 il lido veniva intestato ad Antonio Russo o alla sua ditta individuale. E in questo contesto i commercialisti Ettore e Mariafrancesca Talarico su disposizione del boss, avevano falsificato materialmente la documentazione relativa allo stabilimento balneare per permetterne la formale e fittizia intestazione ai terzi designati da Greco, mentre Bruno Morise Guarascio e Natale Chiarello,dipendenti del Comune di Cariati, consapevoli del trasferimento fraudolento di valori, compulsavano la responsabile del servizio e l ‘Ufficio tecnico del Comune, per risolvere le problematiche inerenti alla diversa intestazione della concessione demaniale.
Il ruolo degli avvocati
Gli avvocati Raffaele Meles e Provino Meles si attivavano per permettere al capo cosca di Cariati di utilizzare il subingresso alla concessione demaniale ben oltre l’anno di scadenza: il primo prendeva accordi e conduceva Greco da un architetto per predisporre la documentazione, che potesse garantirgli la gestione del lido per gli anni successivi al 2021, anche dopo la scadenza, mentre il secondo in presenza di Greco alterava il precedente rinnovo della concessione per allegarla alla nuova comunicazione da inoltrare al competente Suap comunale. Ma c’è di più. I commercialisti Ettore Talarico e la figlia Mariafrancesca, materiali compilatori della domanda, rendevano false dichiarazioni sulla identità o sulla qualità personali altrui, con la complicità dei terzi intestatari, che attestavano falsamente, nelle comunicazioni di inizio attività e nelle dichiarazioni sostitutive, inoltrate al competente Suap del Comune di Cariati per la gestione del lido Mojito la titolarità di un ‘attività commerciale di somministrazione di bevande ed alimenti, materialmente esercitata dal capocosca.
In particolare Provino Meles, secondo le ipotesi di accusa, formava e alterava la dichiarazione avente ad oggetto: “Apertura dell’attività turistica ricreativa del Lido balneare denominato mojto, sito in Cariati Via lungomare Cristoforo Colombo”, indirizzato all’Ufficio Tecnico Edilizia-Urbanistica-Demanio del Comune, recante la data del 2 maggio 2022, a firma di Antonio Russo. E la formava dopo aver fotocopiato quella dell’anno precedente, materialmente apponendo la dicitura, “ulteriormente rinnovata sino al 2023 “, eliminando la data di sottoscrizione di quella dell’anno precedente e apponendo al documento alterato, la nuova data e la sottoscrizione del compiacente terzo intestatario fittizio Antonio Russo.
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