27 Giugno 2026
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“La comunità che sostiene”: Chiesa e istituzioni a confronto sull’inclusione delle persone con disabilità a Lamezia

Si è svolta la II Giornata diocesana dedicata alle persone con disabilità. Il vescovo Parisi richiama una Chiesa “che ascolta e mette in relazione”

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Un confronto ampio e partecipato ha caratterizzato l’incontro “La comunità che sostiene: famiglie e territorio per una inclusione autentica”, inserito nella II Giornata diocesana insieme alle persone con disabilità.

A concludere i lavori è stato il vescovo della diocesi di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, che ha richiamato il ruolo della comunità ecclesiale nel costruire reti di sostegno concrete e inclusive. “Vogliamo essere una Chiesa che ascolta prima di rispondere, che accompagna prima di indicare una strada e che soprattutto mette in relazione persone, parrocchie, associazioni, istituzioni”, ha affermato il presule, sottolineando come spesso i bisogni restino inespressi e le famiglie prive di punti di riferimento chiari, nonostante l’impegno diffuso di realtà associative e parrocchiali.

Le testimonianze delle famiglie: tra difficoltà e percorsi di vita

L’incontro si è aperto con la testimonianza della famiglia Sirianni, che ha raccontato il proprio percorso con i figli Manuel e Daniel, entrambi affetti da disturbo dello spettro autistico. Un racconto che ha evidenziato le difficoltà quotidiane ma anche le possibilità di crescita e scoperta personale. “Oggi voglio trasmettere un messaggio di speranza”, ha raccontato la madre Oceania Sirianni, ricordando come la fede abbia rappresentato un sostegno fondamentale nel percorso familiare. Nel corso degli anni, ha spiegato, i figli hanno sviluppato capacità inattese, anche grazie al supporto di insegnanti ed educatori.

Manuel, in particolare, ha pubblicato a sedici anni il suo primo libro, mentre Daniel ha sviluppato una spiccata memoria e una particolare sensibilità per la musica. Due percorsi diversi, ma accomunati da un processo di valorizzazione delle potenzialità individuali.

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Scuola e diritti: “Serve una responsabilità condivisa”

Ampio spazio anche al tema dell’inclusione scolastica e sociale. Il presidente nazionale del Cnddu, Romano Pesavento, ha richiamato la necessità di una responsabilità collettiva nella tutela dei diritti. “È la società a dover eliminare gli ostacoli che limitano. Si tratta di costruire le condizioni affinché un diritto possa essere riconosciuto”, ha affermato, sottolineando il ruolo centrale della scuola nella formazione di cittadini consapevoli e inclusivi.

Inclusione e progetto di vita: il ruolo della comunità cristiana

Sul valore del “progetto di vita” è intervenuta Emanuela Cristiano, referente diocesana per la catechesi alle persone con disabilità, evidenziando il passaggio da una visione centrata sul limite a una centrata sulla persona. “Prima della disabilità c’è una persona”, ha ricordato, sottolineando come l’inclusione non si esaurisca nell’assistenza ma richieda percorsi educativi e relazionali capaci di valorizzare identità e autonomia.

Le istituzioni: “Inclusione significa rete”

A portare i saluti della città è stato il sindaco Mario Murone, che ha definito i presenti “attori della nostra quotidianità”, mentre l’assessore alle Politiche Sociali Domenico Gianturco ha ribadito la necessità di una rete stabile tra istituzioni, associazioni e famiglie per rafforzare le politiche di welfare. “La comunità si riconosce dalla capacità di includere”, ha sottolineato, annunciando nuove iniziative sul territorio nelle prossime settimane. Anche l’assessore alla Cultura Annalisa Spinelli ha preso parte all’incontro.

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