La Regione Calabria attiva il programma “La mia estate”, un intervento del Dipartimento Welfare destinato a sostenere l’inclusione dei minori con disabilità durante il periodo estivo attraverso una dotazione complessiva pari a 1,8 milioni di euro. La misura prevede l’erogazione di voucher sociali fino a 3mila euro per beneficiario, utilizzabili per attività educative, ricreative e servizi di assistenza.
Straface: “Una misura di civiltà”
L’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, definisce l’intervento una risposta concreta ai bisogni delle famiglie e dei ragazzi più fragili. “Garantire la felicità, lo svago e l’interazione dei nostri ragazzi non è un lusso, ma un diritto”, afferma, richiamando la Convenzione Onu e la legge 104.
Sostegno alle famiglie durante la pausa scolastica
Secondo la Regione, il periodo estivo rappresenta una fase critica per le famiglie con carichi assistenziali più elevati, a causa della sospensione delle attività scolastiche e terapeutiche. Il programma punta quindi a garantire continuità di supporto e sollievo ai nuclei familiari, rafforzando la rete dei servizi territoriali.
Come funzionano i voucher
I contributi saranno gestiti dai 32 Ambiti territoriali sociali, in collaborazione con ASL, enti del Terzo settore e operatori accreditati. Le risorse potranno essere utilizzate per centri estivi, attività sportive, culturali, ludoteche o per il supporto di educatori professionali.
Inclusione e socialità tra pari
Il progetto punta anche a promuovere modelli educativi inclusivi basati su peer tutoring e apprendimento cooperativo, favorendo la partecipazione anche di minori a sviluppo tipico. L’obiettivo è rafforzare le relazioni sociali e ridurre l’isolamento dei ragazzi con disabilità, costruendo contesti di maggiore integrazione.
Un welfare più vicino ai bisogni reali
Per la Regione, l’intervento non si limita al sostegno economico, ma mira a strutturare un modello di welfare più flessibile e vicino alla vita quotidiana delle famiglie. “Abbattiamo l’isolamento sociale e costruiamo una rete reale attorno alla fragilità”, conclude Straface.









