2 Agosto 2026
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La vicesindaca Iemma spinge sulle facoltà umanistiche in centro: “Progetto strategico di valorizzazione urbana”

Accolta con favore le aperture del Rettore Cuda per il trasferimento dei corsi di laurea nel cuore del capoluogo. Il Comune avvia la ricognizione degli immobili dismessi in linea con il PSC, confermando la vocazione del polo di Germaneto per l'area medica e scientifica.

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L’Università Magna Graecia potrebbe diventare il fulcro della rigenerazione urbanistica e sociale del centro storico di Catanzaro. L’apertura manifestata dal Rettore Giovanni Cuda trova il pieno sostegno dell’amministrazione comunale, che punta ad accelerare il percorso per portare le facoltà umanistiche all’interno del cuore antico della città. A tracciare la rotta istituzionale è la vicesindaca Giusy Iemma, che sottolinea il valore di una scelta orientata a valorizzare il patrimonio identitario e a dare attuazione alle linee guida del Piano Strutturale Comunale.

“L’Università rappresenta uno dei principali motori di crescita culturale, sociale ed economica di una città. Per questo ho sempre sostenuto, e continuo a sostenere nel mio ruolo di vicesindaca, che il centro storico debba diventare la sede naturale delle facoltà umanistiche e delle attività accademiche maggiormente legate alla cultura, alla formazione e alla valorizzazione del patrimonio storico e identitario della città. Si tratta di una scelta coerente con il Piano Strutturale Comunale, fondato sull’idea di una città policentrica, nella quale ciascuna polarità esprime una propria vocazione e funzione, concorrendo, in un disegno unitario, allo sviluppo complessivo di Catanzaro. In questo quadro, il centro storico è individuato come polo della formazione, della cultura e dei servizi di eccellenza, mentre le altre aree della città continuano a svolgere il proprio ruolo strategico, come nel caso del polo universitario di Germaneto, dove è naturale che restino insediate le facoltà che richiedono una stretta integrazione con il Policlinico universitario e con le strutture dedicate alla didattica e alla ricerca” spiega la vicesindaca.

Rigenerazione urbana e recupero del patrimonio immobiliare

Il progetto muove già i primi passi operativi sul piano urbanistico e patrimoniale. Gli uffici comunali hanno avviato un’attenta mappatura dei beni pubblici dismessi o sottoutilizzati che potranno essere recuperati per ospitare aule, uffici didattici e servizi integrati dedicati alla popolazione studentesca.

“La disponibilità manifestata dal Rettore Giovanni Cuda rappresenta un’opportunità importante che dobbiamo saper cogliere. È necessario rafforzare la collaborazione istituzionale per proseguire il percorso di ricognizione del patrimonio pubblico disponibile, individuando immobili dismessi o sottoutilizzati da recuperare attraverso interventi di rigenerazione urbana e destinare ad attività didattiche, corsi di laurea e servizi universitari. In questa direzione, il settore Pianificazione ha già avviato un’attività di ricognizione del patrimonio pubblico, finalizzata a individuare spazi e immobili da destinare a interventi di rigenerazione urbana orientati alla valorizzazione, alla riqualificazione e al riuso del patrimonio esistente. La presenza delle facoltà umanistiche nel centro storico non deve essere interpretata come un semplice trasferimento di sedi, ma come un vero progetto di valorizzazione urbana. Portare conoscenza, ricerca e vita universitaria nel cuore della città significa contribuire alla sua rigenerazione, rafforzarne l’identità e creare nuove opportunità per i giovani e per le future generazioni” evidenzia Iemma.

Coinvolgimento di studenti e docenti per una città attrattiva

L’obiettivo dell’amministrazione è costruire una cittadella universitaria perfettamente integrata nel tessuto urbano, ponendo la massima attenzione sui servizi essenziali come la mobilità, i trasporti, l’accessibilità e le strutture di supporto allo studio. Un percorso che vedrà il coinvolgimento attivo della comunità accademica e degli studenti.

“Per raggiungere questo obiettivo serve una forte sinergia tra Comune, Università e istituzioni coinvolte, capace di affrontare in maniera coordinata temi fondamentali come accessibilità, mobilità, servizi agli studenti, spazi per lo studio e infrastrutture. Solo una visione condivisa potrà costruire un ambiente universitario pienamente integrato nella città. In questo percorso sarà fondamentale il coinvolgimento della comunità studentesca. Un progetto di questa portata deve nascere con gli studenti e non sopra gli studenti: ascoltarne le esigenze, raccoglierne le proposte e renderli protagonisti delle scelte significa costruire un’università più vicina alle persone e più capace di rispondere ai bisogni reali di chi vive quotidianamente la città. Allo stesso modo, va valorizzato il contributo dei numerosi docenti dell’Ateneo che hanno un forte legame con il territorio e rappresentano una risorsa preziosa per lo sviluppo culturale, scientifico e sociale di Catanzaro. Sono convinta che la collaborazione leale tra Università, Comune, Regione, comunità accademica e studenti possa trasformare questa opportunità in un progetto concreto e strategico. Investire sulle facoltà umanistiche nel centro storico significa investire sui giovani e sul futuro della città, creando nuove opportunità di crescita, lavoro e sviluppo per le future generazioni e rafforzando la capacità di Catanzaro di essere una città sempre più attrattiva e competitiva” conclude la vicesindaca Giusy Iemma.

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