2 Agosto 2026
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Scoppia il caso Emodinamica a Vibo: “Esclusa dalla Rete SCA, è il fallimento di politica e vertici dell’Asp”

L'Osservatorio Civico "Città Attiva" e il Comitato San Bruno attaccano duramente la Giunta Regionale e il management dell'Asl. Chiesta la convocazione urgente della Conferenza dei Sindaci per pretendere l'inserimento del servizio per i pazienti colpiti da infarto acuto.

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Scoppia una polemica politica e sociale sulla mappa dell’assistenza sanitaria d’emergenza in Calabria. Al centro della bufera c’è il presidio ospedaliero di Vibo Valentia, con la netta presa di posizione sottoscritta dagli avvocati Daniela Primerano, Francesca Guzzo e Ornella Grillo per l’Osservatorio Civico “Città Attiva” e da Rocco La Rizza per il Comitato San Bruno. I rappresentanti civici denunciano l’ennesimo ridimensionamento dell’offerta sanitaria territoriale, scaturito dalle ultime determinazioni adottate a livello regionale.

“Nell’ultimo documento adottato dalla Giunta Regionale, l’Emodinamica all’Ospedale di Vibo Valentia non risulta inserita nella Rete SCA (Sindrome Coronarica Acuta), nonostante sia espressamente prevista nella Programmazione della Rete Ospedaliera. È una decisione che certifica una sconfitta pesante per Vibo e chiama in causa responsabilità istituzionali ben precise” esordisce la nota congiunta.

L’affondo mette sul banco degli imputati la gestione dell’Azienda Sanitaria Provinciale: “Il primo fallimento è quello della dirigenza dell’Asp di Vibo Valentia. Se il compito di un management sanitario è quello di tutelare gli interessi del territorio, programmare, negoziare e ottenere risultati, il verdetto è inequivocabile ed il giudizio è assolutamente negativo. Le dichiarazioni rassicuranti e gli annunci si sono rivelati privi di qualsiasi efficacia. Alla prova dei fatti, la dirigenza non è stata in grado di difendere una scelta strategica che avrebbe potuto cambiare il destino della sanità vibonese”.

L’atto d’accusa alla classe politica e i rischi per i pazienti cardiopatici

L’analisi dei comitati si allarga poi alla rappresentanza politica della provincia, accusata di non aver saputo esercitare la necessaria autorevolezza nei tavoli decisionali regionali. “Ugualmente grave è il fallimento della classe politica vibonese: parlamentari, consiglieri regionali e gruppi politici del territorio. Una classe dirigente che, ancora una volta, si è dimostrata incapace di far pesare il proprio ruolo nelle sedi in cui si decidono le sorti del nostro territorio, che continua a vedere rinviati, quando non cancellati, interventi essenziali per la tutela della salute. Troppo impegnata a rincorrere equilibri di partito e visibilità personale, troppo poco determinata quando c’è da pretendere rispetto per i cittadini che rappresenta. Di fronte a una decisione che priva un’intera provincia di un presidio fondamentale, il silenzio è assordante”, si legge nel comunicato.

La conseguenza di questo stallo istituzionale ricade direttamente sui servizi tempo-dipendenti, cruciali nelle situazioni di emergenza-urgenza cardiologica. “La verità è che Vibo continua a pagare il prezzo della propria irrilevanza politica. Mentre altri territori riescono a difendere e consolidare i propri servizi sanitari, la provincia vibonese colleziona promesse mancate e sconfitte. La mancata realizzazione dell’emodinamica comporta che, in caso di infarto acuto, i pazienti del vibonese continueranno a dover essere trasferiti verso altri ospedali per essere sottoposti a una procedura tempo-dipendente, con inevitabili ripercussioni sui tempi di trattamento. È questo il vero costo di una decisione che penalizza un’intera provincia. Questa vicenda lascia un’unica certezza: hanno fallito coloro che avevano il dovere di difendere gli interessi del territorio. Ha fallito una dirigenza aziendale incapace di trasformare gli impegni in risultati. Ha fallito una classe politica che, ancora una volta, ha dimostrato di non avere il peso, l’autorevolezza e la determinazione necessari per far valere le ragioni di Vibo. Ed il conto di questo fallimento lo pagheranno come sempre i cittadini vibonesi, trattati ancora una volta come figli di un Dio minore” incalzano i promotori della nota.

L’appello e la richiesta di convocazione della Conferenza dei Sindaci

Per interrompere la situazione di stallo e provare a invertire la rotta nei confronti della Regione Calabria e della struttura commissariale, gli esponenti dell’Osservatorio Civico e del Comitato San Bruno chiamano a raccolta le istituzioni locali per un’azione congiunta e immediata.

“A questo punto chiediamo che la Conferenza dei Sindaci della Provincia di Vibo Valentia venga convocata con urgenza, per affrontare la vicenda e assumere una posizione unitaria, facendosi promotrice di un’iniziativa istituzionale forte nei confronti della Regione Calabria e della struttura commissariale. I Sindaci, quali massime autorità sanitarie locali, hanno il dovere di far sentire la voce delle proprie comunità, chiedendo con forza il rispetto di quanto previsto nella programmazione della rete ospedaliera e l’inserimento nella Rete SCA dell’Emodinamica nell’Ospedale di Vibo Valentia” conclude la nota.

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