9 Luglio 2026
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L’arte come terapia sociale nel Cosentino: si conclude il progetto “Oltre la superficie” tra creatività e psicologia

L'iniziativa itinerante dell'Associazione Nemesi Aces taglia il traguardo finale dopo mesi di laboratori di serigrafia, modellazione dell'argilla e talk interdisciplinari. Domani l'evento di restituzione pubblica all'Enoteca Regionale della Provincia di Cosenza.

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Arriva alla sua fase conclusiva il progetto “Oltre la superficie: Esplorazioni tra Arte, Psicologia e Creatività” diretto da Gina Fiorita e realizzato dall’Associazione Nemesi Aces nel territorio della provincia di Cosenza, nell’ottica di offrire un percorso di formazione rivolto agli adolescenti ed agli adulti, integrando le tecniche di manualità pratica alla riflessione intellettuale. L’iniziativa intergenerazionale ha registrato un’ampia partecipazione, strutturandosi come un vero e proprio itinerario didattico volto a stimolare l’espressione personale e la coesione sociale attraverso il recupero di antichi mestieri e nuove forme di narrazione visiva.

L’iniziativa si è articolata in diversi laboratori ed in moduli teorico-pratici, sotto la guida di esperti della materia, orientati anche a valorizzare ed arricchire il bagaglio formativo dei singoli partecipanti. In particolare, nell’ambito dei laboratori denominati “Con le mani”, nuove competenze sono state offerte nel settore della serigrafia, con l’ausilio di Lisa Russo e Roberto Belvedere, che hanno permesso ai discenti di apprendere l’arte della stampa artigianale, trasformando disegni personali in opere su tessuto e carta utilizzando inchiostri ecologici a base d’acqua. E ancora i partecipanti si sono cimentati nella modellazione dell’argilla, sotto la guida di Carlotta M. Romeo e con il supporto di Virginia De Rose, e nella creazione reazione di una storia illustrata nel modulo di scrittura creativa, con le indicazioni degli illustratori Virginia De Rose e Mario Pellegrino.

La psicologia dell’inconscio e la sfida dell’Intelligenza Artificiale

Accanto alle attività prettamente manuali, il programma ha sviluppato un articolato percorso di approfondimento teorico e psicopedagogico volto a favorire il benessere emotivo e la capacità critica dei partecipanti. Attraverso cicli di incontri aperti, l’interazione tra esperti della mente e artisti visivi ha consentito di tradurre concetti astratti in manufatti concreti, estendendo la riflessione fino alle più recenti evoluzioni tecnologiche che stanno investendo il mondo dell’arte e della comunicazione.

Inoltre, per promuovere il pensiero critico ed il dialogue culturale, è stato proposto un ciclo di talk dal titolo “Dipingere l’Inconscio”. Gli incontri interdisciplinari hanno stimolato il pensiero critico su temi complessi, con l’assistenza delle psicologhe Clelia Graziana Mammone e Valeria Suriano e della psicopedagogista Chiara Scazziota. All’interno dei talk ci sono stati dei momenti di attività creativa realizzati da Francesca Mirabelli, Salvatore Barberio, Mario Pellegrino e Virginia De Rose. Questi momenti sono stati fondamentali per racchiudere i temi affrontati nei talk in opere piene di significato ed emozione. Il dibattito si è esteso anche alle frontiere moderne con il talk sull’Intelligenza Artificiale, analizzando i benefici e i rischi delle nuove tecnologie applicate alla creatività umana.

Inclusione sociale e rete territoriale: la mostra conclusiva all’Enoteca Regionale

Il progetto ha dimostrato una spiccata vocazione all’inclusione, garantendo la totale gratuità e l’accessibilità logistica delle attività per intercettare anche le fasce di popolazione tradizionalmente più distanti dall’offerta culturale. Raggiunto l’obiettivo di favorire la coesione sociale sia per il target intergenerazionale, alla luce della partecipazione congiunta di adolescenti e adulti e della condivisione di spazi e strumenti che ha creato legami spontanei e un forte senso di appartenenza alla comunità. Da sottolineare la piena accessibilità al progetto, con attenzione sia all’impiego di locali privi di barriere architettoniche ed il pieno coinvolgimento delle fasce di popolazione a basso reddito.

L’impatto dell’intervento ha riguardato l’intero scacchiere provinciale, attivando sinergie tra il capoluogo e i centri interni. Il progetto ha pure rafforzato l’identità collettiva della Provincia di Cosenza e costruito una rete territoriale. Le attività infatti si sono distribuite tra la sede di Nemesi Aces a Cosenza, il liceo artistico di San Giovanni in Fiore e la sala consiliare del Comune di Montalto Uffugo, favorendo quindi la destagionalizzazione dell’offerta culturale.

Il percorso si concluderà con un evento finale venerdì 10 luglio nei locali dell’Enoteca Regionale della Provincia di Cosenza in cui si esporranno i lavori realizzati dai partecipanti, ovvero le tavolette realizzate in argilla, las stampe serigrafiche su borse di tela, i vari lavori realizzati durante i talk, gli sketchbook di Illustrazione e le tavole definitive realizzate per la creazione dei vari albi illustrati. Questo momento di restituzione pubblica non celebra solamente il successo del progetto, ma conferma come l’arte possa essere uno strumento potente per “andare oltre la superficie” della quotidianità, arricchendo il bagaglio culturale e il benessere psicofisico della comunità.

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