25 Giugno 2026
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Arbitro aggredito nel Vibonese, doppia stangata per l’autore: Daspo di cinque anni e maxi squalifica fino al 2030

Il Giudice Sportivo di Vibo infligge il massimo della pena prevista. Ecco il racconto del giovane fischietto sulle violenze subite in campo da parte del calciatore del Francica

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Non è più soltanto un episodio di violenza sui campi di provincia: ciò che è accaduto domenica scorsa a Francica, durante la gara di Seconda Categoria contro il Girifalco, è diventato un caso che ha travalicato confini e categorie, riportando in primo piano il tema mai risolto della sicurezza degli arbitri. Il Giudice Sportivo della Delegazione provinciale di Vibo Valentia ha firmato una squalifica record, che terrà fuori dai campi fino al 2030 il calciatore Tonino Ventrice, giudicato responsabile dell’aggressione al giovane direttore di gara appena diciassettenne documentato da un video shock. Una decisione durissima, sostenuta da un referto che racconta una scena di violenza progressiva, culminata con un colpo al volto e la caduta dell’arbitro.

Cosa ha raccontato l’arbitro

Il racconto che emerge dagli atti ufficiali non lascia spazio ad ambiguità. Secondo quanto scritto nel referto, al 31’ del secondo tempo della gara Francica–Girifalco, valida per la Seconda Categoria girone D, Ventrice viene espulso per doppia ammonizione dopo aver protestato in modo reiterato contro una decisione arbitrale. Da quel momento, la partita esce completamente dal campo della competizione sportiva.

Il direttore di gara scrive che, subito dopo il cartellino rosso, il giocatore si avvicina afferrandolo per il braccio sinistro e tirandolo verso di sé, causandogli escoriazioni. Da lì in poi, la situazione precipita: Ventrice si rifiuta di lasciare il campo, si accomoda in panchina e, quando l’arbitro ribadisce l’obbligo di allontanamento, scaglia contro di lui una bottiglietta d’acqua, che l’arbitro riesce a evitare.

Ma l’aggressione non si ferma. Il calciatore si alza dalla panchina, gli corre incontro e gli mette entrambe le mani sul volto, provocando un ematoma alla palpebra dell’occhio sinistro, per poi assestargli un violento schiaffo che gli causa dolore acuto all’orecchio e lo fa rovinare a terra. Nella caduta si rompe anche l’orologio dell’arbitro. Soltanto dopo l’intervento dei compagni di squadra, l’arbitro riesce a riprendere la gara, che porta comunque a termine. Gli atti riportano anche un ultimo episodio: al triplice fischio, nel tunnel degli spogliatoi, Ventrice lo avrebbe nuovamente bloccato, stringendogli la mano con forza e guardandolo con atteggiamento intimidatorio, prima di essere allontanato dal personale presente.

Squalifica fino al 2030

Il Giudice Sportivo definisce quanto accaduto una “condotta violenta” pienamente riconducibile alla giurisprudenza federale, cioè un comportamento volontario, diretto a ledere l’integrità fisica e contraddistinto da “impeto incontrollato” e “accentuata aggressività”. Una definizione che giustifica la scelta di applicare la sanzione più ampia possibile. La squalifica, che arriva a coprire cinque anni pieni, è accompagnata da ulteriori provvedimenti: una penalizzazione di tre punti alla società Francica, un’ammenda e la possibilità per l’arbitro di richiedere eventuale risarcimento in sede civile.

Il Daspo del questore Ruperti: cinque anni lontano dagli stadi

Sul piano amministrativo, la risposta è stata altrettanto netta. Il questore di Vibo Valentia, Rodolfo Ruperti, ha emesso nei confronti di Ventrice un D.A.spo. di cinque anni, dopo l’identificazione del giocatore da parte della Digos mediante le immagini video e gli accertamenti investigativi. Il provvedimento comporta il divieto di accedere a tutte le manifestazioni calcistiche sul territorio nazionale e internazionale, oltre all’interdizione dalle aree circostanti gli impianti sportivi. Per due anni, inoltre, il giovane dovrà presentarsi alla Stazione dei Carabinieri di Francica durante le partite della squadra locale. Un provvedimento che, sottolinea la Questura, si inserisce nella strategia di prevenzione della violenza negli stadi e di tutela di arbitri, calciatori e spettatori. Una linea di rigore già adottata dal Questore Ruperti in altri casi di violenza sportiva.

La lettera di scuse: “Ho sbagliato, nessuna attenuante”

Nel turbine di provvedimenti e reazioni, è arrivata anche quella del giocatore. Ventrice, sospeso immediatamente dalla sua società, ha diffuso una lettera di scuse dai toni diretti, con cui dice di voler assumere piena responsabilità per il gesto. Scrive di sentirsi “profondamente pentito”, affermando che non esiste “nessuna giustificazione, nessuna attenuante” per ciò che ha fatto. Rivolge un passaggio intenso all’arbitro, a cui chiede “umilmente perdono”, riconoscendo che le sue azioni non hanno soltanto provocato un danno fisico, ma rappresentato «un intollerabile affronto alla persona e alla funzione» del direttore di gara. Le scuse sono estese anche all’Aia, alla società Francica — di cui ammette di aver tradito la fiducia — e alla squadra avversaria, che si è trovata coinvolta in un episodio che nulla aveva a che vedere con lo sport. Il testo si conclude dichiarando di accettare tutte le sanzioni, sportive e amministrative, e annunciando un percorso di riflessione personale.

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